Chi è Santiago Abascal

Santiago Abascal Conde è un uomo politico spagnolo, leader del partito di destra Vox dal settembre del 2014 e deputato presso il Congresso di Madrid dal 2019. Prima della fondazione di Vox, Abascal è stato membro, per molto tempo, del Partito Popolare, schierato su posizioni di centrodestra ma più moderate. L’uomo politico è riuscito a guidare il movimento radicale dall’anonimato politico ad una certa fama facendogli conseguire, nelle consultazioni del 2019, il 6,28 per cento dei voti e proiettando l’ultraconservatorismo sulla scena politica nazionale. Diretto, deciso e carismatico mira a far diventare il suo schieramento l’ago della bilancia di un possibile governo formato dai Popolari e/o Ciudadanos

Abascal nacque a Bilbao il 14 Aprile del 1976 in una famiglia in cui il ramo paterno aveva già manifestato la passione per la politica. Il padre, infatti, era stato membro del Partito Popolare nella provincia di Avila ed il nonno era stato sindaco, nella provincia, durante il regime franchista. A causa delle attività svolte la sua famiglia venne minacciato dal gruppo terroristico, a quanto riferito dallo stesso Abascal il padre sfuggì a ben tre attentati, Euskadi Ta Askatasuna (ETA), che per molti anni ha insanguinato i Paesi Baschi nel tentativo di proclamarne l’indipendenza. La militanza politica di Abascal iniziò molto presto e nel 1994, a diciotto anni, si iscrisse al Partito Popolare: nel 1996 era già divenuto membro del comitato provinciale dello schieramento ad Avila mentre nel 1999 era entrato nell’organo esecutivo locale. Dal 1999 ricoprì, per due mandati, la carica di consigliere locale mentre a partire dal 2000 e fino al 2005 diresse la Sezione Giovanile del Partito Popolare per i Paesi Baschi.

Nel 2003 Abascal completò il suo percorso accademico presso l’Università di Deusto ottenendo la laurea in Sociologia mentre a partire dal 2004 subentrò ad un collega di partito ed ottenne la carica di deputato nel Parlamento Basco. Durante il suo mandato si fece riconoscere per un atteggiamento aggressivo e duro tanto contro la sinistra quanto contro l’ETA. In un’occasione i cavalli appartenenti al padre furono dipinti con frasi insultanti verso il Partito Popolare ed a favore del gruppo terroristico. Tra il 2010 ed il 2012 Abascal, che non riuscì a riconquistare il seggio al Parlamento regionale nelle consultazioni del 2009, lavorò a Madrid come direttore presso l’Agenzia per la Protezione dei Dati della Comunità regionale mentre in seguito diresse anche un’altra Fondazione locale.

Fortemente critico nei confronti del Partito Popolare, dichiarò che Mariano Rajoy aveva tradito i principi del proprio schieramento, censurando la sua politica antiterroristica e non agendo contro l’aborto favorendo, inoltre, una crescita delle tasse. Per questi motivi Abascal abbandonò il movimento nel novembre del 2013 ed appena un mese dopo fondò una nuova creatura politica: Vox, schierato su posizioni di destra radicale. Il partito venne presentato al pubblico nel gennaio del 2014 ed aveva, tra i suoi obiettivi, l’abolizione delle autonomie regionali spagnoli e la nascita di uno Stato fortemente centralizzato.  Il debutto alle consultazioni europee del maggio 2014 portò Vox ad ottenere l’1,57 dei voti ed a sfiorare l’ottenimento di un seggio a Bruxelles: la buona performance non venne però ripetuta alle elezioni nazionali del dicembre del 2015 e del giugno del 2016. In queste due occasioni Vox si fermò, rispettivamente, allo 0,20 ed allo 0,23 per cento dei voti, ai margini dello scenario politico nazionale.

La grave crisi costituzionale in Catalogna che ha portato la regione ad essere governata da movimenti secessionisti ha, di certo, giovato alla popolarità del movimento di destra radicale. Vox, infatti, si è sempre schierato con decisione a favore della centralizzazione della Spagna e già nel 2014 Abascal aveva affermato che il presidente catalano Artur Mas dovesse essere processato ed incarcerato. Nel 2015, invece, il leader di destra radicale invocò l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola nei confronti di Barcellona. Il prolungato stallo politico a Madrid, determinato da consultazioni ripetute e non in grado di dare al Paese una stabile maggioranza di governo, ha contribuito, inoltre, ad una certa instabilità politica e l’ideologia forte esposte da Vox può essere stata vista come un’ancora di salvezza in tempi difficili. Il carisma e lo stile oratorio di Abascal, infine, sono stati apprezzati da quelle sezioni più radicali dell’elettorato, tra cui ci sono molti delusi del Partito Popolare che, nel giugno del 2018, è stato travolto da uno scandalo che ha determinato la fine della premiership di Mariano Rajoy e la caduta del suo gabinetto.

Vox ha potuto raccogliere i primi frutti dei suoi sforzi politici a partire dalle elezioni regionali in Andalusia, tradizione bastione progressista, svoltesi nel dicembre del 2018. L’11 per cento dei voti ed i 12 scranni ottenuti hanno consentito allo schieramento di poter godere di una copertura mediatica diffusa e soprattutto di favorire la formazione di un esecutivo di centrodestra guidato dal Partito Popolare e con la partecipazione dei liberali di Ciudadanos. I comizi nazionali dell’aprile del 2019 hanno, invece, proiettato Vox nel Parlamento nazionale di Madrid: il movimento ha conseguito il 10 per cento dei suffragi e 24 scranni riportando, dopo decenni, la destra radicale nel Congresso dei Deputati. Le politiche enunciate da Vox hanno portato gli altri schieramenti liberali e conservatori, nello specifico Ciudadanos ed il Partito Popolare, ad inseguire, con poco successo, il partito di Santiago Abascal sulla via dell’estremismo e del populismo. Gli imminenti scrutini del 10 novembre, secondo i sondaggi elettorali, dovrebbero vedere un ulteriore rafforzamento di Vox che dovrebbe superare il 10 per cento dei voti e che potrebbe diventare fondamentale qualora i partiti di centrodestra riescano, ma sembra improbabile, ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento.

Santiago Abascal è riuscito, negli anni, a farsi portavoce efficace delle istanze programmatiche di Vox. Tra queste, oltre al contrasto ad ogni forma di autonomismo regionale ed al separatismo, ci sono anche le critiche al multiculturalismo, all’immigrazione di massa dai Paesi musulmani, alla legge sulla violenza contro le donne (che dovrebbe essere sostituita da un provvedimento neutro che tuteli, indistintamente, tutte le persone a prescindere dal sesso) ed alle politiche liberali in tema di aborto. Vox si è anche espressa in favore della chiusura delle moschee più radicali e dell’espulsione degli imam fondamentalisti, di un maggiore euroscetticismo nelle relazioni con Bruxelles, del ritorno di Gibilterra sotto la sovranità di Madrid e di un allentamento alla restrizioni in merito al possesso di armi da parte dei privati cittadini. L’ideologia radicale di Vox ha portato, in alcuni casi, a contrasti con gli alleati di centrodestra come quando la branca locale del movimento ha rifiutato di osservare un minuto di silenzio, nell’assemblea regionale di Madrid, nei confronti di una donna uccisa dal marito di fronte alle figlie affermando, piuttosto, che la violenza non ha genere sessuale. Abascal, che possiede un arma per uso personale ed autodifesa, è comunque riuscito a persuadere una parte dell’elettorato circa l’adozione di politiche molto dure tanto contro il separatismo quanto in tema di moralità pubblica. Il prossimo esecutivo spagnolo dipenderà anche dalla performance elettorale di Vox.


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