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Chi è Mohammad Hassan Akhund

Mohammad Hassan Akhund è il primo capo di governo della seconda era dei talebani in Afghanistan. Nominato primo ministro il 7 settembre 2021, a circa un mese dall’ingresso degli studenti coranici a Kabul, Akhund ha il compito di indirizzare e decidere la linea politica del movimento islamista al potere. La sua scelta dimostra la volontà talebana di trasferire al governo nazionale i ruoli interni al gruppo. Akhund infatti è già da diversi anni a capo della Rehbari Shura, l’organo consultivo dei talebani. Al tempo stesso però il suo nome è all’interno della lista dei terroristi delle Nazioni Unite.

L’unica cosa certa dell’origine di Mohammad Hassan Akhund è il luogo di nascita. L’esponente talebano nasce infatti nella località di Pashmul, nella provincia di Kandahar. Si tratta della stessa provincia da cui provengono i principali leader talebani. Qui l’etnia predominante è quella Pasthun, a cui Akhund appartiene. Anzi, come sottolineato da Al Jazeera, la sua famiglia vanterebbe una linea di parentela diretta con Ahmad Shah Durrani, fondatore del primo Stato afghano e unificatore, nel XVIII secolo, delle tribù Pasthun.

Non è invece nota la sua data di nascita. Nei rapporti dell’Onu vengono solo menzionate alcune supposizioni. C’è chi posiziona l’anno di nascita di Akhund tra il 1945 e il 1950, altri invece tra il 1955 e il 1958. I talebani non hanno mai reso noti i dettagli sulla sua età. Tuttavia negli ambienti islamisti Akhund ha la fama di essere uno dei più anziani collaboratori del Mullah Omar e uno dei leader più avanti negli anni del movimento. Il suo stile di vita riservato ha poi avvolto dentro un vero e proprio enigma non solo la sua età ma, più in generale, i suoi aspetti più privati.

Si sa molto poco della vita di Akhund nella fase adolescenziale e di giovinezza. Si sa per certo però che a Kandahar da giovane conosce il Mullah Omar, futuro fondatore dei talebani. Fonti pakistane citate dal quotidiano Tribune dichiarano tra i due da subito nasce una profonda amicizia. Tanto che tra gli anni ’70 e ’80 Akhund accompagna spesso in moto il Mullah Omar in vari incontri tenuti nella provincia di Kandahar.

Durante l’invasione sovietica degli anni ’80 entrambi partecipano come combattenti contro i soldati inviati da Mosca. Tuttavia è Omar a distinguersi maggiormente come soldato, Akhund invece sviluppa maggiori attitudini sia politiche che religiose. Studia in diversi seminari in Afghanistan e accresce la sua formazione islamista in varie madrase del Paese. Dopo la guerra anti sovietica, terminata nel 1989, Akhund e Omar collaborano nella fondazione del movimento talebano.

Si forgia in questo periodo il pensiero religioso e islamista di entrambi i leader del gruppo. Il futuro primo ministro ha una profonda influenza sul Mullah Omar ed è uno dei suoi pochi collaboratori che incontra quotidianamente. Ad Akhund vengono attribuite importanti doti politiche. Sarebbe lui infatti ad aprire, a partire dal 1994, diversi canali diplomatici e finanziari con il Pakistan, così come con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Il suo lavoro viene descritto come fondamentale per la crescita dei talebani nei primi anni e per la loro espansione in tutto l’Afghanistan, culminata poi nel settembre 1996 con l’ingresso a Kabul.

Una volta entrati nella capitale, il Mullah Omar affida ad Akhund alcuni ruoli chiave nel nuovo governo del primo emirato afghano. Diventa infatti vice primo ministro e ministro degli Esteri. In qualità di capo della diplomazia, sviluppa maggiori contatti con Pakistan, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, non a caso gli unici tre Paesi che riconoscono ufficialmente il governo talebano a Kabul.

Oltre agli incarichi ufficiali, Akhund viene citato spesso per la sua influenza che ha all’interno del movimento. Molti miliziani fanno riferimento a lui per risolvere le controversie, dirimere le divergenze oppure chiedere consigli su come agire. In poche parole, Akhund è la persona su cui convergono diverse anime dei talebani e su cui il Mullah Omar fa affidamento per tenere unite le varie fazioni interne.

Con la fine del primo periodo talebano successivo all’azione militare Usa del 2001, Akhund mantiene il suo ruolo di fidato consigliere del Mullah Omar e di coordinatore del movimento islamista. Sia a livello ideologico che logistico, le posizioni di Akhund sono spesso risultate decisive per la linea seguita dai talebani.

A dimostrarlo la sua posizione nelle gerarchie del gruppo. In particolare, Akhund viene segnalato quale numero uno della Rehbari Shiura, ossia il consiglio dei saggi e dei leader talebani, una sorta di organo consultivo supremo del movimento. Fonti di intelligence negli anni indicano Akhund quale personaggio più consultato, tanto da avere spesso l’ultima parola nelle decisioni più cruciali.

Negli anni successivi alla fuga da Kabul del 2001 Akhund vive a Quetta, assieme ai più importanti leader talebani. Qui nell’ultimo ventennio esercita il suo ruolo di coordinatore politico e continua a mantenere solidi rapporti diplomatici, soprattutto con il Pakistan e il Qatar.

Con la morte del Mullah Omar avvenuta nel 2013, Akhund diventa il più stretto collaboratore del successore Akhtar Mansour. Quest’ultimo viene ucciso nel 2016 da un attacco statunitense e fonti di intelligence parlano del leader della Rehbari Shura come del possibile nuovo numero uno talebano. Tuttavia Akhund avrebbe rifiutato, spianando la strada all’attuale capo religioso e spirituale, Haibatullah Akhunzada. Secondo la Reuters, i servizi di sicurezza occidentali e pakistani sono certi dell’ottimo rapporto di fiducia che insiste tra i due.

Nell’estate del 2021 i talebani, complice l’abbandono dell’Afghanistan da parte delle truppe occidentali, riprendono ad avanzare in tutto il Paese. Nel giro di poco tempo gli studenti coranici prendono il controllo di buona parte del territorio. Il 15 agosto 2021 i miliziani entrano a Kabul e lo Stato sorto dopo il 2001 si scioglie come neve al sole.

Dopo svariati annunci e una lunga serie di incontri politici tra Kabul e Kandahar, il 7 settembre i talebani annunciano la formazione di un nuovo governo. Come capo della nuova compagine governativa viene nominato Mohammad Hassan Akhund. Da leader politico del movimento, in tal modo l’ex collaboratore del Mullah Omar diventa capo del governo. I talebani di fatto trasferiscono le gerarchie al proprio interno sul piano nazionale.

Akhund viene affiancato da un altro leader politico, ossia il Mullah Baradar, più esposto mediaticamente negli ultimi anni per via del suo ruolo di mediatore tra i talebani e gli Stati Uniti nell’ambito dei colloqui di Doha. Baradar, anch’egli tra i più fidati collaboratori del Mullah Omar, diventa vice di Akhund.

La scelta del capo della Rehbari Shura non sembra certo casuale. La guida suprema del movimento, Haibatullah Akhunzada, si fida di Akhund per trovare gli equilibri tra le varie anime del gruppo islamista.