La portaerei Uss Ronald Reagan

La Uss Ronald Reagan (Cvn-76) è la nona portaerei a propulsione nucleare su dieci della classe Nimitz entrate in servizio nell’Us Navy.

L’unità prende il nome dal 40esimo presidente degli Stati Uniti, in carica dal 1981 al 1989, ricordato soprattutto per aver posto le basi e spinto per il termine della Guerra Fredda insieme all’allora Segretario Generale del Pcus Mikhail Gorbachev.

Il suo motto è “Peace through strenght” mentre il suo call sign, ovvero il nominativo radio in codice, è Gipper. La portaerei era di base alla Nas (Naval Air Station) di North Island, a Coronado nei pressi di San Diego in California, ma è successivamente passata alla base navale di Yokosuka, in Giappone, sede della Settima Flotta. Curiosamente l’unità navale è stata la prima portaerei a prendere il nome di un presidente americano mentre era ancora in vita.

Lunghezza:
fuori tutto 332,8 metri;
alla linea di galleggiamento 317 metri;

Larghezza:
massima 76,8 metri;
alla linea di galleggiamento 40,8 metri;

Pescaggio: 11,3 metri (max 12,5 metri);

Velocità massima: più di 30 nodi (56 km/h);

Autonomia: illimitata, il combustibile nucleare ha una durata stimata di 20/25 anni;

Dislocamento: 103.900 tonnellate a pieno carico, 101mila standard;

Equipaggio: 3200 uomini più altri 2480 del gruppo di volo;

La Ronald Reagan segue il disegno di tutte le unità della medesima classe Nimitz: presenta una sovrastruttura ad isola sul lato di dritta del ponte di volo che ha un’angolazione aumentata a 9,15 gradi a differenza delle precedenti unità. L’isola è stata ridisegnata ed è sede dei ponti di comando della nave e del gruppo di volo oltre che dei sistemi radar, di comunicazione e delle altre dotazioni elettroniche.

La nave ha quattro ascensori (tre sulla dritta ed uno a sinistra) che collegano l’hangar al ponte di volo che ha un’estensione totale di 1,8 ettari, su di esso sono presenti quattro catapulte a vapore e tre cavi di arresto. Anche il bulbo di prora è stato ridisegnato conferendo alla nave maggiore stabilità e velocità. Non è presente il torrione (mast) che ospita i radar a poppavia dell’isola e questa particolare modifica insieme alle altre fa rientrare la Ronald Reagan, con la George W. Bush, nella sottoclasse omonima delle portaerei Nimitz.

La portaerei è spinta da quattro eliche a cinque pale montate su quatto alberi che si innestano ad altrettanti gruppi turboriduttori collegati a due reattori nucleari Westinghouse A4W per una potenza erogata complessiva di 260mila cavalli (194 Megawatt).

Il costo complessivo della nave, al momento dell’ingresso in servizio, è stato di 4,5 miliardi di dollari.

La portaerei Reagan è dotata di diversi sistemi radar e svariati sensori elettronici per effettuare le operazioni navali, di volo, per la comunicazione e l’autodifesa. Essi sono, in dettaglio:

  • Il radar tridimensionale da ricerca aerea SPS-48E
  • Il radar bidimensionale da ricerca aerea SPS-49(A)1
  • Il radar per il controllo del fuoco SPQ-9B
  • Due radar per il controllo del traffico aereo tipo SPN-46
  • Un radar per il controllo del traffico aereo SPN-43C
  • Un radar per il sistema di atterraggio strumentale SPN-41
  • Tre radar di controllo del fuoco Nssm (Nato Seasparrow Surface Missile) tipo Mk91
  • Tre radar Mk95 per il controllo del fuoco
  • Un sistema di contromisure elettroniche SLQ-32A(V)4
  • Un sistema di contromisure siluri SLQ-25A Nixie
  • Il sistema di comunicazione ICAN (Integrated Communication Advanced Network)

La Reagan imbarca per l’autodifesa due lanciatori per missili Mk57 Mod.3 Seasparrow, due RIM-116 Rolling Airframe Missile (Ram) capaci di contrastare anche i missili da crociera, oltre a quattro sistemi Mk15 Phalanx da 20 millimetri per la difesa di punto (Ciws – Close-in Weapon System).

La portaerei è in grado di ospitare un gruppo di volo composto da un massimo di 90 velivoli ad ala fissa o rotante. Questo è composto, tipicamente, da 9 stormi (7 di aerei e due di elicotteri) comprendenti F/A-18, EA-18G, E-2, C-2, MH-60S ed MH-60R.

La portaerei Reagan è stata ordinata l’8 dicembre del 1994, impostata presso i cantieri navali di Newport News (Virginia) il 12 febbraio 1998. Il varo è avvenuto il 4 marzo 2001 ed è entrata in servizio nella Us Navy il 12 luglio del 2003.

La prima uscita in mare avviene pochi giorni dopo, il 21 luglio.

Il 10 maggio del 2004 un F-14 Tomcat del VF-213 “Black Lions” decolla per l’ultima volta dal ponte della Reagan.

Il 27 maggio la portaerei lascia il porto di Norfolk diretta a San Diego, dove arriverà il 23 luglio, doppiando Capo Horn.

L’11 gennaio del 2005 l’unità parte da San Diego per una serie di operazioni di routine nel Pacifico Orientale e per lanciare due velivolo C-2A Greyhound diretti verso le Hawaii in supporto dell’operazione Unified Assistance a seguito del terribile maremoto del 26 dicembre 2004 che ha colpito l’area dell’Oceano Indiano.

Il 17 gennaio un marinaio muore a seguito di ustioni durante attività di manutenzione delle valvole delle catapulte.

Il 4 gennaio del 2006 la Reagan lascia San Diego per partecipare alle operazioni di lotta al terrorismo globale.

Il 28 gennaio del 2006 un F/A-18C Hornet del VFA-25 si schianta in mare mentre è in fase di appontaggio mentre la portaerei incrocia 120 miglia a sudest di Brisbane (Australia). Il pilota riesce a lanciarsi e non riporta ferite.

Il 22 febbraio gli F/A-18E Super Hornet del VFA-115 diventano i primi velivoli lanciati dal ponte della Reagan a sganciare bombe su obiettivi in supporto dell’operazione Iraqi Freedom.

Il 29 maggio si concludono le operazioni nell’area della Quinta Flotta e la Reagan fa rotta per San Diego dove arriverà il sei luglio: lo stormo imbarcato, il CVW4 (CarrierVessel Wing 4) ha accumulato più di 6100 sortite e 19600 ore di volo di cui 14200 per l’operazione Iraqi Freedom (pari a 2940 sortite).

Il 27 gennaio del 2007 la Reagan lascia San Diego per un dispiegamento di massa nel Pacifico Occidentale in forza del Fleet Response Plan dell’Us Navy (Frp).

Il 9 febbraio la portaerei entra nella zona di operazioni della Settima Flotta.

Il 20 aprile l’unità torna a San Diego.

Il 19 maggio la Reagan riprende il mare per dirigersi nel Pacifico sempre in zona operazioni della Settima e della Quinta Flotta e vi rimarrà sino al 25 novembre quando torna in patria. Al termine del dispiegamento operativo il suo gruppo di volo fa registrare 1150 sortite nel Sud dell’Afghanistan.

28 maggio 2009 – 21 ottobre 2009: nuovo dispiegamento nell’area indopacifica in supporto all’operazione Enduring Freedom in Afghanistan.

2 febbraio 2011 – 9 settembre 2009: ancora un turno operativo nella zona di operazioni della Settima e Quinta Flotta.

Il 31 agosto del 2015 la portaerei lascia San Diego diretta a Yokosuka che diventa il suo porto di stanza.

Il 15 ottobre la nave lascia il Giappone per il suo primo pattugliamento nel Pacifico Occidentale come parte del dispositivo Fdnf, Forward Deplyed Naval Forces.

Il 18 ottobre un E-2C Hawkeye subisce un piccolo incendio di origine elettrica mentre è nell’hangar della portaerei.

Il 18 giugno la portaerei conduce operazioni congiunte con la Uss John Stennis mentre incrocia a est dell’isola di Okinawa e durante una missione di pattugliamento durata sette settimane.

Dal 3 settembre al 21 novembre nuovo pattugliamento nel Pacifico Occidentale.

Ancora un lungo pattugliamento nelle acque diventate turbolente di quella parte del Pacifico tra il 16 maggio ed il 9 agosto del 2017 ed ancora tra l’8 settembre ed il 4 dicembre. Durante quest’ultimo, il 22 novembre, un C2-A Greyhound precipita in mare circa 90 miglia a nordovest dell’atollo di Okinotorishima con la perdita di tre membri di equipaggio.

Dal 29 maggio al 24 luglio 2018 nuova crociera di pattugliamento nel Pacifico Occidentale a cui ne seguirà una seconda tra il 14 agosto ed il 5 dicembre: durante quest’ultima avvengono due incidenti con la perdita di un elicottero MH-60R Seahawk che impatta sul ponte di volo subito dopo il decollo per un guasto (19 ottobre) e di un F/A-18F Super Hornet che precipita nel Mar delle Filippine (12 novembre), entrambi senza perdite umane.

Il 2019 vede la portaerei impegnata in altre due crociere di pattugliamento nella stessa area di operazioni della Settima Flotta, tra il 22 maggio e il 24 agosto e tra il 14 settembre e il 2 novembre, che non fanno registrare particolari degni di nota.

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