L’insorgenza nel Delta del Niger tra Boko Haram e guerriglia locale

Quando si parla della Nigeria, dei vicini del Camerun e degli attentati islamisti si pensa subito a Boko Haram, ai sequestri delle studentesse e all’affiliazione con lo Stato islamico. In realtà nel Paese vige una violenza diffusa che ha colpito anche anche le regioni meridionali. L’unica area che forse è rimasta immune dalla violenza è quella degli stati federali del Niger e del Kebbi, entrambi al confine con il Benin. Discorso simile per il Camerun, investito soprattutto nelle regioni meridionali da Boko Haram ma anche dalle azioni dei Séléka centrafricani.

Secondo le stime raccolte dall’Armed Conflict Location & Event Data Project, negli ultimi dieci anni nei due Paesi sono morte 38mila persone, uccise in attentati, episodi di guerriglia e violenza diffusa. Se escludiamo da questa macabra conta le vittime degli jihadisti di Abubakar Shekau, quasi 21mila morti sono stati provocati da gruppi armati, forze di sicurezza e altri attori, attivi soprattutto nella zona del delta del Niger. Secondo i dati circa 4mila persone sono state uccise da gruppi armati non identificati, anche se è facile pensare possa trattarsi o di Boko Haram o milizie legate all’emancipazione del popolo del delta. Ma va anche ricordato che molte delle vittime in Nigeria sono state causate negli scontri a fuoco con le forze regolari governative.

Il Camerun, che soffre già di problemi interni per le spinte indipendentiste dell’Ambazonia, è stato investito dalla furia islamista da due Paesi vicini. Tra il 2008 e i primi mesi del 2018, 3.519 persone hanno perso la vita per le incursioni di Shekau e i suoi uomini sia nelle regioni settentrionali che nei villaggi proprio dell’Ambazonia. Il resto della violenza che ha colpito i civili è arrivata sia attacchi da gruppi non identificati che che da forze regolari. Tra il 2013 e 2014 però il governo di Yaoundé ha dovuto fronteggiare anche la vicina guerra civile Centrafricana con alcune incursioni dei Séléka che hanno causato quasi una ventina di morti.

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