Il sistema antinave Bastion: il killer delle portaerei americane

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Il K-300P Bastion-P  (SS-C-5 “Stooge” in codice Nato) è un sistema missilistico mobile di fabbricazione russa per la difesa costiera. Anche noto con la denominazione 3K55, utilizza i missili P-800 Oniks prodotti dalla NPO Mashinostroyeniya, con sede a Reutov nell’Oblast di Mosca.

Il sistema Bastion, di cui esiste anche una versione fissa nota come Bastion-S, nasce nei primi anni Novanta come sostituto del sistema 4K44 Redut (SS-C-1 “Sepal”) ed i primi tre sistemi sono stati consegnati alle forze armate della Federazione russa nel 2010.

Il Bastion è ottimizzato per colpire diversi bersagli di superficie comprendendo anche le portaerei con la loro scorta, navi anfibie, mezzi da sbarco di vario tipo e convogli di mercantili o unità da guerra. In qualche caso il sistema può anche operare contro bersagli terrestri.

La versione standard di una batteria di Bastion consiste in quattro lanciatori tipo K-340P Tel (Transporter Erector Launcher) con sistema Vls (Vertical Launch System) basati sullo chassis del veicolo 8×8 Mzkt-7930 di fabbricazione bielorussa, ciascuno dotato di due tubi di lancio per il missile P-800 Oniks.

A questi si aggiungono uno o due veicoli comando K-380R 6×6 tipo Kamaz 43101 in grado di controllare sino a 12 veicoli di lancio, un veicolo di supporto al lancio (per manutenzione) e quattro veicoli di caricamento K-342R, anche questi ultimi basati sul veicolo 8×8 Mzkt-7930.

Il sistema opera solitamente con il radar costiero mobile Monolit-B  per l’individuazione ed il tracciamento dei bersagli oppure con elicotteri appositamente modificati come il Kamov Ka-31 o con velivoli assimilabili per concetto agli Awacs occidentali come il Beriev A-50U.

Il Monolit-B è un radar costiero mobile a lungo raggio con caratteristiche “oltre l’orizzonte” per la scoperta ed il tracciamento dei bersagli di superficie e aerei. Capace di operare sia attivamente sia passivamente – ed in questa ultima modalità ha caratteristiche “oltre l’orizzonte” – ha in sé tecnologia identification friend or foe per il riconoscimento dei bersagli.

In fase attiva la sua portata è compresa tra i 35 e i 100 chilometri, a seconda dell’altitudine a cui è posizionato, mentre in fase passiva questa sale a 450 chilometri. In condizioni di “super rifrazione”, la portata attiva del Monlit-B può arrivare a 250 chilometri.

Può ingaggiare sino a 10 bersagli contemporaneamente e fornire guida attiva ai missili ad una distanza di 30 chilometri mentre può monitorarne un massimo di 200, tracciando complessivamente 50 bersagli di superficie in modalità passiva, oppure 30 in modalità attiva.

Anche il Monolit-B è montato sullo chassis 8×8 tipo Mzkt-7930 ed è in grado di essere operativo entro 5 minuti dal suo schieramento.

Il missile P-800 Oniks, anche noto come 3M55 (SS-N-26 “Strobile” in codice Nato), è uno dei più letali missili antinave attualmente in servizio attivo. Il suo sviluppo è cominciato nel 1983 ed è entrato in servizio nel 2002, venendo utilizzato principalmente sui sottomarini, nei sistemi di difesa costiera come il Bastion, ed anche in alcune unità di superficie.

Il missile utilizza la propulsione tipo ramjet a carburante liquido (cherosene) che entra in funzione dopo che un booster a propellente solido lo ha accelerato alla velocità di crociera che varia tra Mach 1,5 a bassa quota e 2,6 ad alta quota .

La sua portata è compresa tra i 120 chilometri in modalità lo-lo con caratteristiche di sea skimming – ovvero di volo a pelo delle onde per rendere difficile la scoperta e l’intercettazione – ed i 300 chilometri in modalità hi-lo , sebbene qualche fonte riporti che la versione per le Forze Armate Russe sia in grado di raggiungere i 600 chilometri.

Il missile, utilizzato anche in una variante aviolanciabile più leggera, è lungo 8,6 metri ed ha un diametro di 670 millimetri. Il peso massimo è di 3000 chilogrammi ed ha una testata bellica, del tipo esplosivo ad alto potenziale e perforante, del peso di 200 chilogrammi.

Il suo sistema di guida, del tipo fire and forget, è inerziale passivo e attivo per la fase di crociera mentre per la guida terminale utilizza un radar attivo/passivo a due canali. La guida terminale è modulare e comprende un’antenna, un trasmettitore, un ricevitore, un processore ed un dispositivo integrato di autodiagnostica. L’Oniks monta anche un ricevitore/analizzatore di scoperta radar che gli permette intraprendere manovre evasive.

A una distanza compresa tra i 60 e gli 80 chilometri dal bersaglio il missile accende il radar attivo per la ricerca dell’obiettivo, successivamente, una volta individuato, questo viene spento ed il radar passa in modalità passiva dai 25-30 chilometri sino all’impatto.

Il missile è pensato per operare in un ambiente elettronico fortemente ostile ed è immune ad una vasta gamma di contromisure elettroniche. Inoltre è anche indifferente ai sistemi di interferenza passiva come i dipoli (chaff) e riflettori angolari, adattandosi all’ambiente ostile grazie ad un certo livello di intelligenza artificiale che gli permette anche di distinguere, con un discreto livello di approssimazione, tra i bersagli in modo da stabilire una priorità, scegliere la strategia di attacco migliore e colpire l’obiettivo prescelto escludendo errori di manovra e neutralizzando le possibili contromisure del nemico inclusi i falsi bersagli.

La capacità di discernere tra i bersagli viene fornita al missile prima del lancio dai sistemi di comando e controllo che, ad esempio, immettono nel software dell’Oniks il profilo di attacco per un Carrier Strike Group, per un convoglio, o per un gruppo di navi anfibie e mezzi da sbarco. In questo modo, con il profilo di missione già sommariamente indicato, il missile si dirigerà autonomamente verso il bersaglio di maggior valore.

Il missile è anche ricoperto da materiale radar-assorbente e, sommate tutte queste caratteristiche, è un’arma in grado di poter colpire il bersaglio con un’alta percentuale di probabilità secondo molti analisti, sebbene l’Oniks ad oggi non sia mai stato ancora utilizzato in combattimento.

La versione per l’export del missile prende il nome di Yakhont e ne esiste anche una prodotta da un consorzio russo-indiano che prende il nome di Brahmos.

Il sistema Bastion è stato esportato in Vietnam (due batterie con 40 missili), Indonesia (4 Vls imbarcati sulle fregate classe Ahmad Yani con 50 missili) e Siria (due batterie con 72 missili consegnate nel 2011). In Russia sono entrati in servizio in totale 12 batterie di Bastion-P di cui, in particolare, 3 nel distretto della Flotta del Mar Nero (di cui uno in Crimea), due in quello della Flotta del Nord, uno nella flotta del Baltico (a Kaliningrad) e due in quella del Pacifico. Nel novembre del 2016 la Russia ha schierato un sistema Bastion-P in Siria, 13 chilometri a nord-ovest della cittadina di Masyaf (località nell’interno tra Tartus e Khmeimim), che è entrato in azione contro obiettivi terrestri dell’Isis.

Il sistema Bastion, insieme ai sistemi da difesa aerea tipo S-300 e 400 e ai missili balistici tattici tipo Iskander M costituisce le “bolle difensive” A2/AD (Anti Access / Area Denial) della Russia.

Il nuovo missile ipersonico Zircon attualmente in fase di sviluppo, è compatibile con il sistema Bastion-P e secondo alcune fonti sarebbe stato utilizzato nel conflitto siriano.