Chi è Anthony Fauci

Anthony Stephen Fauci è un immunologo americano di fama mondiale, membro della task force della Casa Bianca sul coronavirus ed è considerato il massimo esperto di malattie infettive degli Stati Uniti. La sua pluridecennale esperienza in materia lo ha posto in rotta di collisione con il presidente americano Donald Trump, con cui è agli antipodi tanto dal punto di vista comunicativo quanto concettuale.

Anthony Stephen Fauci è nato a Brooklyn, nella città di New York, il 24 dicembre del 1940 da Stephen A. Fauci e Eugenia Abys Fauci, entrambi italoamericani ( i nonni erano emigrati rispettivamente dalla Sicilia e dalla Campania alla fine del XIX secolo) e proprietari di una farmacia dove lo stesso Anthony cercava di dare una mano ai genitori. Il giovane frequentò, in gioventù, la Regis High School, situata nell’Upper East Side di Manhattan dove, malgrado l’altezza di un metro e settanta, fu capitano della squadra di baseball del liceo. Si diplomò nel 1958 e frequentò l’Università presso il College of the Holy Cross. Qui, nel 1962, ottenne la laurea di primo livello in letteratura classica ed in seguito si iscrisse alla scuola di medicina del Cornell University Medical College dove si guadagnò il titolo di dottore in Medicina nel 1966 piazzandosi al primo posto nella sua classe. Svolse in seguito un breve periodo di apprendistato in medicina interna presso il New York Hospital-Cornell Medical Center.

Nel 1968 Fauci entrò a far parte del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, uno dei ventisette Istituti e Centri separati che compongono il National Institute of Health (l’agenzia federale americana che conduce e supporta la ricerca sulle cause, la cura e la prevenzione delle malattie) nel 1968 dove si distinse, nel giro di poco tempo, per le sue grandi capacità. Il medico, che era nell’organico del Laboratorio di Ricerca Clinica, condusse diversi studi di successo nel campo della regolazione immunitaria e sviluppò trattamenti farmacologici efficaci per malattie  in precedenza fatali come la poliartrite nodosa, la granulomatosi con poliangioite ed un’altra variante rara della granulomatosi. Fauci, grazie al prestigio ottenuto, venne messo a capo del Laboratorio sulla Regolazione Immunitaria nel 1980 e nominato direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) dal presidente Ronald Reagan nel 1984. La nomina di Fauci coincise con lo scoppio dell’emergenza sanitaria determinata dall’enorme diffusione del virus dell’immunodeficienza umana (HIV) ed il neo-direttore lottò per ottenere un potenziamento dei fondi sulla ricerca in materia e si spese per favorire la somministrazione di farmaci sperimentali ancora sottoposti a test clinici. Fauci riuscì a comprendere le modalità con cui il virus dell’HIV attaccava il sistema immunitario favorendo, grazie alle sue ricerche, lo sviluppo di trattamenti farmacologici in grado di consentire una maggior durata e qualità di vita ai malati. Fauci

 

 

Anthony Fauci ha mantenuto la carica di direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases mentre alla Casa Bianca si succedevano ben sei presidenti diversi: Ronald Reagan, George H. W. Bush, Bill Clinton, George W. Bush, Barrack Obama e Donald Trump. Ha testimoniato di fronte al Congresso Americano in occasione dello scoppio di numerose emergenze sanitarie: dal Virus HIV all’Ebola, da quella dell’antrace al Covid-19. Fauci, nonostante la carica ricoperta richieda un impegno considerevole, non ha mai smesso di esercitare in ambito clinico ed ha continuato a monitorare lo svolgimento di programmi di ricerca. Un’attività incessante che lo ha portato, nel 2019, a divenire il quarantunesimo scienziato più citato della storia e l’ottavo più citato in ambito immunologico. Fauci ha ottenuto, nel corso degli anni, 45 dottorati onorari e nel 2008 ha ricevuto la Medaglia presidenziale della Libertà, la più alta onorificenza civile americana, dal presidente Bush come riconoscimento per il ruolo giocato nella comprensione e nella cura dell’HIV/AIDS. L’onorificenza è riservata a coloro i quali hanno contribuito a tutelare gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, la pace nel mondo o che hanno meriti eccezionali in ambito culturale o in altri settori pubblici o privati. I traguardi raggiunti da Fauci sono stati possibili grazie ad una forte passione che lo ha portato e lo porta a lavorare fino a 16/17 ore al giorno, fine settimana inclusi.

La pandemia scatenata dal virus SARS CoV-2 ha messo in evidenza una differenza marcata tra l’approccio di Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca per la gestione dell’emergenza sanitaria e quello di Donald Trump. Il presidente americano ha assunto in più occasioni delle posizioni controverse in materia, dallo scetticismo sull’efficacia dei dispositivi di protezione personale alla contrarietà manifestata nei confronti dei provvedimenti restrittivi adottati da numerosi Stati americani nel tentativo di rallentare la crescita dei contagi. Posizioni che lo hanno portato in aperto contrasto con Fauci, orientato a seguire una linea di prudenza basata su dati ed evidenze scientifiche ed un aperto sostenitore dei dispositivi di protezione personale e dei cosiddetti lockdown, quando necessari. Una differenza di vedute, quella tra i due personaggi, che ha portato la popolazione americana, a seconda delle preferenze politiche o ideologiche, a schierarsi con l’uno o con l’altro. In più occasioni i due hanno espresso pubblicamente il proprio scetticismo nei confronti di quanto affermato dall’altro come quando Fauci ha affermato, nel corso di un’intervista rilasciata al periodico Science, di non poter togliere il microfono a Trump quando dice cose che lui non condivide. Trump ha ricambiato invitandolo in maniera sempre più sporadica ai briefing presidenziali quotidiani.

Fauci ha dichiarato, nell’ambito di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, di essere determinato a sostenere il suo punto di vista, basato su evidenza scientifica e dati, anche quando ciò può provocare irritazione al presidente. “Dire a qualcuno ciò che vuole sentirsi dire” ha affermato Fauci “solamente con lo scopo di farsi convocare alla Casa Bianca farà perdere il rispetto nei propri confronti da parte degli altri”. Un comportamento che sembra funzionare dato che le sue consulenze sono state richieste da sei presidenti diversi. I rapporti con Trump sembrano però essersi guastati definitivamente come confermato, indirettamente, dallo stesso Fauci che il 10 luglio aveva dichiarato di non aver incontrato il presidente dal 2 giugno e di non averlo informato in materia Covid-19 nei due mesi precedenti. L’immunologo ha reso noto, nel mese di agosto, di aver ricevuto minacce di morte personali ed altre nei confronti della sua famiglia (in particolare verso le tre figlie che vivono e lavorano in città diverse dalla sua) e che ciò lo ha costretto ad assumere delle guardie del corpo.

Anthony Fauci ha chiarito come il Covid-19 smetterà di essere una minaccia sanitaria grazie allo sviluppo ed alla diffusione di vaccini efficaci e all’adozione di corpose misure che rinforzino la sanità pubblica. Lo scienziato ha recentemente dichiarato che (come riportato da Adnkronos) “Spero che per il Natale 2021 potremo tornare a una qualche forma di normalità” e che il ritorno alla normalità ” dipende da una serie di fattori. Primo di tutti, il vaccino e la sua efficacia: lo avremo rapidamente e sarà distribuito nel corso del 2021. Quindi: se le persone continueranno a comportarsi in modo adeguato e saranno vaccinate, da qui a un anno cominceremo a esserne fuori. Magari non del tutto in tutto il mondo: questo non potrà accadere prima di quattro anni. Ma sì, ne saremo fuori”. Una visione ottimistica che, coniugata al duro lavoro svolto anche alla soglia degli ottant’anni, potrebbe rivelarsi particolarmente confortante nell’opera di contrasto (fisica e psicologica) alla pandemia in corso.