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Chi è Qin Gang, il nuovo ambasciatore cinese a Washington

Un fedelissimo di Xi Jinping a Washington per tenere sotto controllo i delicati rapporti con il governo americano. La Cina ha scelto Qin Gang come nuovo ambasciatore della Repubblica Popolare presso gli Stati Uniti d’America. Funzionario navigato, combattivo e di lungo corso, il signor Qin ha accumulato una notevole esperienza durante i due mandati svolti nelle vesti di portavoce del Ministero degli Esteri. Nel suo nuovo ruolo, Qin Gang è chiamato a rimodellare le relazioni tra Pechino e la Casa Bianca – relazioni arrivate al punto più basso degli ultimi decenni – e a portare avanti gli sforzi di Xi per far valere le istanze cinesi, direttamente dalla prima linea del fronte nemico.

Qin Gang ha preso il posto di Cui Tiankai, il più longevo ambasciatore cinese a Washington, andato in pensione a 68 anni e in carica dal 2013. Qin è nato nel 1966 a Tianjin, città nella quale è cresciuto. Nel 1984 ha iniziato a frequentare l’Università di Relazioni Internazionali di Pechino, si è specializzato in Scienze della Politica internazionale e ha conseguito la laurea nel 1988.

Terminati gli studi, Qin ha lavorato alla United Press International a Pechino, tagliando ritagli stampa per corrispondenti esteri, prima di entrare al ministero degli Esteri. Qui è stato assegnato al Dipartimento degli affari dell’Europa occidentale, ruotando tra Pechino e Londra. In 18 anni di duro lavoro, Qin ha scalato varie posizioni, da aiutante junior a portavoce dello stesso ministero, carica ricoperta in due periodo dal 2006 al 2014.

Nello stesso lasso di tempo è stato anche vicedirettore del Dipartimento per l’Informazione sempre del ministero degli Esteri. Dal punto di vista diplomatico, Qin ha lavorato presso l’ambasciata cinese nel Regno Unito. Dal 2018 è uno dei viceministri degli esteri della Cina, e in particolare è responsabile della supervisione degli affari e del protocollo europei.

Pur non avendo nel suo curriculum esperienze negli Stati Uniti o studi inerenti ad affari americani, la Cina ha scelto di affidarsi a Qin. Per quale motivo? Semplice: il nuovo ambasciatore cinese a Washington è considerato a tutti gli effetti un fedelissimo di Xi Jinping. Negli ultimi anni, Qin Gang ha infatti accompagnato il leader cinese in numerosi viaggi all’estero, tanto da esser stato considerato un “fidato aiutante di Xi”.

Il leader cinese e Qin sarebbero infatti legati da un forte legame di fiducia, fortificato grazie ai numerosi viaggi effettuati all’estero durante i quali il viceministro ha accompagnato il presidente. Nel corso della sua carriera, il signor Qin si è guadagnato la fama di funzionario combattivo, pronto a sostenere le istanze di Pechino in qualsiasi caso. “Cina e Stati Uniti, due grandi Paesi diversi per storia, cultura, sistema sociale e fase di sviluppo, stanno entrando in un nuovo ciclo di esplorazione, comprensione e adattamento reciproci. Entrambi devono cercare di trovare un modo per andare d’accordo”, ha detto al suo arrivo a Washington.

Durante il suo mandato oltreoceano, Qin sarà chiamato ad affrontare questioni spinose. Innanzitutto, l’ambasciatore cinese dovrà coordinarsi con gli Stati Uniti per far fronte alle preoccupazioni recentemente presentate dalla Cina al vicesegretario di Stato Usa, Wendy Sherman, in visita a Tianjin. Tra le richieste principali di Pechino troviamo l’allentamento delle restrizioni americane sui visti per gli studenti cinesi e i media ufficiali, ma anche la revoca delle sanzioni imposte su Xinjiang e Hong Kong.

Per quanto riguarda l’immediato futuro, Qin avrà il compito di preparare il terreno in vista di un ipotetico faccia a faccia tra Joe Biden e Xi Jinping in vista del G20 di ottobre. In caso di fumata bianca, è possibile che il vertice possa essere addirittura coordinato dallo stesso Qin Gang. In ogni caso, “l’uomo di Xi” è stato chiarissimo: lavorerà, come ha spiegato in conferenza stampa, “per salvaguardare le fondamenta delle relazioni Cina-Usa, sostenere gli interessi condivisi dei due popoli e tentare di riportare le relazioni tra Cina e Stati Uniti sulla buona strada”.

La decisione della Cina di inviare Qin Gang negli Stati Uniti ha lasciato perplessi moltissimi analisti. Qin, ambasciatore a tutti gli effetti per la prima volta, e per giunta senza esperienze in America, è diventato improvvisamente il più importante inviato all’estero di Pechino. Avrà infatti l’onere di guidare le relazioni tra le due maggiori economie mondiali, separate da temi di scontro quali il commercio, la tecnologia, i diritti umani, Taiwan e il Mar Cinese Meridionale.

Il Wall Street Journal lo ha definito “un diplomatico di carriera misurato piuttosto che un guerriero ad alto wattaggio”. Come ha sottolineato il sito China Soup, per via della sua lontananza professionale dalla gestione degli affari statunitensi, Qin non era nemmeno considerato un candidato remoto nella corsa per succedere a Cui. E invece, con una mossa a sorpresa, alla fine dello scorso anno, il profilo più indiziato a ricoprire la principale carica diplomatica negli Usa, Zheng Zeguang, è stato nominato ambasciatore del Regno Unito, liberandogli la strada verso Washington.

Alcuni esperti ritengono che la scelta di Qin dipenda dalla fiducia che Xi e i massimi dirigenti cinesi ripongono in lui. In ogni caso, il signor Qin molto probabilmente comunicherà a Washington che Xi Jinping si aspetta che il suo paese inizi a essere trattato come una grande potenza, da pari a pari. E convincere gli Stati Uniti – e indirettamente non solo loro – sarà uno dei compiti di Qin Gang.