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La situazione in Austria è grave, come in molti altri Paesi europei. Il tasso di occupazione dei letti di terapia intensiva sta aumentando molto più velocemente del previsto. Il cancelliere federale austriaco Alexander Schallenberg ha usato queste parole per introdurre le nuove misure anti Covid che entreranno in vigore in tutto il Paese a partire da lunedì. La decisione d’urgenza presa da Vienna ha scatenato polemiche a non finire, visto che dal prossimo 8 novembre in Austria scatterà il lockdown per le persone non vaccinate.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata dall’ultimo bollettino epidemiologico: 9.388 casi. Troppi, secondo le autorità, per dormire sogni tranquilli, assicurare ai cittadini un inverno tutto sommato tranquillo e sperare di non intasare gli ospedali. In un primo momento il governo austriaco aveva dichiarato di guardare all’aumento delle terapie intensive come bussola per capire quando e se applicare le restrizioni (al momento troviamo 1831 persone ricoverate in ospedale di cui 356 in terapia intensiva). Ebbene, l’evolversi della pandemia ha anticipato le tappe senza attendere alcun incremento di ricoveri.

In ogni caso, tornando alle restrizioni, è partito il conto alla rovescia per l’entrata in vigore, a livello nazionale, della regola delle 2G: i non vaccinati e i non guariti dal Sars-CoV-2 negli ultimi sei mesi non potranno più accedere in tutti quei luoghi dove prima bastava anche un tampone negativo. I tamponi molecolari (Pcr) e antigenici potranno essere utilizzati, almeno ancora per il momento, solo in ambito lavorativo.

Le nuove regole

In tanti altri ambiti della vita quotidiana i tamponi cesseranno, quindi, la loro validità. Detto in altre parole, solo le persone vaccinate o guarite potranno accedere nei ristoranti, bar, Konditorei (pasticcerie), nelle strutture alloggiative (dagli ostelli agli hotel), ai servizi per la cura della persona (parrucchiere, estetiste, barbieri e centri massaggi) e ad eventi, siano essi culturali o sportivi, con 25 o più persone indipendentemente dal fatto che i posti siano assegnati o meno. La regola delle 2G varrà poi nelle case di cura e nelle visite negli ospedali.

“La nostra responsabilità è proteggere le persone nel nostro Paese, la vaccinazione è un obbligo morale”, ha aggiunto il cancelliere Schallenberg. Per ammorbidire il boccone amaro, è previsto un periodo di transizione di quattro settimane durante il quale, se una persona si farà vaccinare con la prima dose e poi presenterà un tampone molecolare (Pcr) negativo, potrà accedere nelle aree riservate ai vaccinati o guariti ma comunque dovrà poi effettuare la seconda vaccinazione.

Altra novità: torna l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 in negozi, supermercati, centri commerciali, biblioteche e musei. Le ultime due novità riguardano Green Pass e vaccini. Il Green Pass sarà valido solo per nove mesi dalla seconda vaccinazione e non più per dodici. La vaccinazione Johnson & Johnson, originariamente concepita come vaccinazione singola, sarà valida per il green pass solo fino al 3 gennaio a condizione che nel frattempo non ci sia stata una seconda somministrazione.

Opportunità o autogol?

L’opinione pubblica – e con essa pure la comunità scientifica – si è spaccata in più parti. La prima domanda che molti si fanno è: il lockdown per i non vaccinati è davvero utile? La seconda, strettamente connessa, riguarda invece la sua attuazione: come saranno effettuati i controlli? Certo è che la stretta sui non vaccinati molto probabilmente si protrarrà fino alle festività natalizie. L’obiettivo di Vienna, sulla carta, è infatti quello di salvare la stagione natalizia, anche se rispondere ai dilemmi sollevati in queste ore è impresa ardua se non impossibile.

Nel frattempo le aziende austriache hanno lanciato un importante allarme. Secondo quanto riportato dal quotidiano austriaco Kleine Zeitung, per molte imprese le regole più severe che entreranno in vigore lunedì prossimo accompagneranno sfide considerevoli. Il passaggio dalla Regola 3G a quella 2G comporterà cambiamenti significativi, visto che potranno frequentare ristoranti, teatri, concerti o eventi sportivi soltanto coloro che sono guariti dal Covid o che si sono vaccinati. In vari settori, le aziende dovranno presto prendere atto di una riduzione della loro base commerciale. Da questo punto di vista, dove ci sono restrizioni – come lo è il divieto di ingresso per le persone non vaccinate – le aziende chiedono alle istituzioni – e a gran voce – un adeguato sostegno economico (che tuttavia non dovrebbe mancare).

Il quotidiano Kronen Zeitung ha poi fornito un ulteriore dettaglio. Il governatore di Salisburgo, Wilfried Haslauer, non ha escluso un lockdown generale per tutti i cittadini. Il politico dell’OVP ha usato parole emblematiche: “Non c’è minaccia di blocco. Ma se i vaccinati non effettuano una terza vaccinazione non si può escludere un lockdown. Spero che non si arrivi a questo”. Un avvertimento che vale più di mille parole.