Josef Lanz, il monaco di Hitler

Terzo Reich, per capirne le ragioni è necessario parlare dell'”armistizio ventennale” di Versailles e dell’Orrore nero sul Reno, e dunque della sete di rivalsa del popolo tedesco, ma per capirne le origini è necessario tutt’altro discorso. È necessario raccontare del sottobosco dell’occulto che, sul finire dell’Ottocento, lanciò un silenzioso ma potente kulturkampf all’Europa liberale e cattolica con l’obiettivo di carpirne l’anima. È necessario raccontare di società segrete come Alba dorata, Vril e Thule e di personaggi come Karl Maria Wiligut, Madame Blavatsky e Josef Lanz.

Adolf Josef Lanz, altresì noto con lo pseudonimo Jörg Lanz von Liebenfels, nacque a Vienna il 19 luglio 1874. Figlio di due membri dell’alta borghesia austroungarica, e con possibili origini ebraiche ereditate dalla linea materna, Lanz avrebbe mostrato un’identità e una personalità molto particolari sin dall’infanzia.

Il piccolo Lanz aborrava la compagnia dei coetanei e amava le letture in solitudine di libri atipici per la sua età, come trattati esoterici e racconti su Templari e Sacro Graal. È anche possibile che provasse delle sensazioni di rigetto verso il proprio status sociale, considerato basso, dal momento che già in gioventù cominciò a presentarsi come il figlio del fantomatico barone Johannes Lancz de Liebenfels.

Nel 1893, appena diciannovenne, Lanz entrò nell’ordine monastico di diritto pontificio dei Cistercensi assumendo un nuovo nome: Georg, come il santo-guerriero protettore dei cavalieri e uccisore di draghi. Molto presto, comunque, i coinquilini del monastero di Heiligenkreuz avrebbero scoperto che il novizio era più interessato al cattolicesimo dei libri esoterici letti in gioventù che non, invece, al cattolicesimo vero e proprio.

La permanenza nel monastero cistercense di Heiligenkreuz non sarebbe durata a lungo. Considerato un mitomane ed un esibizionista, per via dei racconti (inventati) riguardanti le sue esperienze coi Templari, nonché un razzista, in quanto seguace delle tesi all’epoca diffuse in Europa dalle società dell’occulto sui mitici ariani, Lanz avrebbe abbandonato l’Ordine – o fu cacciato? – nel 1899.

Lanz trascorse i sei anni successivi all’abbandono dei cistercensi in stato di autoreclusione dal mondo. Aveva bisogno di tempo per riflettere, per reperire materiale e per scrivere. Quel tempo, nel 1905, si sarebbe rivelato fondamentale per la realizzazione della sua opera magna: Teozoologia. La scienza delle nature scimmiesche sodomite e l’elettrone divino.

Lanz, dal 1905 in poi, sarebbe diventato celebre negli ambienti dell’occultismo e del razzismo scientifico di tutta Europa, incubatori del futuro nazionalsocialismo, come il padre fondatore della teozoologia. La teozoologia era una disciplina pseudoscientifica, influenzata dal pensiero di Guido von list, dalla teosofia di Madame Blavatsky e intrisa di deliranti elucubrazioni elaborate a partire da una reinterpretazione della Genesi, che patrocinava la sterilizzazione delle “razze inferiori” e dei “soggetti improduttivi”, come i portatori di handicap, esaltava i lavori forzati e glorificava gli avi dei popoli germanici, ovvero gli ariani.

Sterilizzazione degli untermenschen, divieto di rapporti interrazziali per favorire il rassenhygiene, lavori forzati, necessità di queste e di altre misure di ingegneria sociale nel contesto di un ampio existenzkampf; le parti-chiave dell’impianto teozoologico sarebbero diventate le colonne portanti della politica razziale della Germania nazista. Forse perché Adolf Hitler e altri personaggi della futura élite nazista, come Dietrich Eckart, lessero il trattato fondativo della teozoologia o forse perché si abbonarono alla rivista di Lanz, Ostara, dedicata alla popolarizzazione delle tesi teozoologiche e di teorie del complotto a tema giudeofobico.

Il successo di Teozoologia, un vero e proprio caso editoriale, avrebbe consentito a Lanz di trasformare una setta da lui fondata nel 1900, l’Ordo Novi Templi, in un piccolo fenomeno subculturale e in un magnete per centinaia – forse migliaia – di simpatizzanti del movimento völkisch che, nel primo dopoguerra, sarebbero confluiti nel Partito nazionalsocialista dei lavoratori.

L’Ordine di Lanz presentava la struttura gerarchica dei cistercensi, con l’ex monaco al vertice in qualità di capo assoluto, il codice comportamentale degli antichi ordini cavallereschi e una piattaforma ideologica molto ricca, eterogenea e idiosincratica, mescolante anticomunismo, darwinismo sociale, pangermanesimo, teosofia e teozoologia. Quartier generale dei Nuovi Templari era il castello di Werfenstein, una rovina medievale acquistata da Lanz grazie ad una raccolta fondi tra i membri della società segreta.

Nel primo dopoguerra, riflettendo l’ulteriore complessificazione dell’apparato ideologico e i nuovi obiettivi dei nuovi Templari, Lanz avrebbe dato un nuovo nome alla teozoologia: ariosofia, cioè la disciplina della sapienza sugli ariani o dell’amore per gli ariani.

L’Ordo Novi Templi sarebbe diventato, a partire dal 1919, un magnete per nostalgici dell’appena defunto Impero tedesco, per reduci di guerra e per testimoni scandalizzati dell’Orrore nero sul Reno. L’Ordo Novi Templi sarebbe diventato uno dei più importanti incubatori del movimento nazionalsocialista, insieme a Thule, assumendo connotati e scopi sempre più politici – come il rovesciamento della Repubblica weimariana – e sempre meno iniziatici.

Sul finire degli anni Venti, tra il 1926 e il 1927, l’Ordo si sarebbe espanso dall’Austria alla Germania, acquistando castelli, aprendo dei priorati e servendo da centro di reclutamento informale e ufficioso del Partito nazionalsocialista dei lavoratori.

Nonostante il ruolo-chiave giocato nella diffusione degli ideali nazisti e nella formazione intellettuale dei suoi futuri quadri, però, l’Ordine non sarebbe stato esentato dalla legislazione del Terzo Reich su società segrete e logge massoniche, venendo dissolto negli anni Trenta, né Lanz sarebbe riuscito a coronare il sogno di essere riconosciuto (ufficialmente) come l’ideologo di Hitler.

Dopo aver assistito alla chiusura dell’Ordo Novi Templi e di Ostara, Lanz sarebbe diventato un critico di Hitler, da lui accusato di aver rubato e corrotto le idee dell’ariosofia, e si sarebbe ritirato a vita privata nell’Alta Baviera. Trasferendosi successivamente, nel secondo dopoguerra in Austria, e ivi morendo il 22 aprile 1954.

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