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Il Nippon Kaigi, le società segrete e l’estrema destra in Giappone

L’attentato che è costato la vita ad Abe Shinzo ha riportato l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema delle sette politico-religiose presenti nei meandri della società giapponese, sulla loro diffusione, sul contenuto dei loro messaggi e sul legame, spesso più trasparente di quanto non si possa immaginare, con quella che può essere definita estrema destra locale.

Lo choc causato dalla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale può – almeno in parte – spiegare perché il Giappone contemporaneo si sia trasformato in un terreno fertile per la proliferazione di organizzazioni che uniscono aspetti religiosi a missioni ultranazionaliste. Certo, bisogna assolutamente distinguere i culti iper conservatori che agiscono alla luce del sole, come il Nippon Kaigi – che alcuni associano addirittura a particolari think tank – da gruppi ben più radicali – come la Lega del Sangue – che nella prima metà del ‘900 puntavano alla realizzazione di colpi di Stato e attentati, in nome di un fantomatico ritorno in un passato nazionalista.

La destra giapponese, oggi, si è pressoché tutta istituzionalizzata, mentre permangono gruppuscoli di estrema destra, poco rilevanti nella scena politica, talvolta contigui alla Yakuza e alla criminalità organizzata.

Abe Shinzo è stato ucciso in circostanze ancora da chiarire. Mentre stava tenendo un comizio nella prefettura di Nara, vicino a Osaka, l’ex premier giapponese è stato freddato da due colpi di pistola sparati da Tetsuya Yamagami, 41 anni, subito arrestato dalle autorità. Gli inquirenti devono ancora fare luce sull’accaduto e sulle ragioni che hanno spinto l’uomo a compiere il folle gesto. Secondo quanto riportato da Kyodo News, che ha citato fonti investigative, Yamagami avrebbe raccontato alla polizia una versione sulla quale vale la pena soffermarsi.

Pare che la madre dell’attentatore avesse effettuato una enorme donazione ad un ente religioso e che l’uomo, al contrario, nutrisse rancore nei confronti del gruppo. Yamagami, inoltre, avrebbe creduto che Abe fosse associato a questo non meglio specificato movimento.

Il 41enne, poi, avrebbe spiegato che il suo obiettivo consisteva nel prendere di mira un dirigente del gruppo. Alla fine la sua scelta sarebbe poi ricaduta sull’ex leader nipponico. Yamagami ha negato che l’opposizione alle convinzioni politiche di Abe avesse a che fare con il crimine. Dal canto suo, un funzionario del gruppo religioso ha ammesso che la madre dell’assalitore era una credente di lunga data, ma di non essere a conoscenza della sua situazione finanziaria.

In merito all’assassinio di Abe, al momento non conosciamo né il movente dell’attentato né il nome dell’ipotetico gruppo al quale si sarebbe riferito Yamagumi. Sono state fatte varie ipotesi ma, come detto, fin qui non esistono conferme ufficiali. C’è, tuttavia, chi ha parlato della Chiesa dell’Unificazione. Si tratta di un movimento religioso coreano fondato in Corea del Sud dal Reverendo Sun Myung Moon nel 1954 ma da tempo approdato anche in Giappone.

Senza entrare nel dettaglio, la Chiesa dell’Unificazione, che conta fedeli in tutto il mondo, pur presentando riferimenti biblici, si rifà in modo ampio al confucianesimo coreano e ad altri culti locali. La base teologica del movimento si trova nel testo composto dal Reverendo Moon intitolato Principio divino.

Questo libro sacro reinterpreta la Bibbia in maniera radicale, offrendo una visione del tutto nuova e sconosciuta al resto del cristianesimo. Non distante dal luogo dell’attentato contro Abe sorgerebbe un suo quartier generale. In passato l’ex premier ha effettivamente partecipato ad alcune convention annuali organizzate dalla Chiesa dell’Unificazione, ma non sappiamo. Sui social, in queste ore, stanno rimbalzando le dichiarazioni del segretario generale del partito Nhk, Akihiko Kurokawa, il quale in un dibattito di campagna elettorale del mese scorso accusava proprio Abe di aver finanziato in segreto gruppi religiosi che, in realtà, sarebbero organizzazioni di copertura per “attività spionistiche straniere”. Le accuse dell’Nhk all’ex primo ministro potrebbero aver convinto Yamagami ad agire contro Abe.

Decisamente diversa dalla Chiesa dell’Unificazione è la Nippon Kaigi. Stiamo parlando della più grande organizzazione e lobby non governativa ultraconservatrice e reazionaria di estrema destra presente in Giappone. Non è però una società segreta. È anzi molto più simile ad una sorta di think tank megafono di idee revisioniste nei confronti della storia del Paese. È stata fondata nel 1997 e conta circa 40mila membri.

Questo gruppo è molto influente nei confronti del sistema politico giapponese, sia attraverso le sue affiliate che vari esponenti. Quali sono le sue finalità? Programmi meramente politici, tra cui il sostegno a progetti conservatori, al revisionismo costituzionale, al ripristino dello shintoismo di Stato, nonché al ritorno di un’ascesa politica del Giappone nella regione asiatica e nel Pacifico. Abe era uno dei personaggi più importanti di questo movimento politico-religioso.

Nippon Kaigi ha preso vita in seguito alla fusione di due organizzazioni: Nihon wo Mamoru Kokumin Kaigi (Conferenza nazionale per la protezione del Giappone) e Nihon wo Mamoru Kai (Associazione per la protezione del Giappone). Ha nominato leader aziendali e intellettuali come membri del consiglio e ha nascosto le sue priorità di destra. Esistono varie affiliate alla Nippon Kaigi, come la Diet Members’ League e la Local Assembly Members’ League, la sezione femminile chiamata Japan Women’s Association e Nihon Seinen Kyōgikai (Giappone Youth Council).

Nippon Kaigi ha inoltre varie organizzazioni di facciata per questioni indipendenti, come il Utsukushii Nippon no Kenpō wo Tsukuru Kokumin no Kai (Associazione nazionale dei cittadini per creare una Bella Costituzione per il Giappone) che promuove la riforma costituzionale. Mobilitando le filiali locali e varie organizzazioni affiliate in tutto il Giappone, tanto a livello nazionale quanto a quello locale, il gruppo gestisce un “movimento di destra di base”. In passato ha intrattenuto rapporti con l’amministrazione guidata da Abe.

Nel 2014 Nippon Kaigi ha fondato l’Associazione Nazionale dei Cittadini per modificare la costituzione giapponese e promuovere un movimento di revisione costituzionale basato su un “referendum nazionale” che si sarebbe dovuto tenere durante l’amministrazione di Abe. Sul suo sito web ufficiale, Nippon Kaigi spiega: “Noi, i Nippon Kaigi, siamo un gruppo civico che presenta proposte politiche e promuove un movimento nazionale per restaurare un bel Giappone e costruire una nazione orgogliosa”.

L’estrema destra giapponese oggi si è pressoché tutta istituzionalizzata. Esistono ancora, certo, dei gruppuscoli che sognano l’età imperiale ma il loro peso specifico sulla scena giapponese è irrisorio. Molte di queste organizzazioni sono affiancate o associate alla Yakuza.

Vale infine la pena citare gli Yoku Dantai (Gruppi di destra), e cioè attivisti di estrema destra giapponesi ultranazionalisti, provocatori e troll di Internet spesso organizzati in gruppi. Nel 2013, l’ Agenzia nazionale di polizia ha stimato la loro diffusione in oltre 1.000 gruppi di destra in tutto il Giappone, con circa 100.000 membri in totale.

Gli Yoku Dantai sono ben noti per i loro veicoli di propaganda altamente visibili, noti come gaisensha (furgoni, camion e autobus convertiti dotati di altoparlanti e contrassegnati in modo evidente con il nome del gruppo e slogan di propaganda). Questi veicoli sono generalmente neri, kaki o verde oliva, e sono decorati con il sigillo imperiale, la bandiera del Giappone e la bandiera militare giapponese. Sono utilizzati principalmente per organizzare proteste al di fuori di organizzazioni come le ambasciate cinese, coreana o russa.

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