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Abwehr, gli 007 del Fuhrer

Ogni potenza che ambisca ad essere grande deve imperativamente soddisfare una serie di condizioni, che spaziano dal possesso di risorse naturali alla dotazione di un apparato militare all’altezza di competizioni egemoniche, passando per la capacità di adattamento ai cambiamenti, l’avere un sistema politico stabile e la propensione al progresso tecnologico.

Tra le condizioni essenziali da soddisfare, pena la sconfitta in un confronto egemonico e l’ingabbiamento in uno stato di media potenza, figurano anche la disponibilità di quinte colonne nella casa del rivale, l’avere degli eserciti invisibili pronti a uscire dall’ombra in caso di emergenza e l’avere dei servizi segreti impermeabili alla corruzione e plusdotati in termini di cervelli, abilità e strumenti. Ed è precisamente per l’ultimo motivo che la Germania nazista perse la seconda guerra mondiale: aveva un servizio segreto, l’Abwehr, ricco di cervelli ma povero di strumenti e circondato da nemici.

L’Abwehr viene istituito ai primordi dell’epoca weimariana, nel 1920, e inquadrato all’interno del Ministero della Difesa. Viene costituito per due ragioni: succedere al vetusto Abteilung III b, che aveva mostrato tutta la sua inefficienza durante la Grande guerra, e mostrare alle potenze vincitrici che la Weimarer Republik non aveva ambizioni offensive – attività prima e principale dell’agenzia era il controspionaggio.

Povero di missioni per via delle clausole vincolanti del Trattato di Versailles – al controspionaggio, negli anni successivi, sarebbe stato possibile aggiungere soltanto la cifratura e la ricognizione – e carente di personale – una mancanza dovuta ad una serie di motivi: scarso focus sul reclutamento, disinteresse generale verso l’agenzia, sentimenti anti-weimariani tra le forze armate –, l’Abwehr sarebbe andato incontro ad un processo di ingrandimento nel 1928, anno dell’ingresso al suo interno degli uomini dell’agenzia di spionaggio della Marina: la Reichsmarine.

Una vera e propria riforma dell’Abwehr, ad ogni modo, avrebbe avuto luogo soltanto con la fine dell’esperienza weimariana, ovverosia con l’inizio del dodicennio nazista.

Nel 1932, all’alba del nazismo, all’Abwehr avviene un cambio di regia: il comando viene assunto dal capitano Konrad Patzig, uno dei tanti ufficiali entrati nell’agenzia grazie alla fusione con il reparto di intelligence della Reichsmarine. E sarebbe stato Patzig, in una prima assoluta, a traghettare l’Abwehr verso l’emancipazione da Versailles, forgiando una collaborazione con le controparti del vicinato mitteleuropeo in chiave antisovietica.

Il circuito di alleanze creato da Patzig fu ereditato dai nazisti, che con il pretesto del contenimento antisovietico avrebbero cominciato a sorvegliare i loro futuri obiettivi, in primis la Polonia, a mezzo di raccolta informazioni, voli di ricognizione e intercettazioni. Per quanto utile e adatto al ruolo, Patzig non era una nazista, ragion per cui nel 1935 fu silurato e sostituito da un fedelissimo del Führer: Wilhelm Canaris, un altro ammiraglio formatosi nella Reichsmarine.

Negli anni di Canaris sarebbero apparsi i semi che, una volta maturati, avrebbero contribuito al fallimento dell’Abwehr e, a latere, alla sconfitta della Germania nazista: la competizione antagonistica con le organizzazioni sorelle, cioè il Servizio di Sicurezza (SD, Sicherheitsdienst) di Reinhard Heydrich, la Gestapo e la sezione SIGINT dell’Auswärtiges Amt.

Le rivalità tra agenzie sarebbero aumentate considerevolmente a partire dal 1938, anno di una riforma radicale dell’Abwehr voluta da Adolf Hitler e negoziata da Canaris. L’ente, oramai composto da quasi un migliaio di agenti, fu suddiviso in tre dipartimenti, dotato di una vasta gamma di funzioni e missioni – dal monitoraggio dei movimenti sovietici all’intrusione nelle colonie e nei satelliti delle potenze dell’Europa occidentale, passando per i sabotaggi e la pianificazione di guerre coperte all’estero – e investito di una maggiore autonomia dal Ministero della Difesa

Suddetta riforma avrebbe gettato le fondamenta per la trasformazione dell’Abwehr nel principale vettore del nazismo oltreconfine, dal resto d’Europa all’America centro-meridionale, passando per l’Africa e il Medio Oriente, ma avrebbe anche esacerbato il conflitto con le sorelle gelose in madrepatria. E Canaris, nel corso della seconda guerra mondiale, si sarebbe tanto pentito di aver persuaso Hitler ad avallare il potenziamento dell’Abwehr da diventare un antinazista.

I principali fatti ed eventi dell’anteguerra e della guerra sembrano suggerire che se l’Abwehr avesse ottenuto più fondi e strumenti adeguati, riuscendo a vincere l’animosità sabotatrice delle sorelle SD e Gestapo, la seconda guerra mondiale avrebbe potuto avere un esito differente. Un esito non per forza a favore dell’Asse, ma semplicemente differente: maggiori difficoltà per gli Alleati, campagne belliche prolungate ed esplosione di conflitti imprevedibili in teatri insospettabili.

L’elenco delle innumerevoli operazioni pensate e/o condotte dall’Abwehr prima e durante il conflitto è la prova provante delle potenzialità inespresse di quest’agenzia sepolta dalla storia:

L’avvio dell’operazione Barbarossa avrebbe sancito l’inizio della fine per la Germania nazista e per l’Abwehr. Perché sarebbe stata proprio quest’ultimo ad effettuare l’analisi delle forze in gioco sulla quale si basò Hitler per invadere l’Unione Sovietica. E quell’analisi, come è noto, avrebbe sottostimato grandemente le capacità dell’esercito di Stalin, ritenuto dagli analisti dell’Abwehr tanto carente di mezzi quanto mancante di volontà combattiva.

Gli storici ritengono che l’Abwehr, ad ogni modo, più che non aver saputo, non abbia voluto leggere adeguatamente la realtà dei fatti, limitandosi a fornire alla dirigenza nazista ciò che gli era stato chiesto: non un’analisi obiettiva, quanto una che andasse incontro ai desideri espansionistici del Führer. A supportare questa visione degli eventi, il fatto che Canaris, già nel marzo 1942, avesse cominciato a parlare di una sconfitta imminente, non soltanto nel teatro orientale, ma nella guerra mondiale.

Nella seconda parte del conflitto, complici il crescendo della rivalità tra agenzie e delle operazioni di controspionaggio degli Alleati, l’Abwehr avrebbe cominciato a sperimentare i primi fallimenti, tra i quali l’esecuzione delle spie coinvolte nell’ambiziosa operazione Pastorius – concepita allo scopo di colpire obiettivi economicamente strategici negli Stati Uniti – e l’abbandono dell’operazione Felix – pensata per occupare Gibilterra con il consenso di Francisco Franco, ma fallita a causa delle pesanti interferenze del SD, che durante il processo di negoziazione cercò di assassinare un alto dirigente franchista, raggelando ulteriormente le relazioni bilaterali.

Sul finire della guerra, del cui esito sfavorevole il capitano Canaris era sempre più convinto, alcuni agenti dell’Abwehr avrebbero cominciato a complottare contro il governo nel disperato tentativo di evitare una nuova ignominiosa sconfitta. E uno di loro, Hans Bernd Gisevius, avrebbe persino cercato di negoziare una resa concordata con John Foster Dulles, trovando un ostacolo insormontabile, però, nell’intransigenza di Franklin Delano Roosevelt.

Nello stesso periodo delle cospirazioni e dei fallimenti, forse perché a conoscenza del malcontento serpeggiante nell’Abwehr, o forse perché impazienti di catalizzarne la fine, SD, Gestapo e SS avrebbero aumentato la morsa sull’odiata organizzazione sorella, infiltrandone i dipartimenti, portandone in tribunale gli agenti per le accuse più svariate e mettendo sotto sorveglianza lo stesso Canaris.

L’epopea dell’Abwehr sarebbe giunta al capolinea il 18 febbraio 1944, giorno in cui Hitler, a mezzo di decreto ufficiale, ne sancì lo scioglimento. Un decreto firmato su spinta della Gestapo, che qualche mese prima, il 10 settembre, aveva smantellato il cosiddetto “circolo di Solf” – un raduno di personalità antinaziste che soleva avere luogo in casa di Hanna Solf –, trovandovi al suo interno Otto Kiep, un ufficiale con vari amici nell’Abwehr.

Nessun Abwehr faceva parte del circolo di Solf, ma la Gestapo seppe strumentalizzare magistralmente la presenza di Kiop, facendo leva sulla montante paranoia di Hitler. Di lì a breve, Canaris, già spogliato di ogni titolo e funzione, sarebbe stato condotto al patibolo perché associato al famigerato complotto del 20 luglio e accusato di aver utilizzato l’Abwehr per salvare un numero indefinito di ebrei – fatto, quest’ultimo, poi rivelatosi veritiero a posteriori. Fu giustiziato il 9 aprile 1945 nel campo di concentramento di Flossenbürg, dichiarandosi innocente dalle accuse di tradimento e di essere stato un semplice patriota.