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Il “progetto Solarium”: la strategia Usa per contenere la minaccia rossa

Con il nome di “progetto Solarium” si intende l’esercitazione di politica estera e securitaria organizzata nell’estate del 1953 dall’allora presidente statunitense Dwight D. Eisenhower per contenere l’Unione Sovietica. Josif Stalin era morto da poco ma l’ombra dell’Urss continuava a minacciare gli Stati Uniti. Washington doveva escogitare un modo per gestire la minaccia rossa rappresentata da Mosca. Che fare?

Fu così che la Casa Bianca convocò le migliori risorse diplomatiche e del Pentagono per stabilire un modus operandi, o quanto meno un approccio, con il quale contenere l’espansionismo sovietico sulla scia dell’inizio della Guerra Fredda. L’ultimo grande esecutore della dottrina Solarium è stato George W. Bush Senior. Nei fatti, la pratica del contenimento russo non è stata mai dismessa. Anzi: soprattutto in seguito alla guerra in Ucraina, e al nuovo nemico Usa incarnato dalla Russia di Vladimir Putin, potrebbe addirittura rinnovarsi.

Nel 1953 Eisenhower convocò, come detto, le migliori risorse diplomatiche e del Pentagono per discutere il da farsi. La domanda dell’incontro era tanto semplice quanto cruciale: come muoversi contro la minaccia rossa rappresentata dall’Urss? L’incontro avvenne su una terrazza (solarium, appunto) all’ultimo piano della Casa Bianca. Da qui il nome di progetto Solarium, utilizzato ancora oggi.

La decisione finale, che come vedremo coinciderà con il contenimento di Mosca, fu presa al termine di una serie di conversazioni avvenute tra il presidente Eisenhower e alti funzionari a livello di gabinetto, tra cui il Segretario di Stato, John Foster Dulles, e George F. Kennan. Alla fine, Eisenhower si rese conto che la guida strategica contenuta nel famigerato NSC-68 era insufficiente per affrontare la minaccia rossa.

Ricordiamo che l’NSC-68 (National Security Council resolution 68) era un documento di massima segretezza, reso pubblico solo a metà anni 70, e preparato dal National Security Council nell’aprile 1950, presentato al Presidente degli Stati Uniti, Harry Truman, da alcuni membri del complesso militare industriale. Definiva dettagliatamente la strategia da attuare nel contesto della Guerra Fredda, per contrastare l’Unione Sovietica. Tale strategia prevedeva l’incremento delle spese militari, un impegno a livello globale, politico, militare e morale degli Stati Uniti, oltre al potenziamento della Nato e al riarmo della Germania occidentale.

Eisenhower era sempre più preoccupato per la traiettoria della politica estera statunitense, che adottava un approccio militaristico nei confronti dell’Unione Sovietica. Le figure di spicco della sua amministrazione erano tuttavia divise sul comportamento che avrebbe dovuto adottare Washington nei confronti di Mosca. Una delle fazioni sosteneva che gli Usa avrebbero dovuto combattere attivamente così da ridurre progressivamente la sfera d’influenza sovietica. L’altro schieramento, del quale faceva parte anche George Kennan, reputava invece che fosse opportuno adottare la strategia del contenimento.

In un simile clima decisionale, Eisenhower si rese conto che, a meno che la sua amministrazione non fosse stata d’accordo su una narrativa per contrastare l’Unione Sovietica, gli sforzi per promuovere programmi concorrenti avrebbero prodotto incoerenza e confusione. Il presidente ordinò che fosse convocato un esercizio di progettazione della strategia per aiutare il suo staff a raggiungere un accordo.

Per arrivare ad ottenere un risultato concreto, furono create tre squadre, o Task Force, formate da esperti di spicco del governo federale e del mondo accademico, nonché esperti della storia sovietiva. Ogni squadra ricevette gli stessi documenti e valutazioni dell’intelligence e fu incaricata di analizzare il materiale, in modo tale da offrire una direzione alla politica Usa. Questa posizione doveva inoltre essere accompagnata da punti di forza e di debolezza. Emersero così tre linee di pensiero che furono valutate in maniera dettagliata.

Guidata da Kennan, la squadra A era vincolata a una strategia di contenimento nei confronti dell’Unione Sovietica, faceva leva sulla coesione degli alleati Usa, in particolare l’Europa, e intendeva ridurre al minimo il rischio di una guerra con Mosca. La squadra B adottava una linea anti Urss più dura, contemplava politiche che facevano meno affidamento sui partner americani e più sull’arsenale nucleare statunitense. Era in ogni caso contraria all’adozione di un’azione militare diretta all’interno della sfera d’influenza sovietica. La squadra C, infine, era d’accordo con i contenuti dell’NSC-68: diminuire il potere sovietico ovunque e con ogni mezzo possibile.

I massimi consiglieri di politica estera del presidente respinsero del tutto la raccomandazione di prendere in considerazione anche una quarta alternativa politica. Ovvero, dare a Mosca un ultimatum per scendere a patti con Washington entro due anni o affrontare la prospettiva di una guerra generale.

I risultati del progetto Solarium hanno prodotto l’NSC 162/2, una direttiva strategica nazionale che avrebbe guidato la strategia statunitense dalla sua pubblicazione alla fine della Guerra Fredda. Il modus operandi Usa, in sostanza, comprendeva per lo più la proposta della squadra A, quella di Kennan e fautrice del contenimento. Gli Stati Uniti stabilirono che l’Urss sarebbe stata una minaccia a lungo termine e non imminente, e che questa minaccia sarebbe diminuita agendo con prodenza. Washington decise di mantenere un sistema di alleanze capace di circoscrivere il blocco sovietico e di affidarsi alla leva della prontezza militare.

La direttiva NSC 162/2 comprendeva una strategia che giocava sui punti di forza degli Stati Uniti, enfatizzava le alleanze con le nazioni sviluppate e in via di sviluppo e sosteneva la costante mobilitazione militare parziale con un accumulo dell’arsenale nucleare statunitense a livelli senza precedenti. Fu così che, in linea con quanto sostenuto da Kennan, gli Stati Uniti sostennero il contenimento, la presenza di forze armate in zone critiche, ma non lo scontro diretto con Mosca, né l’obiettivo di rovesciare il regime comunista dell’Urss.

L’NSC 162/2 richiedeva l’uso di una forza d’attacco atomica in grado di dissuadere i sovietici dall’azione. Per contenere il comunismo, Eisenhower autorizzò quindi l’espansione dell’arsenale nucleare del Paese, e preparò il terreno per il continuo sviluppo di armi nucleari, compreso quello che in seguito sarebbe stato chiamato il missile Minuteman.

Il numero di armi atomiche crebbe da mille, nel 1953, a più di diciottomila quando il presidente Eisenhower lasciò l’incarico nel 1961. Durante questo lasso di tempo, inoltre il budget militare americano scese da 50 miliardi di dollari nel 1953 a una media di 34 miliardi, con risparmi ottenuti in gran parte attraverso la riduzione del livello delle truppe.

La dottrina Solarium fu inasprita dopo pochi anni, anche se fu poi dismessa con la dissoluzione dell’Urss e il rafforzamento della Nato. Adesso gli Stati Uniti potrebbero rivedere, e in parte riadattare alle attuali esigenze, gran parte del progetto Solarium. Una prima conferma è data dal dislocamento delle forze armate Usa nelle aree più calde dell’Europa, proprio in chiave anti Russia.

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