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La storia del Kuomintang, il Partito Nazionalista Cinese

Il Kuomintang (Kmt) è oggi un partito politico taiwanese, attivo nell’isola di Taiwan. Alla lettera Partito Nazionalista Cinese, il Kmt è stato fondato in Cina nel 1904 da Sun Yat Sen per attuare una trasformazione del Paese in senso nazionale, democratico e sociale. Ha vinto le prime elezioni nel 1912, salvo poi essere estromesso dal potere l’anno successivo. Sotto la guida di Chiang Kai-shek ha in seguito governato il Paese dal 1928 al 1949, fino alla creazione della Repubblica Popolare Cinese perpetuata da Mao Zedong.

In quel periodo, il Km fu protagonista della riunificazione cinese avvenuta a cavallo tra il 1926 e 1927. A quel punto, in seguito all’ascesa del Partito Comunista Cinese, il Kmt fu sconfitto nella lotta politico-militare scoppiata dal 1946 al 1949. I membri del Partito Nazionalista si rifugiarono così a Taiwan, dove mantennero il potere assoluto fino al 1991, definendosi gli unici e legittimi rappresentanti della Cina intera. Oggi il Kmt è uno dei partiti presenti a Taiwan

Il Kmt nacque nel 1911 all’indomani della rivoluzione Xinhai, la guerra civile terminata con l’abdicazione dell’imperatore Pu Yi e la salita al potere di Sun Yat Sen alla guida della nuova Repubblica Cina, che prese il posto della Cina imperiale. Alla base del partito, fondato ufficialmente a Pechino unendo vari gruppi nazionalisti, troviamo i cosiddetti Tre Principi del Popolo: 1) l’indipendenza nazionale, con la relativa espulsione degli aggressori stranieri; 2) il Potere del popolo, ovvero la democrazia; 3) il Benessere del popolo, da conseguire mediante una profonda riforma agraria.

L’architetto del Kmt, le cui origini ideologiche risalgono ai molteplici club politici nazionalisti, alle società letterarie e ai gruppi riformisti attivi in Cina tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, fu Sun Jiaozhen, mentre Sun Yat Sen può essere considerato il creatore del partito, nonché mentore ideologico della formazione politica.

Il Kmt partecipò alle elezioni dell’Assemblea nazionale della nuova repubblica cinese a cavallo tra il dicembre 1912 e il gennaio 1913. Vinse la tornata elettorale facendo il pieno di seggi in entrambi i rami dell’Assemblea (269 su 596 nella Camera dei rappresentanti e 123 su 274 al Senato), ma fu messo fuori legge in seguito alla decisione di Yuan Shikai, il quale, un anno prima, era stato eletto presidente provvisorio della Repubblica di Cina.

Il generale Yuan Shikai cercò di riesumare l’impero cinese fondando una nuova dinastia. Per questo provò in tutti i modi ad estirpare il Kmt. Molti membri fuggirono dalla Cina. Sun Yat Sen ripiegò in Giappone, dove nel 1914 riorganizzò il partito, formando al suo interno una sorta di partito rivoluzionario semiclandestino. Il Kmt iniziò così una transizione da partito di potere a movimento rivoluzionario, basato su disciplina e gerarchia. Nel 1917 Shikai morì e lasciò, di fatto, il Paese nelle mani dei signori della guerra.

Nello stesso anno Yat Sen tornò in Cina. Il Kmt formò una repubblica nella provincia del Guangdong, con capitale Guangzhou. È in questo frangente che il leader del partito trovò e ottenne il supporto dei comunisti russi e cinesi. L’Unione Sovietica, in particolare, consigliò al Kmt di unirsi al Pcc. Fu così che nacque l’alleanza tra il Kuomintang e il Partito Comunista Cinese, nota come Primo Fronte Unito.

Nel 1925 Yat Sen morì prematuramente, lasciando il partito senza successore. Il Kmt soffrì una lotta di potere intestina tra tre leader detentori dell’eredità del “padre” della Cina contemporanea: il conservatore Hu Hannin, il generale Chiang Kai-shek e l’uomo di sinistra Wang Jingwei. Nel lungo periodo il carisma di Chiang Kai-shek, già comandate dell’Esercito rivoluzionario nazionale, gli permise di diventare l’unico leader del partito (1926). Poco dopo, Kai-shek annunciò la spedizione del nord per sconfiggere i signori della guerra di Pechino e riunificare il Paese. In questo frangente, nacque la frattura tra la sinistra e la destra nel Kmt.

Nel 1927 Jingwei conquistò Wuhan e annunciò lo spostamento del governo nazionale in quella città. Kai-shek, impegnato a occupare Nanchino, mise nel mirino l’ex compagno di partito e gli alleati del Pcc. La sua reazione, durissima, costrinse Jingwei ad alzare bandiera bianca. A quel punto, nel 1928, il generalissimo – fresco di nomina – conquistò Pechino, che divenne capitale della Cina.

Nel 1931 l’impero giapponese aggredì la Cina. L’episodio che scatenò la seconda guerra sino-giapponese fu l’incidente di Mukden. Tokyo occupò così la Manciuria, mentre Chiang Kai-shek si trovava frapposto in mezzo a due fuochi: i comunisti e i giapponesi. Il generalissimo decise di concentrarsi prima sul Pcc, i cui membri furono costretti a rifugiarsi nelle montagne (Lunga Marcia). Ma nel 1937, in seguito all’incidente di Xian (Chiang fu preso in ostaggio dai comunisti, i quali convinsero i nazionalisti ad allearsi per sconfiggere i nipponici), le due fazioni si riunirono sotto la stessa bandiera per contrastare l’avanzata giapponese.

La resistenza proseguì fino al termine della Seconda Guerra Mondiale, che sancì la definitiva sconfitta del Giappone, messo a tacere dalla controffensiva degli Alleati. A quel punto, in Cina, scoppiò una guerra civile che contrappose Kmt e Pcc. Le ostilità terminarono nel 1949 con la sorprendente vittoria dei comunisti capitanati, tra gli altri, da un rampante Mao Zedong. I nazionalisti furono costretti a fuggire sull’isola di Formosa (Taiwan).

La sconfitta nella guerra civile contro i comunisti costrinse Chiang Kai-shek a fuggire a Taiwan. Qui il Kmt ha controllato il governo dell’isola come unico partito fino alle riforme politiche avvenute tra gli anni ’70 e ’90. Il generalissimo morì nel 1975, e il governo taiwanese passò nelle mani del vice Yen Chia-jin; presidente del partito divenne invece il figlio di Chiang, Chiang Ching-kuo, che nel 1978 unì le due cariche.

Taiwan fu attraversata da anni di lenti cambiamenti democratici, fino a che nel 1996, nel corso delle prime elezioni dirette dal presidente della repubblica, Lee Teng-hui, il Kmt fu sconfitto a favore del Partito Progressista Democratico (Dpp). Oggi il Kmt è considerato il partito più antico di Taiwan, e può essere definito conservatore.

L’attuale presidente del Kmt è Johnny Chiang, mentre il ruolo di segretario generale è ricoperto da Lee Chien-lung. Il Kmt accetta il principio di una sola Cina. Considera cioè che esista soltanto una Cina, e che la Repubblica di Cina (ovvero Taiwan) ospiti l’unico governo legittimo in carica. A partire dal 2008, per abbassare le tensioni con Pechino, il partito ha appoggiato la politica dei tre no: no all’indipendenza, all’uso della forza e all’unificazione.

Il Kmt è sostenuto da vari gruppi sociali, anche se il supporto elettorale principale tende ad essere maggiore nel nord di Taiwan e nelle aree urbane. Qui troviamo infatti le grandi imprese, che vedono di buon grado la prospettiva del Kuomintang di mantenere i collegamenti commerciali con la Cina continentale. Il partito è sostenuto particolarmente dai cinesi continentali presenti sull’isola e dai loro discendenti. Ha inoltre una forte cooperazione con il mondo militare e accademico.