Qin Gang è considerato un fedelissimo di Xi Jinping. Oggi è il ministro degli Esteri della Cina, dopo aver ricoperto la carica di ambasciatore cinese a Washington per tenere sotto controllo i delicati rapporti con il governo americano.
La Cina lo aveva scelto nel 2021 come nuovo ambasciatore della Repubblica Popolare presso gli Stati Uniti d’America. Funzionario navigato, combattivo e di lungo corso, il signor Qin ha accumulato una notevole esperienza durante i due mandati svolti nelle vesti di portavoce del Ministero degli Esteri.
Nel suo vecchio ruolo, Qin Gang è stato chiamato a rimodellare le relazioni tra Pechino e la Casa Bianca – relazioni arrivate al punto più basso degli ultimi decenni – e a portare avanti gli sforzi di Xi per far valere le istanze cinesi, direttamente dalla prima linea del fronte nemico.
Ex ambasciatore cinese in Usa
Nel luglio 2021 Qin Gang ha preso il posto di Cui Tiankai, il più longevo ambasciatore cinese a Washington, andato in pensione a 68 anni e in carica dal 2013. Qin è nato nel 1966 a Tianjin, città nella quale è cresciuto. Nel 1984 ha iniziato a frequentare l’Università di Relazioni Internazionali di Pechino, si è specializzato in Scienze della Politica internazionale e ha conseguito la laurea nel 1988.
Terminati gli studi, Qin ha lavorato alla United Press International a Pechino, tagliando ritagli stampa per corrispondenti esteri, prima di entrare al ministero degli Esteri. Qui è stato assegnato al Dipartimento degli affari dell’Europa occidentale, ruotando tra Pechino e Londra. In 18 anni di duro lavoro, Qin ha scalato varie posizioni, da aiutante junior a portavoce dello stesso ministero, carica ricoperta in due periodo dal 2006 al 2014.
Nello stesso lasso di tempo è stato anche vicedirettore del Dipartimento per l’Informazione sempre del ministero degli Esteri. Dal punto di vista diplomatico, Qin ha lavorato presso l’ambasciata cinese nel Regno Unito. Dal 2018 è uno dei viceministri degli esteri della Cina, e in particolare è responsabile della supervisione degli affari e del protocollo europei.
L'uomo di Xi
Pur non avendo nel suo curriculum esperienze negli Stati Uniti o studi inerenti ad affari americani, la Cina ha scelto di affidarsi a Qin. Per quale motivo? Semplice: l’ex ambasciatore cinese a Washington è considerato a tutti gli effetti un fedelissimo di Xi Jinping. Negli ultimi anni, Qin Gang ha infatti accompagnato il leader cinese in numerosi viaggi all’estero, tanto da esser stato considerato un “fidato aiutante di Xi”.
Il leader cinese e Qin sarebbero infatti legati da un forte legame di fiducia, fortificato grazie ai numerosi viaggi effettuati all’estero durante i quali il viceministro ha accompagnato il presidente. Nel corso della sua carriera, il signor Qin si è guadagnato la fama di funzionario combattivo, pronto a sostenere le istanze di Pechino in qualsiasi caso. “Cina e Stati Uniti, due grandi Paesi diversi per storia, cultura, sistema sociale e fase di sviluppo, stanno entrando in un nuovo ciclo di esplorazione, comprensione e adattamento reciproci. Entrambi devono cercare di trovare un modo per andare d’accordo”, ha detto al suo arrivo a Washington.
I compiti di Qin
Durante il suo mandato oltreoceano, Qin ha affrontato questioni spinose. Innanzitutto, negli anni passati, l’ambasciatore cinese si è coordinato con gli Stati Uniti per far fronte alle preoccupazioni presentate dalla Cina al vicesegretario di Stato Usa, Wendy Sherman, in visita a Tianjin. Tra le richieste principali di Pechino: l’allentamento delle restrizioni americane sui visti per gli studenti cinesi e i media ufficiali, ma anche la revoca delle sanzioni imposte su Xinjiang e Hong Kong.
Qin ha poi dovuto preparare il terreno in vista degli incontro tra Joe Biden e Xi Jinping nel G20 dello scorso ottobre. “L’uomo di Xi” è subito stato chiarissimo, dimostrando di aver lavorato, come ha del resto spiegato il diretto interessato in unaconferenza stampa, “per salvaguardare le fondamenta delle relazioni Cina-Usa, sostenere gli interessi condivisi dei due popoli e tentare di riportare le relazioni tra Cina e Stati Uniti sulla buona strada”.
Una scelta sorprendente
La decisione della Cina di aver inviato Qin Gang negli Stati Uniti ha lasciato perplessi moltissimi analisti. Qin, ambasciatore a tutti gli effetti per la prima volta, e per giunta senza esperienze in America, era diventato improvvisamente il più importante inviato all’estero di Pechino. Ha infatti avuto l’onere di guidare le relazioni tra le due maggiori economie mondiali, separate da temi di scontro quali il commercio, la tecnologia, i diritti umani, Taiwan e il Mar Cinese Meridionale.
Il Wall Street Journal lo ha definito “un diplomatico di carriera misurato piuttosto che un guerriero ad alto wattaggio”. Come ha sottolineato il sito China Soup, per via della sua lontananza professionale dalla gestione degli affari statunitensi, Qin non era nemmeno considerato un candidato remoto nella corsa per succedere a Cui. E invece, con una mossa a sorpresa, alla fine dello scorso anno, il profilo più indiziato a ricoprire la principale carica diplomatica negli Usa, Zheng Zeguang, è stato nominato ambasciatore del Regno Unito, liberandogli la strada verso Washington.
Alcuni esperti ritengono che la scelta di Qin sia collegata aalla fiducia che Xi e i massimi dirigenti cinesi ripongono in lui. In ogni caso,
Ministro degli Esteri
Qin è stato nominato 12esimo ministro degli Affari Esteri della Cina il 30 dicembre 2022 ed è stato rimosso dalla carica di ambasciatore cinese negli Stati Uniti d’America il 5 gennaio 2023. Nel nuovo ruolo, l’ex ambasciatore cinese negli Stati Uniti si è trovato subito ad affrontare la crisi ucraina.
In un discorso sulla sicurezza globale, nel febbraio 2023 ha dichiarato che Pechino era “profondamente preoccupata” per il conflitto in Ucraina che, in quei giorni, si stava “intensificando e persino andando fuori controllo”. La Cina ha rilevato il ministro “lavorerà con la comunità internazionale per promuovere il dialogoe la consultazione. Per affrontare le preoccupazioni di tutte le parti e cercare una sicurezza comune”.