Cos’è l’Asean

 

L’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico ( più conosciuta come Asean) è un’organizzazione intergovernativa che ambisce a promuovere la crescita economica degli Stati membri e la stabilità regionale. Dieci nazioni fanno, al momento, parte di questa organizzazione: Myanmar, Thailandia, Malesia, Cambogia, Laos, Vietnam, Singapore, Brunei, Filippine ed Indonesia. L’Asean ha una grande rilevanza strategica ed economica tanto sullo scenario asiatico quanto nel contesto mondiale e consente agli Stati Membri di poter espandere ancora di più il proprio peso politico in numerosi contesti internazionali.

 

L’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico ( più conosciuta come Asean) è un’organizzazione intergovernativa che ambisce a promuovere la crescita economica degli Stati membri e la stabilità regionale. Dieci nazioni fanno, al momento, parte di questa organizzazione: Myanmar, Thailandia, Malesia, Cambogia, Laos, Vietnam, Singapore, Brunei, Filippine ed Indonesia. L’Asean ha una grande rilevanza strategica ed economica tanto sullo scenario asiatico quanto nel contesto mondiale e consente agli Stati Membri di poter espandere ancora di più il proprio peso politico in numerosi contesti internazionali.

L’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico è nata l’8 agosto del 1967 quando i ministri degli Esteri di cinque Paesi, Indonesia, Thailandia, Malesia, Singapore e Filippine firmarono la Dichiarazione fondativa. Secondo questo documento i principali obiettivi dell’Asean avrebbero dovuto essere, tra gli altri, quelli di di promuovere la crescita economica, favorire il progresso sociale e lo sviluppo culturale della regione, sostenere la pace nella regione ed anche la collaborazione e la mutua assistenza tra gli Stati Membri nelle materie di interesse comune. La paura del comunismo fu, inoltre, uno dei collanti che consentì la nascita dell’organizzazione intergovernativa: tra gli anni Sessanta ed i Settanta, infatti, le guerriglie marxiste imperversavano in svariati Paesi del Sud-Est asiatico. Il Vietnam era sconvolto dall’insurrezione Vietcong e martoriato dai combattimenti tra americani ed insorti, la Cambogia venne coinvolta nelle operazioni belliche a partire dal 1970 con il golpe che rimosse il governo neutralista mentre anche Bangkok, Kuala Lumpur e Manila avevano a che fare con le proprie insurrezioni marxiste.

La sconfitta dei governi capitalisti in Vietnam, Laos e Cambogia, nel 1975, favorì ulteriormente la coesione tra i membri dell’Asean e portò all’organizzazione del primo summit, a Bali, nel 1976. Nel 1984 Il Brunei venne ammesso nell’organizzazione e la fine della Guerra Fredda consentì all’Asean di ottenere più autonomia e di emergere come voce autorevole in materia di sicurezza e cooperazione regionale. Nel 1992 gli Stati membri decisero di fondare un’area di libero scambio con conseguente abolizione dei dazi ed un alleggerimento alle restrizioni sugli investimenti stranieri. L’intervento dell’Asean nell’ambito della crisi di Timor Est, nel 1997 e la dichiarazione comune per la risoluzione delle dispute nel Mar Cinese Meridionale segnalarono il maggior attivismo dell’ente regionale, Questo attivismo era culminato, nel 1994, nella fondazione dell’Asean Regional Forum (ARF), una piattaforma di incontro tra gli Stati membri ed altri partner importanti a livello mondiale, dalla Cina alla Russia, dagli Stati Uniti all’Unione Europea passando per Corea del Nord ed India, per favorire gli incontri diplomatici e le risposte comuni alle crisi regionali. Nel 1995 gli Stati membri dell’Asean promossero il Trattato di Bangkok che favorì la creazione di una vasta area denuclearizzata comprendente il territorio nazionale e le acque marittime di tutti i Paesi aderenti. Tra il 1995 ed il 1999 Vietnam, Cambogia, Laos e Birmania aderirono all’Asean che trovò così, almeno a livello di membership, il suo assetto attuale e che andò ad includere, dunque, anche nazioni comuniste, una volta considerate nemiche.

Nel 2002 Pechino e l’Asean concordarono la nascita di un’area di libero scambio, da implementarsi in fasi e con scadenza ultima nel 2015 mentre l’importanza dell’Associazione crebbe, ulteriormente, nel 2005 quando vide luce l’Asean+6, anche chiamato Summit dell’Asia Orientale, un’occasione di incontro tra le nazioni aderenti ed Australia, Nuova Zelanda, Cina, Corea del Sud, India e Giappone. L’organizzazione intergovernativa ha deciso di dotarsi, a partire dal 2007, di una vera e propria Carta che rafforzi l’impegno degli Stati membri verso il rispetto dei diritti umani, le forme di governo democratiche e la diplomazia come mezzo di risoluzione delle controversie. Questo documento è stato ratificato da tutti i Paesi aderenti ed è entrato in vigore alla fine del 2008. Tra le conseguenze della sua adozione cè stata l’assunzione, da parte dell’ente, di personalità legale, la frequenza rafforzata degli incontri tra le nazioni partecipanti e la nascita della Commissione per i Diritti Umani. Si può affermare che l’organizzazione intergovernativa abbia assunto, nel corso dei decenni, forme di cooperazione sempre più rafforzata e che la partnership tenda a raggiungere un alto livello di integrazione propedeutico, con tutta probabilità e stante la stabilità dello scenario internazionale, ad una sua progressiva evoluzione verso il modello Unione europea. Questa tendenza si è concretizzata a partire dal 2015 con la nascita dell’Asean Economic Community, un livello molto avanzato di cooperazione economica che vede il blocco dei Paesi aderenti come un mercato unico nel quale beni, servizi, investimenti e lavoratori qualificati possono fluire liberamente.

Gli incontri tra gli Stati membri avvengono, sin dall’adozione della Carta, su base semiannuale e vedono la partecipazione dei Capi di Stato dei Paesi aderenti. Ci sono poi conferenze annuali dei ministri degli Esteri ed ulteriori forme di cooperazione sono previste con il formato Asean+3, con Corea del Sud, Cina e Giappone, con quello Asean+6, che include oltre agli Stati già nominati anche India, Australia e Nuova Zelanda e con il già citato East Asia Summit. I lavori dell’organizzazione, tra un incontro e l’altro, vengono gestiti da un comitato permanente che vede la presenza del ministro degli esteri della nazione ospitante e degli ambasciatori in loco degli altri Stati membri. C’è inoltre un Segretariato Permanente, con sede a Jakarta, il cui vertice ruota ogni cinque anni ed una serie di Comitati che lavorano su materie specifiche, come pesca, agricoltura o  commercio.

La popolazione complessiva dei Paesi aderenti all’Asean supera i 600 milioni di abitanti ed è maggiore di quella di Stati Uniti ed Unione Europea, mentre la forza lavoro complessiva del blocco è la terza più grande al mondo, dietro solamente ad India e Cina. Se tutti gli Stati aderenti avessero un unico sistema economico esso sarebbe tra i più grandi del Pianeta e la crescita dell’apparato produttivo delle diverse nazioni può favorire un’ulteriore espansione. La cooperazione ed il successo dell’Asean, che vede la partecipazione di Paesi con sistemi politici molto diversi tra loro e fa coesistere democrazie come Indonesia e Thailandia e regimi autoritari come il Vietnam ed il Laos, possono essere spiegati dal Trattato di Amicizia e Cooperazione, firmato nel 1976, che esplica i principi guida su cui si dovrebbero basare le relazioni tra gli Stati Membri: dalla non interferenza nelle vicende interne delle altre nazioni alla risoluzione di divergenze e dispute in maniera pacifica, dalla rinuncia all’uso della forza al diritto di ogni Stato di non subire influenze provienienti dall’interno o dall’esterno passando infine per il rispetto reciproco per l’indipendenza e l’integrità territoriale delle nazioni parti dell’associazione.

Il futuro dell’Asean, considerato ormai un pilastro che favorisce la stabilità della regione e del continente asiatico, sarà decisivo per capire fino a che punto potrà spingersi la cooperazione tra le nazioni aderenti e per favorire il rafforzamento di simili forme organizzative anche in altre aree del Mondo. Spicca, in particolar modo, la capacità dell’ente di essersi adattato ai mutevoli contesti storici, dall’epoca della Guerra fredda e dell’anticomunismo fino ad integrare con successo alcune nazioni marxiste al suo interno e la flessibilità del suo funzionamento favorisce un certo ottimismo sulle prospettive future di questa organizzazione intergovernativa regionale.