Cos’è e come funziona Internet

Internet è una rete di comunicazione alle quale tutti possono accedere attraverso specifici dispositivi. Un sistema che consente l’interconnessione globale tra reti di telecomunicazione e informatiche di natura differente e che viene resa possibile attraverso una suite di protocolli di rete che prende il nome di TCP-IP. Essi disciplinano la comunicazione di rete. La parte TCP si occupa delle modalità attraverso le quali i dati viaggiano nella rete. L’indirizzo IP invece definisce come quei dati devono giungere ai dispositivi che ne fanno richiesta e come da questi devono essere interpretati. L’era Internet, nata all’inizio degli anni novanta, sta compiendo passi da gigante fino ad oggi. Essa rappresenta, nella storia della comunicazione, una svolta decisiva e un grande passo in avanti non solo nel settore della tecnologia ma anche nell’evoluzione sociale e culturale della comunità globale.

Tutto ha avuto origine intorno al 1960 quando il ministero della Difesa degli Stati Uniti ha creato il progetto ARPA. Per evitare gli effetti nefasti sulla comunicazione dovuti a  possibili bombardamenti, è stata istituita un’agenzia, denominata per l’appunto ARPA, la cui funzione era quella di creare una rete di comunicazione capace di collegare fra loro aree territoriali anche molto lontane. Da lì in poi, la sperimentazione ha consentito ad ARPA di far connettere tra loro quattro Università: quella della California di Los Angeles, l’SRI di Stanford, l’Università della California di Santa Barbara, e l’Università dello Utah.

Il collegamento, finanziato dall’Agenzia per i Progetti di ricerca avanzata per la Difesa, è avvenuto attraverso il supporto di un computer e di una linea telefonica prendendo il nome di ARPANET. A partire da questo momento è iniziata l’ascesa della comunicazione globale. I primi nodi, ovvero i dispositivi hardware del sistema capaci di comunicare con altri dispositivi all’interno della rete come computer, stampanti, ecc., avevano alla base un’architettura client/server e non supportavano ancora quelle host-to-host. Queste ultime si diffonderanno più avanti. Le applicazioni utilizzate si basavano sul protocollo Telnet e i programmi sul File Transfer Protocol (FTP).

La nascita dell’UUCP (Unix-to-Unix copy protocol), nel 1978, sistema che permette ai computer la possibilità di copiare i file, ha favorito la creazione del programma di comunicazione per computer UNIX. In questo modo sono nate delle reti esterne ad ARPANET chiamate Usenet News. Dall’unione di ARPANET e Usenet, un gruppo di laureati dell’università di Berkeley ha creato Internet. Nel frattempo il sistema operativo Unix ha dato vita al movimento open source per tenere aperto l’accesso a tutte quelle informazioni relative al software.

All’inizio degli anni ’80 la rete si è estesa sempre di più al punto da arrivare ad ospitare più di 30mila utenti connessi. La possibilità di far collegare così tanti utenti è stata data dal protocollo TCP-IP. Inventato nel ‘74 e tutt’oggi  ancora in uso, dopo il 1983 questo protocollo ha consentito di avviare connessioni sempre più estese oltreoceano. Cinque anni dopo la sperimentazione della prima chat con Internet Realy Chat, la mamma di tutte le moderne chat. Nel  1989 Tim Berners-Lee ha avanzato la prima idea su una nuova struttura: il World Wide Web.

La proposta di Tim Berners-Lee è nata all’interno dell’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, meglio conosciuta con l’acronimo CERN. Si tratta del laboratorio più grande al mondo di fisica delle particelle situato al confine tra la Svizzera e la Francia. Berners-Lee aveva capito che la necessità dei ricercatori era quella di condividere le informazioni acquisite in tutto il mondo e non farle rimanere circoscritte dentro le mura della struttura.

È stato così che nel 1991è stato inventato il World Wide Web (WWW) il quale ha dato agli scienziati del CERN la possibilità  di accedere dalla propria postazione ai diversi documenti di carattere scientifico contenuti in tutti i computer dell’Istituto. Contestualmente sono nati anche tre elementi tecnologici fondamentali: HTML(linguaggio a marcatori per ipertesti),HTTP e URI. Il primo rappresenta in un certo senso lo scheletro su cui si poggia la struttura della pagina web; il secondo consente il viaggio di dati dei siti nella rete; il terzo rappresenta l’indirizzo specifico per cercare le singole pagine web, meglio conosciuto come URL. Ecco perché all’interno del sito web, quando si effettua una ricerca, compare la dicitura http://www.

Spesse volte accade che si utilizzi il termine Internet per parlare di Web e viceversa. Le due parole vengono usate come sinonimi ma non lo sono. Internet è la struttura che contiene tutti i dati che viaggiano da un dispositivo ad un altro quando viene aperta una pagina del web. Quest’ultimo invece è uno fra i tanti servizi offerti da Internet, proprio quello che permette la visualizzazione dei dati sotto forma di ipertesto. Tutto quello che vediamo nel browser è il web. Altri servizi Internet, diversi dal web sono, tra gli altri, la posta elettronica e i trasferimenti FTP.

All’inizio degli anni ’90 Internet ha dunque mosso i primi passi rimanendo relegato però ad una forma di comunicazione tra pochi. Forniva la sua utilità all’interno del mondo scientifico e tra le associazioni. Dopo il 1993, la sua rete è stata sempre più utilizzata consentendo l’accesso ai computer degli utenti privati. Nel 1998 si è arrivati anche a centinaia di milioni di computer connessi in rete. Tutto ciò è stato favorito dall’utilizzo sempre più diffuso dei Pc e di nuovi servizi Web. Hanno fatto la loro parte anche le nuove modalità di navigazione sempre più semplici e accessibili, l’aumento della velocità di trasferimento dati e anche l’introduzione delle moderne connessioni V.90 e a banda larga. Andando avanti sono stati realizzati nuovi programmi capaci di sfruttare al meglio la rete e quindi di ampliare e agevolare la comunicazione globale. Internet, che nasce dall’unione di due parole inter (tra) e net (rete), vuol dire la grande rete ed è proprio dal suo significato che si può ben comprendere la sua finalità.

Nel 1998 su circa 300 milioni di computer diffusi a livello globale, quelli agganciati alla rete erano almeno 70 milioni. Nel giro di appena un decennio internet non solo è uscito dalla dimensione riservata esclusivamente al collegamento tra università e centri di ricerca scientifici, ma è diventato un riferimento importante nella vita quotidiana di milioni di famiglie. Sono cresciuti gli investimenti, sono aumentate le ricerche scientifiche e sono state potenziate le infrastrutture necessarie a supportare il crescente traffico sulla rete.

Internet in tal modo ha iniziato ad essere usato in molti ambiti. In primis in quello lavorativo: negli Usa e in Europa molti uffici a metà degli anni ’90 avevano già i propri computer connessi. C’è poi l’aspetto relativo alla comunicazione: sono nate in questo periodo le prima pagine web dei quotidiani, così come diverse aziende hanno iniziato a investire molti soldi nella pubblicità sulla rete. Nel 1996 ad esempio negli Stati Uniti complessivamente sono stati investiti 200 milioni di Dollari per la promozione dei propri prodotti su internet. Infine c’è stato anche l’ambito privato e familiare. Sul finire degli anni ’90 in particolare, negli Usa più di due milioni di persone avevano acquistato almeno un prodotto su internet.

La rivoluzione contrassegnata da internet ha trovato quindi terreno fertile e strada spianata all’inizio degli anni ‘2000. Il numero dei computer connessi ha continuato a crescere, assieme all’alta gamma di servizi offerti a sempre più utenti privati. È di questa prima parte del nuovo secolo l’esplosione di internet come fenomeno di comunicazione di massa. Da un lato il perfezionamento dei primi motori di ricerca, dall’altro il lancio dei primi social network hanno portato a profonde rivoluzioni comunicative. Milioni di persone di tutto il mondo hanno iniziato ad avere conversazioni istantanee, a trasmettersi informazioni, dati e foto.

A sua volta questo ha comportato l’arrivo nel mercato di internet di nuove aziende e l’avvio di nuove sperimentazioni. Inoltre è da segnalare l’avvento degli smartphone, dispositivi capaci di far connettere le persone senza l’ausilio di un computer. Questi elementi, uniti a un costante ammodernamento delle infrastrutture, hanno fatto sì che nel 2010 oramai internet fosse usato da un campione considerevole di persone. Nei Paesi industrializzati, si calcola che almeno il 90% delle famiglie ha in casa almeno un dispositivo capace di connettersi ed usufruisce dei servizi internet. Circostanza questa che ha avuto risvolti importanti anche in altre parti del mondo. Basti pensare ad esempio che la primavera araba del 2011 è partita soprattutto grazie alla comunicazione via social tra milioni di cittadini e manifestanti.

L’avvento anche delle tecnologie wirless, ha permesso inoltre un maggiore uso di internet nella vita quotidiana. Oggi la rete è utilizzata di fatto in tutti gli aspetti di interesse: dal lavoro all’intrattenimento, passando per la comunicazione e l’istruzione. La pandemia da coronavirus esplosa nel 2020 ha contribuito, per via delle misure di distanziamento sociale, a far diffondere ulteriormente internet ed ha spinto molti governi ad operare per nuovi potenziamenti delle infrastrutture.

L’Italia si è connessa ad internet alle ore 18:00 del 30 aprile 1986. In tal modo il nostro Paese è stato il quarto dell’Europa ad accedere alla rete globale, dopo Norvegia, Gran Bretagna e Germania. La prima connessione italiana è avvenuta nei locali del Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico di Pisa. Qui lavorava uno dei primi gruppi di ricerca europei sulle nuove tecnologie relative ad internet. Alcuni di questi conoscevano Robert Khan, uno dei padri dell’inizio della diffusione della rete negli Stati Uniti. Quest’ultimo ha convinto il dipartimento della Difesa Usa a finanziare i lavori necessari a connettere l’istituto di Pisa, e con esso l’Italia, alla rete internet.

Da allora il nostro Paese ha seguito l’andamento già riscontrato nel resto dei Paesi più industrializzati, con un boom di connessioni soprattutto sul finire degli anni ’90. Oggi in Italia la stragrande maggioranza delle famiglie ha facile accesso ad internet. Seppur non mancano al momento problemi relativi alle infrastrutture e al potenziamento dei servizi.

Internet è formata oggi da centinaia di milioni di computer collegati tra loro. Per questo motivo viene identificata come una “rete globale” in grado di interconnettere per l’appunto diversi dispositivi sparsi in tutto il mondo. Sotto il profilo strettamente tecnico, internet è vista come una complessa interconnessione di nodi con funzionalità di ricetrasmissione tramite collegamenti trasmissivi di vario tipo, i quali consentono l’interconnessione da estremo a estremo (il cosiddetto end to end) di un agente umano o automatico a un altro agente. Il dispositivo terminale connesso viene chiamato in inglese “host”, ossia ospite. È invece denominata “link” la struttura che collega i vari host. Sulla rete internet viaggiano i cosiddetti pacchetti dati, i quali costituiscono l’unità minima di informazione e sono definiti come una sequenza finita e distinta di dati trasmessa su una rete di comunicazione.

Ciascun host è identificato da un indirizzo IP, il quale può essere statico o dinamico. Le informazioni da fruire sono presenti sui server, raggiungibili sotto l’indicazione mnemonica fornita da quello che viene comunemente identificato come URL, acronimo di Uniform Resource Locator. La conversione da indirizzo URL a indirizzo IP, necessaria per immettere le informazioni nei nodi di commutazione, è fornita invece dal DNS, acronimo di Domain Name System.

Inizialmente l’accesso alla rete internet era possibile effettuarlo soltanto tramite computer, collegato a un modem. Da diversi anni a questa parte invece ci si può connettere per mezzo anche di dispositivi mobili. La diffusione degli smartphone in tal senso ha incrementato gli accessi e ha dato modo di avere sempre a portata la possibilità di connessione. Oggi si calcola che l’accesso da dispositivi mobili superi il 50% del totale, scavalcando quindi l’uso del computer.

La rete internet è definita sostanzialmente anarchica. Anche se nel corso degli anni da più parti politiche è stata proposta l’adozione di specifici regolamenti, ad oggi non esistono documenti ufficiali internazionali volti a gestire con determinate norme l’accesso e l’uso di internet. Secondo diversi analisti, nel prossimo futuro la regolamentazione di internet potrebbe diventare nodo cruciale. L’aspetto anarchico della rete è infatti un’eredità degli originari scopi di internet, ossia quello di condividere dati interni al mondo scientifico. Nelle ultime due decadi tuttavia oramai internet è diventato il principale strumento pubblico di comunicazione. Esistono comunque degli enti e dei consorzi volti a gestire l’uso della rete. Uno dei più importanti è l’Icann, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers. Costituito a Los Angeles nel 1998, l’ente ha il compito, tra le altre cose, di assegnare gli indirizzi IP.