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Chi è Lehava, il movimento estremista anti-assimilazione

Prevenire l’assimilazione della Terra Santa è sia il nome che la missione di Lehava, il gruppo estremista che sta guadagnando sempre più consensi in Israele e in particolar modo a Gerusalemme. Il movimento, fondato nel 2015 da Bentzi Gopstein, chiede l’espulsione dei palestinesi, l’annessione della Cisgiordania (e non solo) allo Stato di Israele, il divieto di matrimoni misti e l’allontanamento dei cristiani dalla Terra Santa.

Il successo di Lehava è in crescita da quando la formazione Sionismo religioso, creata alla vigilia delle elezioni grazie agli sforzi di Benjamin Netanyahu, è riuscita ad entrare nella Knesset, segno dello spostamento sempre più a destra di una parte della popolazione israeliana.

Lehava è stato fondato nel 2005 dal 51enne Bentzi Gopstein, studente del rabbino Meir Kahane e seguace del Kahanismo, l’ideologia alla base del movimento politico Kach bandito da Israele negli anni Novanta. Il partito fu escluso dalle elezioni del 1988 e del 1992 e definitivamente sciolto nel 1994 sulla base della Legge elettorale che bandiva formazioni considerate razziste. Ad oggi, sia Kach che Kahane Chai – formazione nata nel 1990 dopo l’assassinio del rabbino Kahane – sono considerate organizzazioni terroristiche da Israele, Stati Uniti, Canada, Giappone ed Unione europea.

Nel 2015, secondo quanto riportato da Channel 2, l’allora ministro della Difesa Moshe Ya’alon aveva chiesto allo Shin Bet di raccogliere informazioni sul movimento per una eventuale classificazione quale entità terroristica. Tra gli idoli di Lehava, oltre a Kahane, vi è anche Baruch Goldstein, l’uomo che nel 1994 aprì il fuoco nella Moschea di Abramo a Hebron durante le preghiere per il Ramadan, causando la morte di 29 fedeli.

Come si legge sulla pagina ufficiale, il movimento nasce per proteggere le donne ebree, contrastando la nascita di relazioni con uomini appartenenti ad altre religioni o riportando sulla “retta via” le ragazze che si sono allontanate dalla comunità di appartenenza.

Alla base dell’ideologia di Kahane, a cui Lehava si ispira, vi è la creazione del Grande Israele, uno Stato unicamente ebraico che comprenda non solo la Cisgiordania, ma anche il Sinai egiziano, il Libano, la Siria e parte dell’Iraq. La creazione di una terra per i soli ebrei implica non solo l’espulsione degli arabi, ma anche di coloro che non appartengono alla religione ebraica.

Il movimento anti-assimilazione si è distinto fin dal primo momento per la sua totale avversione ai matrimoni misti, principale motore della tanto temuta assimilazione contro cui Lehava si batte. Emblematico a questo proposito fu l’opposizione che il gruppo dimostrò nel 2014 nei confronti del matrimonio tra il palestinese Mahmoud Mansour e Morel Malka, ebrea convertitasi all’islam. I seguaci di Lehava inscenarono delle vere e proprie proteste durante la celebrazione delle nozze per convincere Morel Malka a tornare sui suoi passi.

Ma a finire nel mirino del movimento estremista non sono solo gli arabi. Nel 2015, Gopstein organizzò delle manifestazioni contro la celebrazione del Natale in Israele, definendo i cristiani dei “vampiri” e chiedendone l’allontanamento dalla Terra Santa. “Gli ebrei non possono essere uccisi, ma possono essere convertiti”, aveva scritto al tempo Gopstein. “Dobbiamo cacciare questi vampiri prima che succhino nuovamente il nostro sangue”. Lo stesso anno, il fondatore di Lehava era anche stato interrogato dalla polizia dopo aver giustificato il rogo delle Chiese presenti in Israele in quanto luoghi di culto di falsi idoli. Una convinzione in linea con il Kahanismo, secondo cui anche la Moschea al-Aqsa a Gerusalemme dovrebbe essere rasa al suolo per costruire al suo posto il Terzo Tempio.

Le elezioni di marzo 2021 e le proteste che hanno infiammato Gerusalemme il mese seguente sono due eventi importanti per capire l’attuale successo di Lehava. I movimenti khanisti erano assenti dallo spettro parlamentare israeliano dagli anni Ottanta, ma le ultime elezioni hanno sancito l’entrata nella Knesset di Sionismo religioso, una formazione di estrema destra erede del partito Kach. Al suo interno vi è anche Otzma Yehudit (Potere ebraico) dell’avvocato Itamar Ben-Gvir, considerato una delle figure più influenti all’interno di Lehava. L’entrata in Parlamento di Sionismo religioso e la possibilità che faccia parte del prossimo governo preoccupano buona parte dell’opinione pubblica israeliana, ma sono il segno di un costante spostamento sempre più a destra di una parte dell’elettorato.

Il movimento può anche fare affidamento sulla tacita approvazione delle autorità nei confronti delle sue manifestazioni. A fine aprile i seguaci di Lehava hanno organizzato una marcia di protesta a Gerusalemme scandendo slogan come “Morte agli arabi” e attaccando i passanti senza alcun ostacolo da parte delle forze dell’ordine, che hanno invece represso duramente le manifestazioni dei palestinesi svoltesi negli stessi giorni.