Franz Wimmer-Lamquet, il Lawrence d’Arabia nazista

Quella fra Germania e Islam è una delle relazioni più intriganti della storia millenaria che lega e divide Europa e Oriente. Una relazione più di amore che di odio, la cui nascita è stata favorita da quel richiamo a levante che ha sempre orientato la bussola dei popoli germanici, e che già ai tempi di Federico il Grande avrebbe condotto alla formazione del battaglione prussiano dei Cavalieri islamici e alla costruzione a Berlino della prima maqbara dell’Europa centro-settentrionale.

Se alla Francia di Francesco I va riconosciuta la lungimiranza nell’aver compreso che la religione è politica con tre secoli di anticipo sul resto d’Europa – siglando un’alleanza con la Sublime Porta nel 1536 che sarebbe durata, salvo episodiche interruzioni, fino alla metà dell’Ottocento –, e all’Impero britannico va dato il merito di aver frammentato il dār al-Islām alimentando il panarabismo, alla Germania va dato atto di aver compiuto qualcosa di molto più importante: l’aver tentato di arrivare al nucleo dell’Islam, diventando un tutt’uno genuino con la umma.

Perché non i francesi, e neanche i britannici, ma i tedeschi – aquilini come lo stemma della loro nazione – sarebbero stati i primi a comprendere le potenzialità destabilizzative di quella che l’orientalista Max von Oppenheim aveva ribattezzato l'”arma islamica”. Arma che il Kaiser avrebbe utilizzato allo scoppio della Grande Guerra, sceneggiando il Jihād contro la Triplice Intesa dell’Impero ottomano, e che il Führer avrebbe rispolverato più di due decenni dopo, affidando a Fritz Grobba e Franz Wimmer-Lamquet l’onere-onore di incendiare Nord Africa e Medio Oriente.

Franz Wimmer-Lamquet nasce a Vienna il 28 aprile 1919. Di lui, alla posterità, sono giunte poche e scarne informazioni su quella che fu la sua vita negli anni precedenti all’installazione del Terzo Reich. Noto è, ad esempio, che questo bambino prodigio avrebbe manifestato un forte interesse per l’orientalismo e per le lingue straniere sin dalla prima giovinezza. Un interesse che lo avrebbe condotto a padroneggiare con sicurezza e fluenza l’inglese, l’arabo e le principali africane, attirando l’attenzione di uno dei più importanti nazisti: Reinhard Heydrich.

Arruolato dai nazisti a soli quindici anni, cioè nel 1934, l’enfant prodige Wimmer-Lamquet avrebbe trascorso il periodo anteguerra nell’Africa orientale su ordine di Heydrich, più precisamente nel Territorio del Tanganica, un ex colonia della Mittelafrika passata sotto amministrazione britannica a partire dal 1919.

In Tanganica, per conto del proprio superiore, Wimmer-Lamquet avrebbe dovuto costruire ex novo un circuito di alleanze attivabile in caso di guerra e dotato del potenziale di rovesciare lo status quo post bellum, cioè il dominio di Sua Maestà. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, però, il giovane agente tedesco sarebbe stato tratto in arresto e quindi espulso in Europa.

Wimmer-Lamquet, una volta in Europa, sarebbe stato immediatamente ricontattato da Heydrich e incaricato di esperire nuove missioni nella regione Medio Oriente e Nord Africa. La sua conoscenza approfondita della lingua araba, accompagnata da una comprensione del mondo arabo – cultura, politica, società, valori –, lo avrebbero reso indispensabile nei teatri più caldi della guerra, come Iraq, Siria, Mauritania e Sahara.

La fiducia in lui riposta da Heydrich sarebbe stata pienamente ricompensata. In Iraq, infatti, Wimmer-Lamquet avrebbe supportato Grobba nella formulazione e nell’attuazione del colpo di Stato del Quadrato d’oro. Nel Sahara, invece, avrebbe avuto l’idea di costituire un’unità di élite di sabotatori, composta da arabi, tuareg, berberi e mercenari, adibita alla conduzione di operazioni terroristiche ai danni di francesi e britannici e che, all’acme degli eventi, sarebbe stata formata da tremila persone.

La missione più importante, tuttavia, Wimmer-Lamquet non sarebbe riuscito a realizzarla. Il Führer in persona, invero, avrebbe voluto che l’agente sposasse la figlia dell’allora sultano di Mauritania per sigillare un’alleanza capace di avere ripercussioni dall’Africa occidentale al cuore del Sahara. L’incedere della guerra, però, avrebbe convinto le alte sfere a ripensare l’agenda per l’Africa, focalizzandola maggiormente nel Maghreb per mitigare gli effetti perniciosi della sovraestensione.

Richiamato nuovamente in Europa, dove sarebbe stato promosso al grado di SS-Standartenführer nel 1943, Wimmer-Lamquet, soprannominato dai britannici il “Lawrence d’Arabia tedesco”, avrebbe vissuto una parte dell’ultimo biennio bellico nel Vicino Oriente, più precisamente nel mandato britannico della Palestina, per poi tornare a Berlino all’alba della fine. E qui, nella capitale tedesca, il Lawrence d’Arabia di Hitler sarebbe stato catturato dai sovietici.

Il mondo arabo sarebbe divenuto uno dei punti cardine dell’agenda estera del Cremlino nel secondo dopoguerra, perciò i sovietici abbisognavano di carpire da persone come Grobba e Wimmer-Lamquet i segreti di Africa settentrionale e Medio Oriente. Segreti che da lui avrebbero acquisito poco alla volta, nel corso di un decennio costellato di carcere duro e interrogatori sotto tortura e terminato soltanto nel 1955.

Relativamente giovane – nel 1955 aveva 36 anni –, il Lawrence d’Arabia tedesco avrebbe ricominciato una nuova vita dopo la scarcerazione. Secondo il Mi5, che su Wimmer-Lamquet avrebbe redatto un esaustivo rapporto, l’ex spia si sarebbe data al traffico d’armi, alternando collaborazioni sporadiche con Il Cairo e Parigi. Per i servizi segreti franchisti, invece, il Lawrence d’Arabia tedesco avrebbe continuato ad operare nel mondo arabo per conto del Cremlino – un’ipotesi che, secondo alcuni, troverebbe conferma nella riabilitazione ricevuta dalla Federazione russa nel 2001.

Affabile, eloquente e amante dei riflettori, Wimmer-Lamquet è stato, arcano a parte, anche un ospite frequente di giornali, radio e salotti televisivi, nonché uno dei protagonisti della seconda guerra mondiale intervistati dal celebre Antony Terry – al quale rivelò di aver ricevuto un’offerta di lavoro persino da Israele.

Poco prima di morire – è trapassato quasi centenario, nel 2010 –, Wimmer-Lamquet avrebbe deciso di seguire le orme dell’altro Lawrence d’Arabia nazista, Grobba, lasciando ai posteri un legato tangibile sotto forma di autobiografia: Balkenkreuz und Halbmond. Un libro di nicchia e semisconosciuto, eppure da conoscere, proprio come Wimmer-Lamquet.