Chi è davvero Mike Pompeo, il “falco” che detesta l’Iran

Con la nomina di Mike Pompeo a Segretario di Stato Usa al posto di Rex Tillerson, la politica estera degli Stati Uniti d’America nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran e degli avversari come Russia, Cina e Corea del Nord, è destinata a diventare decisamente più aggressiva. Il presidente Donald Trump ha più volte minacciato di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano, il Joint Comprehensive Plan of Action negoziato dall’amministrazione Obama e da altri cinque paesi (5 +1) nel 2015, anche se finora non è riuscito nel suo intento. In passato, l’oramai ex Segretario di Stato Rex Tillerson e altri consiglieri per la sicurezza nazionale hanno esortato il presidente a muoversi con cautela nel rivedere l’accordo, cosa che Pompeo, convinto sostenitore di Israele, molto probabilmente non farà.

Come riporta la Cnbc, Pompeo ha più volte paragonato la Repubblica Islamica all’Isis, definendo l’Iran uno “stato di polizia criminale”. Come deputato ha lavorato a stretto contatto con il senatore Tom Cotton per minare i negoziati del presidente Obama con Teheran e ha manifestato pubblicamente il suo sdegno per l’accordo sul nucleare siglato nel 2015: “Non vedo l’ora di ritirare questo accordo disastroso stipulato con il più grande sponsor del terrorismo del mondo”, scrisse in un tweet prima di diventare direttore della Cia nel gennaio 2017.

Pompeo è “un avversario di lunga data della Repubblica islamica, e da anni sostiene una politica di regime change a Teheran”, osserva il The Middle East Institute. “Ha sempre lavorato per preparare il terreno a un conflitto militare tra Stati Uniti e Iran”. Un’ostilità che ha promosso anche da direttore della Cia, nei suoi 14 mesi di lavoro. Come riportato da Foreign Policy lo scorso luglio, infatti, “sebbene la maggior parte dei deputati di Trump abbia sottoscritto la certificazione dell’accordo, una figura di alto livello all’interno della Casa Bianca ha supportato un approccio più aggressivo, ovvero il direttore della Cia Mike Pompeo.”.

Inoltre, Pompeo è un feroce critico della presenza di Iran e Russia in Siria e ha più volte sottolineato la necessità di rovesciare il presidente siriano Bashar al-Assad. “Da quando è stata presa la decisione di permettere ai russi di entrare in Siria – ha dichiarato nel luglio 2017 – la situazione è cambiata radicalmente ed è certamente peggiorata per il popolo siriano”.

Non meno aggressiva è la visione strategica di Mike Pompeo nei confronti della Corea del Nord. Da capire dunque quale sarà la sua posizione a fronte del probabile incontro che si terrà entro maggio tra il presidente Usa Donald Trump e Kim Jong Un. “Kim sta cercando un punto d’appoggio per tornare indietro – ha dichiarato lo scorso gennaio l’ex direttore della Cia -. Ma quest’amministrazione non finirà preda della stessa trappola in cui sono cadute le precedenti amministrazioni”.

Da capo della Cia si è detto favorevole a un regime change perPyongyang: “Spero che troveremo un modo per far cadere questo regime nordcoreano. I nordcoreani – affermò nel luglio 2017 – sono persone adorabili e sarebbero entusiasti di vederlo cadere”.