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Che cos’è la Fratellanza Ariana

Era dai tempi della battaglia per i diritti civili degli anni Sessanta che gli Stati Uniti non erano così divisi su linee di faglia etno-razziali. I nazionalismi etnici proliferano, il terrorismo domestico va diventando una minaccia crescente e persino il discorso politico, sia a destra sia a sinistra, ha ceduto al fascino perverso della dialettica dell’odio.

Quanto fosse frammentata la società americana lo si è potuto capire, tanto in patria quanto nel mondo, all’indomani della morte di George Floyd, l’afroamericano morto durante un’operazione di polizia il 25 maggio 2020. Gli incidenti scaturiti da quell’evento, oltre ad aver giocato un ruolo nella sconfitta di Donald Trump alle successive elezioni, hanno fatto piombare gli Stati Uniti in una sorta di guerra civile a bassa intensità di cui continua a non intravedersi la fine.

La nuova guerra civile che ha avvolto gli Stati Uniti è combattuta da una costellazione variegata di attori, tra i quali i celeberrimi Antifa e Black Lives Matter, e vede il mondo del cosiddetto nazionalismo bianco giocare un ruolo da co-protagonista. Un mondo che, rispetto al passato, non è più guidato dal Ku Klux Klan, moribondo e diviso, ma da nuovi movimenti, brulicanti di vita e ricchi di membri, come le Nazioni Ariane, i Proud Boys, il movimento Boogaloo, il Fronte patriottico e la Fratellanza Ariana.

La Fratellanza Ariana (Aryan Brotherhood) nasce tra le celle del famigerato Penitenziario di San Quintino negli anni Sessanta. Erano i tempi della segregazione razziale, delle lotte del movimento per i diritti civili, e le carceri non erano immuni dalla tensione che attanagliava le strade.

La Fratellanza Ariana nacque, inizialmente, come un gruppo carcerario di autodifesa privo di connotazioni politiche. Non aveva un nome, non possedeva un’ideologia, ma per aderirvi era necessario soddisfare un requisito: essere bianchi. I detenuti afroamericani avevano formato la temibile Famiglia della guerriglia nera (Black Guerrilla Family) e avevano rapidamente assunto il controllo di San Quintino, seminando il panico tra i bianchi, i quali erano sì maggioritari, ma disorganizzati e disinteressati a fare politica.

In breve tempo, complici le tensioni interrazziali e la natura politica del confronto con la Famiglia della guerriglia nera, il gruppo carcerario di autodifesa dei bianchi sarebbe divenuto il cuore pulsante del nazionalismo bianco dietro le sbarre, a San Quintino come nel resto della nazione.

La trasformazione del gruppo divenne chiara negli anni Ottanta, età caratterizzata da una pioggia di omicidi a sfondo razziali e di violenze antipoliziesche perpetrate dalla Fratellanza. In principio fu il caso Robert Chappelle, un detenuto afroamericano ucciso nel 1981 dai due suprematisti Thomas Silverstein e Clayton Fountain nel penitenziario di Marion. Due anni più tardi, la Fratellanza avrebbe cominciato a prendere di mira le guardie, come palesato dal brutale assassinio di Merle Clutts – ucciso con quaranta coltellate –, diventando l’«incubo delle prigioni americane».

La Fratellanza Ariana, con il passare del tempo, è uscita dalle carceri e si è avventurata nella conquista delle strade. Non più una realtà penitenziaria, circoscritta a San Quintino, oggi la Fratellanza è un’organizzazione destrutturata, orizzontale e presente da costa a costa.

Le autorità stimano che la Fratellanza abbia tra i diecimila e i ventimila membri, buona parte dei quali si trova nelle prigioni per scontare delle condanne a vita, e la ritengono una delle realtà più attive e vibranti del nazionalismo bianco per varie ragioni:

  • Ha stabilito contatti, o meglio alleanze, con le principali organizzazioni del suprematismo bianco degli Stati Uniti, come il KKK, le Nazioni Ariane (Aryan Nations) e la Milizia del Montana (Militia of Montana);
  • Ha stabilito dei rapporti di collaborazione con le grandi organizzazioni criminali presenti nelle carceri nazionali, in particolare con le bande latinoamericane e con Cosa nostra americana, con le quali conduce affari, pianifica omicidi e organizza rivolte;
  • Non ha un capo unico, perché orizzontale, ma è composta da una serie di cellule a livello penitenziario, ciascuna dotata di una gerarchia e di un comune metodo di reclutamento e funzionamento, che interagiscono tra loro e permettono all’organizzazione di superare le barriere fisiche.

Entrare nella Fratellanza Ariana non è facile. L’ingresso va «meritato», dove per meritato si intende che l’aspirante fratello ariano deve dimostrare la lealtà alla causa, la volontà di appartenenza, commettendo delle gesta piuttosto gravi e pericolose, che spaziano dall’aggredire a sangue freddo un poliziotto all’uccidere un afroamericano a caso.

Una volta superata la prova del fuoco, al fratello ariano sono richieste altre due cose: la dedizione allo studio e la sua carne. Lo studio di libri come il Mein Kampf e Il Principe di Niccolò Machiavelli. La sua carne da marchiare a vita con tatuaggi inneggianti ad Adolf Hitler, al Terzo Reich e, in generale, al nazismo.

La Fratellanza Ariana, pur figurando nell’elenco delle organizzazioni dell’odio del Southern Poverty Law Center, viene descritta da quest’ultimo come un’entità più interessata al denaro che all’ideologia.

I fratelli ariani sono noti per i vistosi tatuaggi denotanti la passione per il nazismo, nonché per gli innumerevoli crimini d’odio a sfondo razziale, ma questo non impedisce loro di fare affari con le bande latinoamericane, con Cosa nostra americana e coi gruppi criminali asiatici.

A metà tra l’organizzazione estremistica che predica l’odio e l’organizzazione criminale che fa affari con (quasi) tutti, la Fratellanza ariana è nota per il coinvolgimento in una vasta gamma di attività illecite, tra le quali il traffico di sostanze stupefacenti, l’estorsione, la prostituzione, le rapine e gli omicidi su commissione. Attività che intraprende quando singolarmente e quando in collaborazione con le famiglie mafiose italoamericane, con i cartelli della droga latinoamericani e coi gruppi criminali asiatici.

L’alleanza con Cosa nostra americana, più precisamente con la famiglia Gambino, sembra essere nata negli anni Novanta, in coincidenza con l’entrata in carcere dell’allora padrino John Gotti. Gotti, dopo essere stato aggredito da un detenuto afroamericano nel Penitenziario di Marion, aveva offerto alla Fratellanza del denaro in cambio dell’omicidio del suo assalitore.

La pecunia più che l’ideologia, in sintesi, sembra essere il motivo conduttore delle azioni dei fratelli ariani, dentro e fuori le sbarre, che alternano l’evangelizzazione dei carcerati – perché le prigioni sono e restano le loro basi operative – e la conduzione di attività criminose con chiunque, eccezion fatta per gli afroamericani, proponga loro un affare illecito.

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