Cos’è il Brics

Il Brics è un’associazione che vede riuniti al suo interno cinque Paesi caratterizzati da un’economia emergente ed in forte ascesa: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Nel 2015 la popolazione complessiva degli Stati membri superava i 3 miliardi di persone, il 41 per cento di quella globale mentre nel 2018 il peso economico del blocco ammontava a circa il 23 per cento del PIL mondiale. Le potenzialità di crescita e la preminenza sullo scenario mondiale di diversi membri del gruppo, su tutti Cina, India e Russia rende il Brics un importante forum di cooperazione tra gli Stati coinvolti che potrebbe minacciare, nel prossimo futuro, il predominio delle nazioni industrializzate riunite nel G7. Quest’obiettivo potrà essere raggiunto solo qualora la coesione dell’associazione regga agli istinti di predominio di Russia e Cina, le cui agende non sempre hanno obiettivi condivisi sullo scenario internazionale.

Il termine Brics è un acronimo coniato nel 2001 da Jim O’Neill della Goldman and Sachs e sta ad indicare le iniziali di ciascun Paese membro del gruppo. O’Neill, in realtà, creò il termine Bric perché il Sudafrica non ha partecipato ai lavori sin dall’inizio ma si è unito allo schieramento dal 2011. I quattro Stati originari iniziarono a pianificare una serie d’incontri informali reciproci nel 2006, ai margini dei lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite mentre il primo summit formale ebbe luogo nel 2009 Ekaterinburg, in Russia. Da allora i Capi di Stato e di Governo si riuniscono annualmente ed il livello di cooperazione e coordinamento si è progressivamente intensificato. Il settore finanziario è di certo quello in cui il Brics si è fatto notare maggiormente. In seguito alla crisi finanziaria del 2008, infatti, il gruppo ha lavorato in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale, il G20 e la Banca Mondiale per favorire una maggiore partecipazione dei Paesi emergenti nella governance delle strutture finanziarie mondiali. Il ruolo giocato dal Brics si è rivelato particolarmente importante per la riforma, varata nel 2010, delle quote  degli Stati membri in seno al Fondo Monetario Internazionale.

Nella dichiarazione conclusiva del summit svoltosi nel 2011 Russia e Cina hanno voluto chiarire come entrambe le nazioni vogliano favorire una maggiore partecipazione di India, Brasile e Sudafrica nell’ambito delle Nazioni Unite. In realtà, però, non ci sono stati poi passi concreti da parte delle due superpotenze per garantire un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza ai tre partner.

La cooperazione ed il livello di interazione tra i partner si sono rafforzati con il passare del tempo: durante l’anno si svolgono, infatti, incontri tra i ministri delle Finanze ed i governatori delle Banche Centrali degli Stati membri, tra i ministri dell’Agricoltura, tra quelli dell’Ambiente ed altri summit tra cui quelli nel settore della salute, del lavoro e della sicurezza nazionale. Nel 2015 i Paesi del Brics hanno dato vita alla New Development Bank, un istituto finanziario attivo sul mercato mondiale e nelle intenzioni destinato ad avere un peso significativo sul sistema finanziario globale. India, Cina, Sudafrica, Brasile e Russia hanno partecipato in parti uguali all’iniezione di liquidi dell’istituto, che può godere di un capitale originario di 50 miliardi di dollari. La New Development Bank, come è stato recentemente annunciato, è aperta alla membership di altri Stati ed ha la funzione, tra le altre, di finanziare progetti infrastrutturali nei Paesi emergenti. L’istituto bancario eroga prestiti con molta velocità e gode di rating particolarmente positivi da parte di rilevanti agenzie come Standard&Poor e Fitch che gli assegnavano, nel 2018, un rating di AA+  mentre la Japan Credit Reting Agency, nell’agosto del 2019, ha dato alla banca un punteggio molto alto: AAA. Nel 2015 i Paesi del Brics hanno anche dato vita al Contingence Reserve Arrangement, una riserva di liquidità dal valore di 100 miliardi di dollari che è stata finanziata in proporzioni diverse dai cinque partecipanti. Lo scopo della riserva è di proteggere le economie degli Stati aderenti.

Il Brics è un importante strumento di aggregazione dei Paesi emergenti ed un suo ulteriore rafforzamento potrebbe effettivamente alterare gli attuali equilibri economici mondiali, dominati in parte dalle nazioni industrializzate del Nord del Mondo. Ci sono però diverse incognite: in primis le agende politiche e finanziarie dei tre componenti principali, Russia, Cina ed India, non sono sempre coincidenti ed anzi in alcuni casi, come è logico che sia, perseguono obiettivi divergenti per favorire il benessere nazionale. L’aspirazione dei tre Paesi nel volersi affermare come superpotenze a livello globale rischia di minare la coesione del gruppo, che può considerarsi tale solo qualora gli interessi collettivi abbiano la meglio su quelli individuali. Ciò può avvenire per quanto riguarda i macro temi, come la necessità di riforma delle istituzioni finanziarie mondiali ma l’unità può perdersi sulle questioni più specifiche, ad esempio la rivalità tra Russia e Cina in Asia Centrale. Non bisogna poi dimenticare le relazioni tra India e Cina: Pechino è una stretta alleata del Pakistan, di cui difende le posizioni sulla questione del Kashmir e di fatto rivaleggia con Nuova Delhi per il predominio sul continente asiatico. La questione di fondo è che, prima o poi, uni dei Paesi più potenti avrà probabilmente l’istinto di avocare a sé il ruolo di guida del gruppo e ciò non potrà essere accettato dai competitor più diretti. C’è poi il ruolo del Sudafrica, che ha l’economia e la popolazione più piccole del gruppo e che non può, ragionevolmente, imporre il proprio punto di vista in caso di discussioni interne a causa della propria marginalità rispetto agli altri partner.

Servirà una grande abilità diplomatica ed una forte coordinazione, sostenuta nel tempo, tra i diversi governi per riuscire a mantenere i principi unitari che hanno ispirato la nascita del Brics e che, se ben sfruttati, potranno arrivare a causare più di un grattacapo a Washington e Bruxelles. Non è escluso, inoltre, che in futuro altre nazioni possano aderire al Brics aumentandone di certo il prestigio sullo scenario mondiale ma rischiando, al tempo stesso, di compromettere equilibri e dinamiche interne al gruppo. Il complesso gioco politico ed economico per la supremazia globale è, in ogni caso, destinato a diventare ancora più avvincente proprio grazie alla presenza di associazioni come il Brics ed alle loro aspirazioni, almeno sulla carta, rivoluzionarie.