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Il Kazakistan ha rilasciato ufficialmente il primo lotto del QazCovid-in, il vaccino nazionale anti Covid sviluppato presso l’Istituto di ricerca per i problemi di sicurezza biologica (RIBSP, cioè Research Institute for Biological Safety Problems). La notizia è stata riportata dall’agenzia Kazinform, che non ha mancato di sottolineare l’importante traguardo raggiunto dal Kazakistan: ovvero essere diventato uno dei cinque Paesi al mondo ad aver sviluppato propri vaccini anti Covid. Detto altrimenti, siamo di fronte alla chiara dimostrazione dell’elevato potenziale del settore scientifico kazako.

Gli esperti locali hanno preso alla lettera le istruzioni fornite lo scorso ottobre dal presidente Kassym-Jomart Tokayev in merito allo sviluppo di un vaccino autoctono. Ogni singolo procedimento inerente alla realizzazione del prodotto è stato monitorato dal governo. Che adesso, dal canto suo, può vantare le prime 50 mila dosi del QazVac distribuite tra gli hub di SK Pharmacy e consegnate alle regioni del Paese. Altre 50 mila dosi saranno prodotte a maggio, e ci sono già piani per incrementare la produzione del farmaco fino alle 500-600 mila dosi al mese. La somministrazione del vaccino kazako è iniziata il 26 aprile, e proseguirà nei prossimi giorni.

Il nuovo vaccino kazako

Che cosa sappiamo del QazCovid-in? In base a quanto riferito da Kunsulu Zakarya, ex direttore del RIBSP, il vaccino in questione ha fatto registrare un’efficacia del 100% nella prima fase degli studi clinici e del 96% nella seconda fase, sempre degli studi clinici. È in grado di esser conservato a temperature comprese tra i 2 e gli 8 gradi celsius. Si tratta di un vaccino a base di coronavirus inattivati e, a differenza della concorrenza che utilizza la tecnologia a mRNA, può usufruire di una migliore facilità di trasporto nonché della conservazione fino a un anno all’interno di in un congelatore.

Ricordiamo che l’immunizzazione mediante QazVac avviene in due fasi, con il “richiamo” previsto a 21 giorni di distanza dalla prima iniezione (cioè dopo tre settimane). La campagna vaccinale del Kazakistan è iniziata a febbraio con la somministrazione dello Sputnik, ma entrerà nel vivo a partire da adesso grazie al QazVac. Il quale – non è affatto escluso, anzi è altamente probabile – potrebbe essere richiesto anche da altri Paesi, in Asia e non solo.

Un’arma in più nella lotta contro il Covid

Il presidente Tokayev ha scritto sul proprio profilo Twitter che la produzione del QazVac sarà aumentata per far sì che il farmaco possa essere disponibile per tutti i cittadini kazaki. “Il primo lotto del vaccino QazVac è arrivato nelle regioni. La sua produzione sarà aumentata per renderlo disponibile a tutti i cittadini”, si legge nel cinguettio del presidente kazako, che non ha mancato di rimarcare il fatto che il Kazakistan è tra i pochi Paesi al mondo ad aver creato un proprio vaccino.

Abbiamo, poi,  parlato di quantitativi. L’organizzazione kazaka è già apparsa efficiente e funzionale. Seimila delle prime 50 mila dosi saranno inviate alle città di Nur-Sultan e Almaty, mentre 4 mila finiranno a Shymkent e Karaganda, al Kazakistan orientale e alla regione di Almaty. Le regioni rimanenti riceveranno 2 mila dosi ciascuna. La distribuzione del vaccino è stata concordata con il Comitato di controllo sanitario ed epidemiologico del Ministero della Salute kazaka. Con i vaccini fin qui realizzato potranno essere immunizzate 25 mila persone. Un primo passo verso il tanto agognato ritorno alla normalità.