Cos’è l’Alba, l’Alleanza Bolivariana per le Americhe

 

L’Alleanza Bolivariana per le Americhe (Alba) è un’organizzazione regionale che mira a favorire l’integrazione e la cooperazione tra diversi Stati dei Caraibi e dell’America Latina. L’Alba è nata su iniziativa del defunto presidente venezuelano Hugo Chávez e di Fidel Castro ed ha visto la luce nel dicembre del 2004. L’organizzazione regionale si contrappone alle iniziative politiche ed economiche degli Stati Uniti in America Latina e mira alla creazione di un polo progressista in grado di cooperare e di integrarsi. L’iniziativa ha conosciuto fasi alterne: ha riscosso maggiore successo in una prima fase, quando il Venezuela non era ancora scosso dalla grave crisi socio-politica ed il presidente Chávez era ancora in vita mentre in un secondo momento ha vissuto una profonda decadenza ed il ritiro di alcuni Paesi membri.

 

 

La nascita dell’Alba è da ricercarsi nell’iniziativa politica del defunto presidente venezuelano Hugo Chávez che, nel dicembre del 2004, stipulò un accordo di cooperazione medica ed energetica con Cuba. Caracas iniziò ad inviare quasi centomila barili di petrolio al giorno ( a prezzi molto favorevoli) all’Avana mentre Cuba si impegnò a dispiegare ventimila tra medici ed insegnanti nelle aree più povere del Venezuela. Nel corso degli anni una serie di Paesi progressisti dell’America Latina si interessarono all’iniziativa venezuelana e decisero di aderire: dalla Bolivia di Evo Morales nel 2006 al Nicaragua di Daniel Ortega nel 2007 passando per l’Ecuador nel 2009. Altri Paesi sono poi entrati a far parte dell’Alba nel corso del tempo: Antigua e Barbuda, Dominica, Grenada, San Kitts e Nevis, Santa Lucia e San Vincent e Grenadine.

Tre spinte ideologiche di fondo hanno ispirato le azioni dell’Alba: il Socialismo del XXI secolo, un modello economico comunista basato anche sugli scritti del pensatore messicano Heinz Dieterich che favorisce la sostituzione della democrazia rappresentativa con la democrazia partecipata; l’istituzionalizzazione del conflitto radicale con il polo imperialista e capitalista guidato dagli Stati Uniti e la promozione di una rivoluzione radicale internazionale che possa favorire la creazione di “un nuovo ordine globale”. In questo senso vanno analizzati i contatti avuti con gruppi come Hezbollah e le Farc colombiane.

Tra i principali obiettivi dell’organizzazione c’è quello di alleviare la povertà e promuovere l’implementazione di riforme socio-economiche attraverso accordo commerciali che tengano conto dell’esigenze dei singoli Stati e non delle politiche di mercato. Per favorire questo scopo è stata creata, nel 2008 e con sede a Caracas, l’Alba Bank, che gestisce il denaro necessario per finanziare i progetti di sviluppo nella regione. Nel 2009, invece, i Paesi aderenti hanno creato ed adottato il Sucre, una valuta elettronica che ha l’obiettivo di ridurre l’uso del dollaro americano da parte degli Stati membri. L’ambizione di favorire lo sviluppo dell’America Latina e dei Caraibi viene perseguita attraverso un modello d’integrazione ispirato dalle azioni del patriota venezuelano Simon Bolivar e dell’eroe nazionale cubano Jose Marti. L’Alleanza Bolivariana ha natura economica, politica e sociale e si erge in difesa dell’indipendenza, dell’autodeterminazione e delle identità di chi vi prende parte. In diverse pubblicazioni l’Alba si è auto definita come anti-imperialista, anti-liberista e persino anti-capitalista ed in favore di solidarietà, cooperazione e complementarità.

La leadership e la personalità di Hugo Chávez hanno giocato un ruolo importante all’interno dell’Alba: l’uso delle immense risorse petrolifere venezuelane ha consentito al defunto presidente di esportare il modello Caracas nel resto dell’America Latina e di coalizzare una serie di Paesi della regione. L’accordo Petrocaribe si è rivelato fondamentale per raggiungere questo obiettivo: il Venezuela si è impegnato a fornire greggio a prezzi politici ad altri Paesi partner mediante crediti a costo bassissimo da restituire entro venticinque anni. Alcuni partiti di sinistra, come in Ecuador e Bolivia, sono riusciti a sfruttare queste condizioni per imporsi alle elezioni e rafforzare l’Alba.  L’abbondanza di greggio aveva consentito al Venezuela di divenire uno dei maggiori importatori di beni provenienti dall’area latinoamericana e di fornire assistenza finanziaria agli alleati. Il Nicaragua, ad esempio ricevette 2.4 miliardi di dollari in aiuti finanziari tra il 2008 ed il 2012. Caracas si impegnò poi ad acquisire miliardi di dollari in bond argentini per aiutare Buenos Aires a riprendersi dopo il default. La malattia e poi la scomparsa del Capo di Stato venezuelano, avvenuta il 5 marzo del 2013, hanno invece portato ad un deterioramento nel funzionamento dell’Alba. Nicolas Maduro e gli altri leader regionali non avevano, infatti, lo stesso carisma del fondatore Hugo Chavez.

L’Alleanza Bolivariana per le Americhe è sempre meno rilevante sullo scacchiere regionale, in primis a causa della grave crisi che sta attraversando la sinistra latinoamericana. Il Venezuela versa, ormai da anni, in uno stato di precarietà. L’economia del Paese ha cominciato a collassare a partire dal 2014 con ricadute sulla tenuta sociale. Diversi milioni di venezuelani hanno lasciato la nazione mentre una parte di chi è rimasto non è in grado di essere autosufficiente dal punto di vista alimentare. Il sistema politico risente delle tensioni tra la presidenza di Nicolas Maduro e l’opposizione guidata da Juan Guaido, che una parte della comunità internazionale riconosce come leader del Paese. Il crollo del Venezuela ha dunque indebolito la stabilità dell’Alba. L’Ecuador, guidato dal presidente Lenin Moreno (progressista ma delle tendenze moderate), ha abbandonato l’Alleanza Bolivariana nel 2018 mentre la Bolivia ha lasciato l’Alba nel 2019. L’esecutivo ad interim e dalle tendenze conservatrici guidato da Jeanine Anez non condivideva le priorità politiche del predecessore Evo Morales. Nel resto della regione latinoamericana, invece, diversi esecutivi progressisti, come in Brasile, Cile ed Uruguay, sono stati sostituiti da governi conservatori e ciò ha inibito il potenziale espansivo dell’Alba.

L’Alleanza Bolivariana per le Americhe ha una struttura organica. La massima autorità viene esercitata dal Consiglio dei Presidenti dell’Alba mentre sono presenti anche altri organismi come il Consiglio Politico, presieduto dai Ministri degli Esteri ed il Consiglio Economico, a cui prendono parte i ministri dell’Economia, delle Finanze e dello Sviluppo. I lavori del Consiglio Sociale vertono principalmente sulle tematiche di salute, educazione e lavoro. Il Consiglio dei Movimenti Sociali vede la partecipazione di movimenti anti-imperialisti dei Paesi membri e non membri. I Consigli supportano, per ciò che concerne le tematiche di appartenenza, il Consiglio Presidenziale. Gli Accordi Commerciali Popolari (TCP) mirano invece a promuovere, sin dal 2006, il commercio nella regione sulla base di solidarietà, cooperazione e complementarità.