Cosa vuol dire essere astronauti oggi? Parla il generale Roberto Vittori

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

Cosa significa essere astronauti e esploratori dello spazio, oggi, nel 2024? Cosa cambia, sul fronte operativo, oggi che la missione di chi esplora il cosmo si deve confrontare con i mutati trend tecnologici, scientifici e, soprattutto, geopolitici della rinnovata competizione spaziale? Presso la sede di Cesi, in via Rubattino a Milano, ai margini della presentazione del progetto congiunto Cesi-Asi sullo sviluppo della filiera delle celle solari InsideOver ha, nel punto stampa dedicato, posto la domanda a uno degli ospiti convenuti per l’iniziativa, il generale Roberto Vittori. 60 anni, già pilota aeronautico con oltre 2mila ore di volo, selezionato nel 1998 e autore di missioni per l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia Spaziale Europea, Vittori ha segnalato che “non esiste un solo modo di essere astronauta. Chi si dedica a un ambito di ricerca ha necessità e professionalità diverse a seconda delle necessità. Lo scenario è notevolmente complesso, anche per effetto della vitalità crescente che l’esplorazione spaziale sta conquistando e delle dinamiche di competizione che emergono tra sistemi diversi”.

“La questione”, ha ricordato Vittori, “va di pari passo con gli approcci con cui organizzazioni, Stati e singole personalità si pongono nei confronti dell’esplorazione spaziale. Oggi si va dalla discussione sul turismo spaziale fino alla ricerca scientifica e tecnologica in orbita. Si va dalle missioni ordinarie, su cui i metodi operativi sono consolidati, fino a vere e proprie corse alla frontiera come la missione Polaris Dawn recentemente annunciata da Elon Musk“, ha detto Vittori.

SpaceX, l’azienda spaziale del magnate americano di origine sudafricana, ha spiegato Vittori rispondendo alla domanda di InsideOver, “mira a portare un equipaggio a oltre 1.400 km dalla Terra, oltre tre volte la distanza della Stazione Spaziale Internazionale, che si trova a 400 km dalla terra, per condurre attività extraveicolare in una corsa sempre più forte verso la nuova frontiera” di quelle che saranno “le missioni spaziali di domani. Tutto questo ci conferma come l’attività spaziale sia oggi eterogenea e complessa”, ha spiegato Vittori, il quale ha aggiunto che “questa complessità va di pari passo con la sempre più grande complessità sia del settore dell’esplorazione spaziale che di quella del settore aerospaziale, tra i quali va ricordato esistere distinzione. Anche perché parlare di questi temi significa parlare, al tempo stesso, di scienza, tecnologia, difesa, sicurezza, economia”. Un fattore, oggi più che mai, importante.

Questo segnala ad esempio perché, mentre sul fronte industriale le filiere delle alleanze per la costruzione di veicoli spaziali, moduli e tecnologie critiche riflettono le alleanze geopolitiche, e ad esempio l’Italia è molto vicina ai partner occidentali, sul fronte della ricerca spazi di cooperazione esistano. Lo conferma ad esempio la presenza di un equipaggio misto russo-americano sulla Stazione Spaziale Internazionale da marzo in avanti.

“Il mondo dell’industria aerospaziale e della ricerca spaziale è complesso”, ricorda Vittori, “e la storia della Stazione Spaziale Internazionale lo conferma: fu costruita con parte delle tecnologie che provenivano dal mondo ex sovietico e parte proveniente dal mondo occidentale. A mio avviso è bene ricordare”, ha sottolineato l’astronauta, “che se sul fronte della ricerca è bene ricercare soluzioni comuni a problemi collettivi attraverso le possibilità di cooperazione offerte in campo spaziale”, sul fronte industriale “il principio è: vinca il migliore”. Anche perché “molte nazioni stanno sviluppando una ricerca spaziale volta a orientare anche fuori dal nostro pianeta la ricerca delle materie prime e delle risorse necessario al sistema economico”, ha ricordato Vittori. Citando il caso del recente invio da parte della Cina della missione Chang’e 6 verso la Luna, ove cercherà campioni di rocce per implementare la possibile ricerca di minerali di valore al loro interno. Per ora è una missione senza equipaggio. In futuro, si vedrà. Gli esploratori dello spazio di oggi e di domani vi andranno per molte ragioni: dalla scienza alla ricerca tecnologica, dagli obiettivi economici a quelli di sicurezza. Anche per questo quella in via di esplorazione è, oggi più che mai, una frontiera infinita in continua espansione.