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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha messo nel mirino una nuova variante del Sars-CoV-2. È stata rinominata Mu, ed è stata individuata per la prima volta in Colombia nel gennaio 2021. A distanza di sette mesi, l’agenzia con sede a Ginevra ha inserito la mutazione del coronavirus nel suo report settimanale, denominandola B.1.621.

A far preoccupare la comunità internazionale il fatto che questa variante sia stata considerata “di interesse” e che, al momento, non si conosce la sua rilevanza medica. Gli esperti monitorano Mu con estrema attenzione, consci del fatto che la suddetta trasformazione del virus potrebbe essere più contagiosa o, addirittura, eludere il sistema immunitario degli infetti, al punto da compromettere l’efficacia delle campagne vaccinali. Ecco, di seguito, 5 domande per spiegare tutto ciò che c’è da sapere in merito alla nuova variante Mu.

Che cos’è la variante Mu?

Si tratta di una variante del Sars-CoV-2. Questo virus, proprio come tutti gli altri, è soggetto a continue mutazioni. Quasi tutte le trasformazioni sono trascurabili e utili soltanto ai fini dell’archiviazione di esperti e scienziati. Ci sono tuttavia mutazioni particolari, capaci di modificare il comportamento del patogeno, rendendolo, ad esempio, più contagioso o pericoloso.

La variante Mu nasce, quindi, in seguito a una mutazione del Sars-CoV-2. Non conosciamo ancora le sue caratteristiche, ma l’Oms ha fatto suonare i primi campanelli d’allarme. “La variante Mu ha una costellazione di mutazioni che rivela potenziali di fuga immunitaria“, si legge nel bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale ha aggiunto che servono ulteriori studi per caprie meglio la situazione.

Dove è stata individuata?

Il ceppo più consistente della variante Mu è collocabile tra la Colombia e l’Ecuador. I casi legati a questa mutazione del Sars-CoV-2 sono in costante aumento. La sua prevalenza a Bogotà e dintorni è stimabile attorno al 39% dei casi complessivi, mentre a Quito siamo vicini al 13%.

L’Oms ha sottolineato che alcuni focolai sono stati segnalati in Paesi europei e in altre nazioni del Sud America, per un totale di 39 Stati. “Sebbene la prevalenza globale della variante Mu tra i casi sequenziati diminuita e sia attualmente inferiore allo 0,1%, la prevalenza in Colombia (39%) ed Ecuador (13%) è aumentata sia”, si legge, ancora, nel report della stessa Oms.

Quali sono le sue caratteristiche?

Come spiegato, è ancora presto per giungere a conclusioni certe. Secondo quanto riportato dagli esperti dell’Oms, la variante Mu è dotata di “una costellazione di mutazioni che indica potenziali proprietà di fuga immunitaria”.

La variante in questione potrebbe (il condizionale è d’obbligo) possedere un gruppo di mutazioni capace di renderla meno suscettibile alla protezione immunitaria che molti cittadini hanno acquisito grazie al vaccino anti Covid.

Resistere ai vaccini?

Non c’è materiale sufficiente per rispondere alla domanda. I dati preliminari suggeriscono, tuttavia, che la variante Mu potrebbe eludere le difese immunitarie in modo simile alla variante Beta, scoperta per la prima volta in Sud Africa. Tutto questo, in ogni caso, deve essere confermato da ulteriori lavori di approfondimento. Finora, Mu non ha destato allarme tanto quanto Alpha e Delta, classificate come varianti “più gravi”.

È interessante notare quanto accaduto nel Regno Unito. Secondo quanto affermato dalla Public Health England (PHE), almeno 32 casi della variante Mu sono stati riscontrati a Londra. La maggior parte delle infezioni ha colpito persone di 20 anni; tra i positivi figuravano anche soggetti che avevano ricevuto una o due dosi di vaccino.

Cosa sappiamo della variante Mu?

Ben poco. “La variante Mu è fondamentale la quinta mutazione a livello globale del coronavirus, viene dal Sud America, Ecuador e Colombia, ma ad oggi la sua diffusione a livello mondiale è inferiore allo 0.1%. Per cui evitiamo il solito terrorismo delle varianti e un allarmismo eccessivo, certamente potrebbe essere resistente ai vaccini ma dobbiamo saperne di più e in questo momento riguarda il Sud America”, ha spiegato all’Adnkronos Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova.

Quali sono le altre varianti degne di nota?

È difficile stilare un elenco capace di includere tutte le varianti del Covid. Limitandosi a raggruppare le più diffuse e pericolose (ai fini della maggiore contagiosità e, in parte, resistenza ai vaccini), citiamo la variante Alpha e Delta, rispettivamente presenti in 193 e 170 Paesi. Cinque varianti, tra cui Mu, devono essere monitorate.

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