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Chi era Jassim bin Mohammed Al Thani, il padre fondatore del Qatar

Si chiamava Jassim bin Mohammed Al Thani e in Qatar è conosciuto con l’appellativo de “il fondatore”. Condottiero e statista, nonché poeta e stratega, Al Thani fu colui che gettò le basi per l’indipendenza di Doha dal giogo ottomano e per la formazione di una coscienza nazionale tra i qatarioti.

Lo sceicco Jassim bin Mohammed Al Thani nasce in un giorno sconosciuto e in un luogo imprecisato dell’attuale Qatar nel 1827. Cresciuto nel villaggio costiero di Fuwayrit, a novanta chilometri a Doha, Al Thani era il figlio maggiore dell’emiro Mohammed bin Thani. Dal padre fu allevato e introdotto, sin dalla più tenera età, alle arti della diplomazia, della risoluzione dei conflitti tribali e della gestione della vita comunitaria, nonché allo studio del Corano, della giurisprudenza e delle scienze.

Poco più che ventenne si trasferisce ad Al Bidda, seguendo le orme del padre, per dedicarsi con maggiore impegno alla politica e al miglioramento delle condizioni di vita dei qatarioti, curando, in particolare, l’edificazione di moschee e scuole coraniche, la gestione di dispute e sovrintendendo l’aumento dell’interconnettività marittima con i porti dell’Asia meridionale.

Adulto e pronto a succedere all’anziano padre, al quale sarebbe subentrato nel 1878, negli anni successivi Al Thani avrebbe dimostrato un’estrema lungimiranza, nonché delle eccezionali capacità leaderistiche, sapendo approfittare della fortunata convergenza storica – le embrionali volontà independentiste dei qatarioti e il declino della Sublime Porta, oramai divenuta “il malato d’Europa” – per dare forma e concretezza all’anelito di un Qatar indipendente.

È il 1867 e Jassim Al Thani viene imprigionato su ordine dell’allora sovrano del Bahrain, Mohamed bin Khalifa, nell’ambito di una disputa inerente la detenzione di un beduino qatariota colpevole di aver varcato illegalmente il confine. Il caso avrebbe determinato la nascita di un conflitto tra le due realtà arabiche, terminato a favore dei qatarioti e, quindi, con la successiva rimessa in libertà del futuro padre della nazione qatariota.

Il conflitto con il Bahrain aveva dimostrato a Jassim Al Thani che il Qatar abbisognava di alleanze, da qui la decisione di acconsentire all’inglobamento ufficiale nell’impero ottomano – avvenuto a inizio 1872 –, divenendo parte del sangiaccato di Najd. Lo sceicco, per il suo contributo all’estensione della Sublime Porta, fu investito del titolo di sotto-governatore (kaymakam) e negli anni successivi avrebbe lavorato per fare fruttare tale ruolo, utilizzando i propri poteri per migliorare il posizionamento politico del Qatar nella regione.

Il momento di svolta sarebbe avvenuto nel 1885, in occasione dell’inaugurazione del primo tentativo ufficiale della Sublime Porta di ottomanizzare il Qatar, partendo proprio da Doha e con il benestare di un rivale di Al Thani, Mohammed bin Abdul Wahab, intenzionato a detronizzare il sempre più scomodo sceicco.

Testimone della crescita della tassazione e dell’aumento degli avamposti ottomani nella piccola terra qatariota, anche a livello di coloni e militari, Al Thani avrebbe deciso di far saltare l’alleanza nel 1892, dapprima dimettendosi da kaymakam del Qatar e dipoi cessando di pagare i tributi alla Sublime Porta. Contrario alla continuazione dell’assoggettamento al sultano ottomano, ma simultaneamente ostile ad una sostituzione di un imperialismo per un altro, Al Thani avrebbe ostacolato con la stessa tenacia gli insidiosi tentativi di infiltrazione britannici a mezzo dell’apparentemente innocuo strumento commerciale.

La guerra turco-qatariota sarebbe esplosa ai primordi del 1893, con l’arrivo a Doha di una piccola armata guidata da Mehmed Hafiz Pasha. L’esercito ottomano avrebbe scoperto in loco il genio militare di Al Thani, imprendibile perché nolente ad accettare ogni invito-trappola ad un colloquio risolutorio con Pasha e non vincibile dalla forza del numero e dal peso della tecnologia perché avvezzo agli attacchi mordi-e-fuggi e in grado di utilizzare la conoscenza del terreno di scontro a proprio favore.

Gli ottomani, dinanzi alle perdite umane e alla cattura dei propri mezzi e dei propri armamenti, sarebbero stati costretti ad abbandonare il Qatar dopo la sconfitta totale nella battaglia di al-Wajba. Il sultano non avrebbe più inviato soldati in Qatar, accettando tacitamente lo status quo postbellico, e la figura di Al Thani sarebbe divenuta rapidamente oggetto di una forte venerazione popolare.

Nel dopo-Al Wajba, Al Thani avrebbe trascorso il proprio tempo a gestire da remoto gli affari qatarioti, lasciando che suo fratello minore Ahmed dapprima governasse Doha, dal 1894 al 1898, e dopo regnasse sul Qatar, dal 1898 al 1905. Ribattezzato “il fondatore”, perché alla sua guida i qatarioti imputavano sia il ritiro ottomano sia l’allontanamento britannico, Al Thani avrebbe trascorso gli ultimi anni di vita con la propria famiglia, a leggere e a stabilire contatti con gli accademici islamici della regione.

Muore nell’attuale Lusail il 17 luglio 1913, quasi novantenne, lasciando ai posteri un Qatar in ascesa, perché ben collegato alle rotte commerciali dell’oceano Indiano, dotato di una coscienza nazionale e temuto dal vicinato arabico, perché forte di aver battuto e costretto alla ritirata gli ottomani. L’indipendenza, ad ogni modo, sarebbe giunta soltanto a Novecento inoltrato, con la fine del protettorato britannico su Doha, stabilito nel 1916 e terminato nel 1971.