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Chi è Hu Jintao, l’ex presidente della Cina

Hu Jintao è stato il presidente della Repubblica Popolare Cinese dal marzo 2003 al marzo 2013. Successore di Jiang Zemin e predecessore di Xi Jinping, è con lui al timone che la Cina ha spiccato il volo in campo internazionale, tanto dal punto di vista economico che politico. Nonostante l’ascesa cinese abbia coinciso per lo più con il suo doppio mandato, Hu Jintao ha sempre evitato di finire al centro dell’attenzione, mostrando un atteggiamento sobrio e misterioso (l’esatto contrario di Xi). È stato definito il leader più importante della cosiddetta “quarta generazione” dei comunisti cinesi, composta dalla schiera dei sessantenni maturati negli anni del boom industriale.

Nasce nel 1942 a Taizhou, città-prefettura situata nella provincia dello Jiangsu, sulla costa orientale cinese. I suoi antenati provenivano da Jixi, dove vissero finché il nonno non si trasferì a Jiangyan, uno dei distretti di Taizhou. Hu Jintao, appertenente alla fascia povera della classe piccola borghese, è stato fin da subito uno studente talentuoso. Il padre, Hu Jingzhi, gestiva un piccolo negozio di tè, mentre la madre morì quando il piccolo Hu aveva appena sette anni.

Il giovane fu quindi in gran parte allevato dalla zia. Aderì alla Lega della Gioventù Comunista, considerata essere l’ala riformatrice del Partito Comunista Cinese (Pcc) e si unì al partito ancor prima dello scoppio della Rivoluzione culturale cinese, ai tempi della frequentazione dell’Università Tsinghua di Pechino. Nella capitale, Hu ha studiato ingegneria idroelettrica e si è laureato nel 1965. Qui conosce Liu Yongqing, la ragazza che diventerà sua moglie e gli darà due bambini, un figlio e una figlia.

Al termine degli studi, diventa assistente universitario per poi trasferirsi nel Gansu, per lavorare presso un impianto idroelettrico. Accanto agli impegni professionali, Hu non ha mai smesso di essere politicamente attivo, tanto da farsi strada nelle gerarchie del Ministero della Tutela dell’Acqua e dell’Energia.

La gioventù di Hu coincise con la Rivoluzione culturale. Durante la campagna contro i borghesi suo padre fu espropriato del piccolo negozio di tè, salvo poi essere accusato di peculato e processato pubblicamente in piazza dalle Guardie Rosse. L’uomo fu quindi incarcerato fino al 1978, anno della liberazione. Morì di stenti a 50 anni non appena uscito di prigione.

Nel 1974 Hu Jintao ricopre la carica di segretario del dipartimento dell’edilizia del Gansu. Nel giro di poco tempo, diventa vice capo dello stesso dipartimento. Nel 1981 vola a Pechino assieme alla figlia di Deng Xiaoping, Deng Nan, per seguire un corso di formazione alla Central Party School. Un anno dopo, Hu viene trasferito nella capitale e nominato alla segreteria del Comitato Centrale della Lega della Gioventù Comunista. La carriera del giovane spicca il volo nel 1985, quando diventa governatore provinciale del Guizhou, una provincia rurale e lontana dalle sedi del potere.

Eppure qui, nel 1987, Hu ottiene un avviso del partito per la sua ottima e attenta gestione delle proteste studentesche avvenute nel medesimo anno. Nel 1988 è promosso a capo del Pcc nell’irrequieta regione autonoma del Tibet. Nel 1989 silenzia le proteste che scuotono la regione e riceve, ancora una volta, il plauso da parte del governo centrale di Pechino.

Hu Jintao

La strada è ormai spianata e Hu è pronto al grande salto. Durante il XIV Congresso Nazionale del Pcc, nel 1992, il mentore di Hu Jintao, Song Ping, lo raccomanda come possibile futuro leader della Cina. A soli 49 anni, Hu diventa così uno dei sette membri del Comitato permanente del Politburo, la crème de la crème della leadership del Partito Comunista Cinese.

Nel 1993 viene confermato erede apparente di Jiang Zemin, mentre nel 1998 diventa vicepresidente della Repubblica Popolare e, nel 2002, segretario generale del Pcc. La scalata si completa con la nomina a presidente della Repubblica (2003) e presidente della Commissione militare centrale (2004).

Tre sono gli aspetti principali che, tra gli altri, hanno caratterizzato la sua leadership: 1) ha inaugurato una linea tecnocratica con l’obiettivo ultimo di conservare la stabilità interna alla nazione per la prosecuzione della crescita economica; 2) al contrario di Xi Jinping non ha mai voluto stringere i muscoli per proiettare un’immagine della Cina come super potenza; e 3) in politica estera ha spinto per far passare Pechino come fautore di uno sviluppo pacifico.

Hu Jintao e Rupert Murdoch

La presidenza Hu Jintao è stata caratterizzata da una trasformazione nazionale che non ha eguali nella storia della Cina moderna, fatto salvo il periodo delle aperture di Deng Xiaoping. Nei dieci anni in cui ha presieduto il Paese, Pechino ha subito molteplici e radicali trasformazioni. La Cina è diventata la seconda economia mondiale, ha centrato tutti gli obiettivi che il Pcc aveva fissato per il millennio (per giunta prima del previsto) e ha ospitato le storiche Olimpiadi di Beijing del 2008, evento che ha consentito al Dragone di compiere un deciso passo avanti nella modernizzazione nazionale.

La guida di Hu Jintao si è scontrata con qualcosa di molto simile all’attuale pandemia di Covid-19. Nel 2003 la Cina ha infatti dovuto fare i conti con lo scoppio dell’epidemia di Sars. All’epoca, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) criticò Pechino per aver inizialmente cercato di oscurare quanto stava accadendo e aver poi reagito con lentezza. In ogni caso, Hu è riuscito a superare anche questo ostacolo.

Hu Jintao e Barack Obama

Possiamo dire che, in un certo senso, Hu Jintao ha preparato il terreno per l’ascesa della Cina di Xi Jinping. Seppur definito dallo studioso Kerry Brown “sovrano silenzioso”, Hu ha dato una notevole scossa alla storia della Repubblica Popolare. Il predecessore di Xi, considerato piuttosto liberale, ha coniato le idee di società armoniosa e ascesa pacifica. Già spiegato il secondo concetto, secondo il modello della società armoniosa, i successi economici della Cina dovevano essere portati anche nelle zone rurali mediante una maggiore libertà personale (attenzione: non certo politica), più impresa privata e più sostegno da parte dello stato.

Dulcis in fundo, è importante segnalare un altro contributo ideologico dato da Hu Jintao al socialismo con caratteristiche cinesi, composto dalla Teoria di Deng Xiaoping, dal pensiero delle Tre Rappresentanze di Jiang Zeming e dal Concetto di Sviluppo Scientifico di Hu. Con questo termine, il Pcc intende dare priorità allo sviluppo, mettere al centro le persone e considerare come condizioni fondamentali di questo sviluppo i criteri di completezza, equilibrio e sostenibilità.