La portaerei George H.W. Bush

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La Uss George H.W. Bush (Cvn-77), è la decima ed ultima portaerei a propulsione nucleare della classe Nimitz, ed in particolare è la seconda della sottoclasse Ronald Reagan che prende il nome dell’omonima unità, la prima a differire, per alcune soluzioni costruttive, dalle precedenti Nimitz e Theodore Roosevelt. L’unità prende il nome dal 41esimo presidente degli Stati Uniti ed ex direttore della Cia famoso soprattutto per l’intervento nella Prima Guerra del Golfo e per il rovesciamento del regime del generale Noriega a Panama.

Il suo motto è “Freedom at work” mentre il suo call sign, ovvero il nominativo radio, è Avenger, ovvero lo stesso nome del velivolo aerosilurante della Us Navy pilotato da George H.W. Bush durante il suo servizio nella Seconda Guerra Mondiale. La portaerei è di stanza a Norfolfk, in Virginia ed è la seconda unità di questo tipo, dopo la Reagan, a prendere il nome da un ex presidente Usa ancora in vita.

Lunghezza:
fuori tutto 332,8 metri;
alla linea di galleggiamento 317 metri;

Larghezza:
massima 76,8 metri;
alla linea di galleggiamento 40,8 metri;

Pescaggio: 11,3 metri (max 12,5 metri);

Velocità massima: più di 30 nodi (56 km/h);

Autonomia: illimitata, il combustibile nucleare ha una durata stimata di 20/25 anni;

Dislocamento: 103.600 tonnellate a pieno carico, 101mila standard;

Equipaggio: 3200 uomini, 2480 del gruppo di volo e altri 70 in qualità di nave ammiraglia

La George H.W. Bush segue il disegno generale di tutte le unità della medesima classe Nimitz: presenta una sovrastruttura ad isola sul lato di dritta del ponte di volo che ha un’angolazione aumentata a 9,15 gradi a differenza delle precedenti unità. L’isola è stata ridisegnata, rimpicciolita e spostata leggermente a prua ed è sede dei ponti di comando della nave e del gruppo di volo oltre che dei sistemi radar, di comunicazione e delle altre dotazioni elettroniche di tipo migliorato. La nave ha quattro ascensori (tre sulla dritta ed uno a sinistra) che collegano l’hangar al ponte di volo che ha un’estensione totale di 1,8 ettari, su di esso sono presenti quattro catapulte a vapore tipo C13-2 e tre cavi di arresto tipo Mk7 mod-3. Anche il bulbo di prora è stato ridisegnato conferendo alla nave maggiore stabilità e velocità. Non è presente il torrione (mast) che ospita i radar a poppavia dell’isola. Le eliche, pesanti ciascuna 30 tonnellate, hanno un disegno di tipo diverso rispetto alle altre unità della classe Nimitz (Uss Ronald Reagan esclusa) e lo stesso ponte di volo ha gli spigoli smussati per ridurne la tracciatura radar. Sulla G.H.W. Bush è stato impiegato un nuovo tipo di vernice per lo scafo e le sovrastrutture che ha permesso di ridurne il peso di 100 tonnellate.

La portaerei è spinta da quattro eliche a cinque pale montate su quatto alberi che si innestano ad altrettanti gruppi turboriduttori collegati a due reattori nucleari Westinghouse A4W/A1G per una potenza erogata complessiva di 260mila cavalli (209 Megawatt). Sulla nave sono anche presenti quattro generatori diesel di emergenza ciascuno erogante una potenza di 8 Mw.

Il costo complessivo della nave è stato di 6,2 miliardi di dollari (valuta del 2009).

La portaerei Bush è dotata di diversi sistemi radar e svariati sensori elettronici per effettuare le operazioni navali, di volo, per la comunicazione e l’autodifesa. Essi sono, in dettaglio:

  • Il radar tridimensionale da ricerca aerea SPS-48E
  • Il radar bidimensionale da ricerca aerea SPS-49A(V)5
  • Un radar di superficie tipo SPS-67(V)
  • Il radar per il controllo del fuoco SPQ-9B
  • Due radar per il controllo del traffico aereo tipo SPN-46
  • Un radar per il controllo del traffico aereo SPN-43C
  • Un radar per il sistema di atterraggio strumentale SPN-41
  • Tre radar di controllo del fuoco Nssm (Nato Seasparrow Surface Missile) tipo Mk91
  • Tre radar Mk95 per il controllo del fuoco
  • Un sistema di contromisure elettroniche SLQ-32A(V)4
  • Un sistema di contromisure siluri SLQ-25A Nixie
  • Il sistema di comunicazione ICAN (Integrated Communication Advanced Network)

La George H.W. Bush imbarca per l’autodifesa due lanciatori per missili Mk29 Evolved Seasparrow, due RIM-116 Rolling Airframe Missile (Ram) capaci di contrastare anche i missili da crociera, oltre a tre (o quattro) sistemi Mk15 Phalanx da 20 millimetri per la difesa di punto (Ciws – Close-in Weapon System). Questi armamenti sono gestiti dal Advanced Combat Direction System (Acds) che utilizza sistemi di comunicazione tipo link 4A, 11 e 16.

La portaerei è in grado di ospitare un gruppo di volo composto da un massimo di 90 velivoli ad ala fissa o rotante (di solito rispettivamente 56 e 15 circa). Questo è composto, tipicamente, da 9 stormi (7 di aerei e due di elicotteri) comprendenti F/A-18, EA-18G, E-2, C-2, MH-60S ed MH-60R.

La portaerei George H.W. Bush è stata ordinata il 26 gennaio del 2001, impostata presso i cantieri Northrop Grumman di Newport News (Virginia) il 6 settembre del 2003, varata il 9 ottobre del 2006 ed entrata in servizio il 10 gennaio del 2009.

La prima uscita in mare avviene il 7 aprile dello stesso anno mentre il 19 maggio avviene il primo lancio di un F/A-18F Super Hornet.

Ad aprile del 2010 avviene la prima serie di esercitazioni di routine al largo della coste orientale degli Stati Uniti.

L’11 maggio del 2011 la Bush salpa da Norfolk per la sua prima crociera operativa che la porterà nell’area di operazioni della Sesta e Quinta Flotta per intervenire nella missione Enduring Freedom in Afghanistan, New Dawn in Iraq, e nell’esercitazione Saxon Warrior 2011. La crociera dura circa 7 mesi e la portaerei ritorna alla base il 10 dicembre dello stesso anno dopo che il suo gruppo di volo ha compiuto più di 2200 sortite complessive sull’Afghanistan e sull’Iraq.

Il 20 marzo del 2012 un Boeing MV-22 Osprey, del Marine Tiltrotor Test and Evaluation Squadron (VMX) 22, atterra per la prima volta sulla Bush mentre incrocia in Oceano Atlantico nel quadro di una serie di test operativi.

Il 14 maggio del 2013 un X-47B Unmanned Combat Air System demonstrator (Ucas-D) viene lanciato dal ponte di volo della Bush, che si trova in navigazione al largo della Virginia, per la prima volta nella storia. Controllato da un operatore a bordo della nave il “drone” effettua diversi avvicinamenti alla portaerei prima di rientrare alla Nas (Naval Air Station) di Patuxent River (Maryland).

L’8 luglio dello stesso anno avviene il primo appontaggio di un Ucas X-47B sul ponte di volo della Bush.

Il 15 febbraio del 2014 la portaerei salpa per un secondo turno operativo nelle zone di competenza della Sesta e Quinta Flotta per supportare le operazioni Enduring Freedom e Inherent Resolve (contro l’Is in Siria e Iraq). La missione si protrae sino al 15 novembre dopo che il gruppo di volo ha effettuato 3245 sortite per un totale di with 18333 ore di volo e gettando più di 54mila chilogrammi di bombe su Afghanistan, Iraq e Siria.

Il 21 gennaio del 2017 la portaerei salpa da Norfolk per la sua terza crociera operativa che la porta nella zona di operazioni della Sesta e Quinta Flotta in sostegno alla missione Inherent Resolve e all’esercitazione Saxon Warrior 2017. Rientra in porto il 21 agosto dopo più di 2000 sortite e 771mila chilogrammi di bombe sganciate.

Durante questa crociera, il 18 giugno, un F/A-18E Super Hornet del Vfa-87 abbatte un Sukhoi Su-22 Fitter dell’aeronautica siriana. Il mese successivo, il 12 luglio, 10 F/A-18C Hornet del Vfa-37 vengono “messi a terra” per problemi al sistema di pressurizzazione dell’abitacolo che hanno causato malori ai piloti.

Il 7 maggio del 2018 la portaerei, con a bordo 350 militari, 12 Rafale e un E-2C Hawkeye dell’aviazione navale francese, lascia il porto per condurre l’esercitazione congiunta Chesapeake 2018 che si conclude il 18 maggio.

Il 17 settembre del 2018 avviene il primo, e sino ad oggi unico, incidente mortale a bordo della nave quando un membro dell’equipaggio addetto al ponte di volo resta ucciso dall’elica di un E-2C Hawkeye mentre lo stava assicurando al ponte durante operazioni di Fleet Replacement Squadron Carrier Qualifications (Frs-Cq).

Il 21 febbraio del 2019 la Bush entra in bacino di carenaggio a Norfolk per effettuare lavori di manutenzione della durata di circa due anni: l’unità è previsto che riprenda il mare a febbraio del 2021.

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