La portaerei Cavour, l’ammiraglia della flotta italiana

Nave Cavour è una portaerei configurata per “decollo corto e atterraggio verticale” di aeromobili ad ala fissa, progettata all’alba del XXI secolo ed entrata in servizio – sebbene non pienamente operativa – nel 2009. Divenuta ammiraglia della flotta nel 2011, è intitolata al patriota, politico e imprenditore italiano Camillo Benso conte di Cavour – nome in precedenza dato alla corazzata Conte Cavour -, mentre il suo identificativo ottico “550” proviene dall’incrociatore Vittorio Veneto, ex nave ammiraglia della Marina Militare. Al fianco dell’incrociatore portaerei Giuseppe Garibaldi – e presto dalla portaeromobili Trieste – rappresenta la punta di diamante della flotta italiana; e la capacità di proiezione di potenza che il nostro Paese può esercitare nel Mar Mediterraneo e nelle zone più “calde” che necessitano l’intervento, ma soprattutto la sorveglianza e la protezione, dei membri della Nato.

Lunghezza:
fuori tutto 244 metri

Larghezza:
massima 39 metri

Pescaggio: 8,7 metri

Velocità massima: più di 28 nodi (51 km/h);

Autonomia: 7.000 miglia marine ad una velocità di 16 nodi

Dislocamento: 28.000 tonnellate pieno carico

Equipaggio: 1.210 divisi in 452 marinai, 203 del gruppo aereo imbarcato, 140 comando complesso e fino a 400 fanti di marina del Reggimento San Marco

La Cavour, quale unico vascello della sua classe, è una portaeromobili Stovl sviluppata su un ponte di volo lungo 234 metri e provvisto di “sky jump“. La nave è dotata di sei punti di decollo ed appontaggio per aerei ed elicotteri, due aree di parcheggio aeromobili e due elevatori da 30 tonnellate che collegano il ponte di volo con l’hangar sottostante. Sul ponte vi è un’unica isola di comando, sul lato di dritta del ponte di volo. Con un dislocamento di oltre 28mila tonnellate, è propulsa da un apparato motore convenzionale basato su quattro turbine a gas Avio da 22 mw ciascuna. Esso le garantisce di raggiungere una velocità massima di 28 nodi, e un’autonomia di 7mila miglia marine ad una velocità di 16/18 nodi di media.

Come unità portaeromobili, la maggiore in linea con la Marina Militare prima del varo della Trieste, può imbarcare un gruppo di volo misto di oltre 20 aeromobili tra aerei ed elicotteri e può fungere come piattaforma di lancio e logistica di operazioni anfibie, avendo previsto al proprio interno gli spazi adatti ad accogliere non solo oltre 400 fucilieri di marina del Reggimento San Marco, ma anche i mezzi anfibi preposti alle operazioni di sbarco nell’apposito garage sottostante all’hangar. Stiamo parlando di almeno 50 veicoli medi anfibi Lvtp 7 e/o mezzi corazzati Vcc 80 Dardo. In altre configurazioni può trasportare fino a 24 veicoli corazzati pesanti Mbt Ariete.

Il costo complessivo dell’unità, compreso il refitting del 2018 e l’implementazione del gruppo aereo imbarcato, ha superato, secondo le stime generali, 1,5 miliardi di euro.

La portaerei Cavour è dotata di una serie di sistemi radar e sensori elettronici che le consentono di svolgere un’ampia gamma funzioni nell’ambito di azioni navali, operazioni di volo, per la comunicazione e per l’autodifesa da qualsiasi genere di minaccia. Essi sono, nel dettaglio:

  • Spy-790 Empar: radar volumetrico 3d capace di tracciare 300 tracce e 12 bersagli contemporaneamente con portata superiore ai 100 km
  • Sps-798 Ee: radar 3d “early warning” in grado di rilevare minacce ad elevatissima distanza dalla nave (500 tracce simultanee a 300 km di distanza)
  • Sps-791 Rass: radar di sorveglianza e di superficie in grado di scoprire unità navali, velivoli a bassissima quota e missili in avvicinamento
  • Spn-753: radar nautico di ricerca
  • Spn-720: per guidare gli aeromobili in fase appontaggio
  • Spn-41 A e Tacan Srn-15 A: in grado di far eseguire avvicinamenti di precisione e di fornire informazioni agli aerei in navigazione
  • Sna-2000: sonar di scoperta
  • IR St Sass: rilevatore infrarosso
  • Ewss: scanner radio in grado di analizzare lo spettro e rilevare eventuali emissioni radio (e quindi anche eventuali radar attivi)
  • Slat: rilevatore di siluri in arrivo (vedi armamenti)
  • Iff Sir R/S: identificazione certa di bersagli

Oltre alla forza aerea imbarcata, principale asset offensivo di questa unità di superficie della Marina Militare italiana, la Cavour è dotata di una serie di sistemi di difesa a corto/medio raggio:

  • 3 mitragliatrici Kba 20/80 mm, 2 poste lateralmente e 1 a prua
  • 2 cannoni Cwis Oto Melara 76/62 mm super rapido
  • Sistema Saam/It 32 celle in blocchi da 4 (8 celle ciascuno) del tipo Sylver A-43 con missili Aster-15 (corto raggio, 30 kg e carica da 13 kg)
  • 2 contromisure Sclar-H da 20 tubi per razzi da 105/118 mm posizionati lateralmente a prua
  • 2 contromisure anti-siluro Slat

La Cavour prevede un gruppo imbarcato di aeromobili ad ala fissa e rotante di 22 unità. Ma in caso di necessità ed emergenza, può trasportare in un teatro operativo fino a 36 velivoli. Numero che prevedrebbe il completo carico degli hangar e di tutti gli spot sul ponte di volo; benché questa viene considerata un’eventualità remota, analoga alla necessità della Royal Navy di trasportare più velivoli possibili nelle terre d’oltremare durante il conflitto delle Falkland.

I velivoli in forza al gruppo aeromobili imbarcati dell’Aviazione Navale comprende gli aerei d’attacco al suolo Av-8B Harrier Plus e una combinazione di elicotteri imbarcati, in funzione antisommergibile, ricerca e soccorso e utility come gli Sh-3D, gli Nh-90 e Eh-101. La Cavour è stata inoltre configurata per accogliere i nuovi caccia di 5ª generazione F-35 Lightning II nella versione “B”, ossia la configurazione “Short Take-Off and Vertical Landing” che il nostro Paese, parte integrante del programma Joint Strike Fighter, ha acquisito. Dei quindici ordinati, 3 sono già stati consegnati. Gli F-35 andranno a sostituire gradualmente i più antiquati Harrier.

La prima nave a fregiarsi del titolo del patriota risorgimentale fu una nave da trasporto a vela in servizio nei primi anni del Regno d’Italia. La seconda fu una corazzata varata nell’anno 1935 e affondata dai bombardieri e dagli aerosiluranti inglesi nella famigerata “notte di Taranto” del 1940. La portaerei Cavour è il secondo vettore aeronavale della storia della nostra Marina – dato che non possiamo considerare di fatto la portaerei Aquila, sviluppata a partire dal 1938, pronta al varo del 1944 ma smantellata dai tedeschi nel 1945, come la prima portaerei italiana.

Dopo l’entrata in servizio della nave Garibaldi nel 1985, la Marina Militare Italiana ha vagliato la pianificazione per lo sviluppo di una portaerei che rispondesse a determinate specifiche: ponte più grande e maggiore dislocamento. Questo in un momento che vedeva l’Italia come attore politico non di secondo piano nel teatro della Guerra Fredda, quale membro attivo se non “decisivo” dell’Alleanza Atlantica. Con il progressivo disgelo tra il blocco occidentale e quello sovietico, il progetto venne abbandonato per essere ripreso – con caratteristiche differenti – all’alba nel nuovo millennio. Il 22 Novembre 2000 la Direzione Generale degli Armamenti Navali firmò infatti un contratto con Fincantieri per la costruzione di una “nuova portaerei” che avrebbe visto impegnati i cantieri di Riva Trigoso e quelli Muggiano. L’obiettivo era quello di varare, entro un lustro da allora, un vettore aeronavale che raggiunga quasi 30mila tonnellate di dislocamento per un dispiegamento “dual use”.

La nuova portaerei, che ha solcato il mare per la prima volta nel 2006, ricevendo la bandiera di combattimento nel 2009. La prima missione è stata un’operazione congiunta con la Marina brasiliana per la crisi di Haiti nel 2010 e ha raggiunto la piena capacità operativa al termine esercitazione Mare Aperto nel 2011, diventando lo stesso anno ammiraglia della flotta sotto il motto di “In arduis servare mentem”. Da allora prende parte a numerose missioni di pattugliamento e addestramento nel Mediterraneo. Divenendo dal 2015 la nave comando dell’Operazione Eunavfor Med.

Dopo il refitting del 2018, la Cavour rappresenta, insieme alle portaerei britanniche della classe Queen Elizabeth e alle portaerei americane classe Nimitz e Ford, l’unico vettore navale che possa vantare la capacità di operare con il caccia di ultima generazione F-35: punta di diamante delle forze aeree occidentali. La Cavour, quale vettore aeromobile pienamente al passo con i tempi, consente all’Italia non solo di essere annoverata tra le poche nazioni dotate di portaerei “operative” (Usa, Regno Unito, Francia, Russia, Cina, India, Giappone), ma di proiettare la propria potenza ben oltre i confini nazionali; per missioni di umanitarie, e per essere di supporto a qualsiasi genere operazione militare nazionale o interforze.

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