Come funziona il Sukhoi Su-57 della Russia

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Il Sukhoi Su-57 è il risultato del programma russo Pak (Perspektivnyi Aviatsionnyi Kompleks – Complesso Aereo Futuro) per quanto riguarda i cacciabombardieri di nuova generazione, come indicato dall’acronimo Fa (Frontovoy Aviatsii – Aviazione Frontale).

Già noto come T-50 in fase di collaudo, la denominazione Su-57 è stata comunicata dal generale comandante delle Forze Aeree russe Viktor Bondarev nell’agosto del 2017. Attualmente la Nato non ha ancora assegnato un identificativo ufficiale al velivolo russo sebbene si pensi che possa essere quello di Frazor.

Il Sukhoi Su-57 è un velivolo bimotore, monoposto, multiruolo nato per la superiorità aerea e secondariamente per l’attacco al suolo con caratteristiche di bassa osservabilità radar e alta manovrabilità. Rappresenta il primo velivolo stealth ad essere effettivamente prodotto in Russia sebbene non sia ancora ufficialmente entrato in servizio.

La richiesta per un caccia che andasse a sostituire le linea composta da Mig-29 e Su-27 è stato formulata già a partire dalla fine degli anni ’70 inizio degli anni ’80 ed ha visto due programmi succedersi e poi venire chiusi nel corso di poco più di un decennio: l’I-90 (dove la I sta per Istrebitel ovvero caccia) e l’Mfi (Mnogofunksionalni Frontovy Istrebitel o Caccia Frontale Multifunzione).

La vera e propria nascita del Su-57 si può stabilire nel 2002 quando il bureau di progettazione Sukhoi sconfisse quello di Mikoyan Gurevich  nella gara per l’assegnazione del progetto Pak Fa.

L’8 agosto del 2007 Alexander Zelin allora comandante in capo delle Forze Aeree russe dichiarò che la fase di sviluppo del Pak Fa era completata e che era iniziata quella di costruzione del primo prototipo.

Il primo volo del T-50 è stato effettuato il 29 gennaio del 2010, dopo quasi un anno di ritardo rispetto a quanto originariamente preventivato.

A gennaio del 2016 Viktor Bondarev, comandante delle Forze Aeree russe, ha rilasciato una dichiarazione secondo la quale il Su-57 sarebbe entrato in produzione di serie nel 2017 ma proprio i continui ritardi nella messa a punto del velivolo, che hanno afflitto in particolar modo i propulsori come vedremo, hanno successivamente portato alla decisione, avvenuta a luglio del 2018, di non avviare la produzione in massa del caccia di quinta generazione.

La decisione è stata presa a pochi mesi dal piazzamento di un primo ordine di 12 esemplari, comunicata a febbraio del 2018, che secondo il progetto del Ministero della Difesa russo saranno consegnati a partire dal 2019 facenti parte dell’accordo successivamente siglato ad agosto dello stesso anno durante la manifestazione Army 2018 tra il Ministero a la Sukhoi.

Per dare un’idea dei ritardi accumulati, la VVS, l’Aeronautica Russa, aveva previsto di acquisire i primi esemplari dei 150 previsti già nel 2016 che sarebbero entrati in servizio attivo nel 2018.

Tutti i velivoli vengono costruiti dalla Napo (Novosibirsk Aircraft Production) presso lo stabilimento di Komsomolsk sull’Amur di proprietà della Sukhoi che a sua volta fa parte del colosso di Stato Uac (United Aircraft Corporation).

Peso massimo al decollo: 37mila chilogrammiQuota di tangenza massima: 20mila metriVelocità massima: 2600 chilometri orariSpinta dei motori: 2×9500 kg a secco per Al-41F1, 2×11000 kg (s) a secco per Izdelye-30Autonomia (s):  di trasferimento 5mila chilometri o quasi sei ore di volo; a regime supersonico (supercruise) di Mach 1.6 1500 chilometri; 3500 chilometri in configurazione di combattimento.Dimensioni: lunghezza 22 metri, larghezza 14,2 metri, altezza massima 6.05 metri. Carico bellico massimo (s): 10mila chilogrammi distribuiti su sei punti di attacco interni (baie) e sei esterni. La dotazione elettronica del Su-57

Il Sukhoi Su-57 impiega il radar N036-1-01 Byelka del tipo Aesa (Active Electronically Scanned Array) operante in banda X che è in grado di agganciare un bersaglio dalla Rcs (Radar Cross Section) di 11 metri quadri – nei test rappresentato da un Su-35 – alla distanza di 310 chilometri.

I radar laterali sono del tipo N036B-1-01 ed hanno il 23% di moduli in meno rispetto al radar principale pertanto nei confronti di un altro velivolo stealth la loro capacità di ingaggio è solo a breve raggio.

I radar sui bordi di attacco alare sono del tipo N036L-1-01 ed operano in banda L. Ne è stata calcolata la portata di ingaggio che si ritiene sia compresa tra i 70 ed i 100 chilometri per bersaglio con una Rcs di 1 metro quadro.

Il sistema di identificazione Iff (Identification Friend or Foe) è l’N036Sh Pokosnik e lavora di concerto con il radar del bordo di attacco alare, quest’ultimo effettivamente troppo sottodimensionato per essere efficace come elemento di scoperta a grande distanza e pertanto utilizzato come strumento di contromisura elettronica.

Il sistema di guerra elettronica è L-402 Himalayas che dispone di due antenne a supporto del radar Byelka – che può lavorare sia attivamente sia passivamente – ma non può fornire il puntamento di precisione delle sorgenti.

Il sensore Irst (Infra Red Search and Track) è il nuovo 101KS-V ed è collegato al sistema dei missili aria aria. Si ritiene che non sia sofisticato come quelli occidentali sebbene operi su due bande Ir.

Il sistema di avviso di ingaggio dei missili è il 101KS-U lavorante in banda Uv ma con raggio di rilevamento inferiore rispetto ai modelli occidentali come l’AN/AAQ-37 montato sull’F-35. Il sistema 101KS-O a laser è ritenuto in grado di deviare i missili Aim-9X, ultima evoluzione del ben noto Sidewinder, ma non gli Aim-120.

Il Su-57 attualmente monta due turboventole  NPO Saturn AL-41F1 nate per motorizzare il progetto, poi abbandonato, del Mikoyan 1.44. I motori sono gli stessi che attualmente monta il caccia Su-35 ma vengono considerati sottopotenziati per il Su-57 e sono l’evoluzione del AL-31 di cui è dotata la famiglia di Su-27.

Il nuovo caccia stealth russo avrà di serie i motori Izdelye-30 (Tipo-30) sempre della NPO che dovranno erogare 11mila chilogrammi di spinta a secco e 18mila con postbruciatore, con l’obiettivo fissato di arrivare sino a 19mila.

Anch’essi dotati di spinta vettoriale, per permettere al velivolo di avere migliorate le doti di manovrabilità, sono progettati per abbattere i consumi di carburante e per ridurre il numero di componenti, fattore che ne semplifica notevolmente la manutenzione.

I propulsori sono studiati per far mantenere al Su-57 la cosiddetta supercruise ovvero una velocità di crociera supersonica. Questa è pari a Mach 1.6 a 11mila metri di quota.

I motori sono forse il vero tallone d’Achille del velivolo del bureau Sukhoi infatti la loro progettazione e sperimentazione sta accumulando una serie di lunghi ritardi che hanno portato, forse direttamente, all’abbandono della sua produzione su vasta scala e alla scelta per la VVS di continuare la produzione del Su-35.

Il Su-57 monta un cannone da 30 millimetri GSh-30-1 per l’autodifesa a corto raggio.

Sui suoi 12 piloni (sei interni e sei esterni) può trasportare una serie di missili tra cui il Kh-35E (AS-20 “Kayak” in codice Nato) antinave, il missile aria aria R-77 – o RVV SD – (AA-12 “Adder”), il missile antiradar Kh-58UShKE (AS-11 “Kilter”), il missile antinave Kh-35UE (AS-20 “Kayak”), il missile R-37M Vympel (AA-13 “Arrow”) ed il missile aria aria K-74M2 (AA-11 “Archer”) a corto raggio.

Per quanto riguarda l’attacco al suolo il Su-57 può trasportare munizionamento a caduta libera e missili aria-suolo come la bomba KAB-500 a guida elettro-ottica o KAB-250 oltre al missile Kh-38M.

Il Su-57 fa largo uso nella sua cellula di materiali compositi che rappresentano il 25% del suo peso e il 70% della sua superficie esterna.

Ciononostante il caccia russo non si può considerare stealth in senso stretto se paragonato ai canoni occidentali in quanto la sua Rcs risulta maggiore dei suoi rivali. I russi la dichiarano compresa tra 0,1 e 1 metro quadro, abbastanza per far rilevare il velivolo, considerato il valore più basso, ad una distanza di 120 chilometri dal radar AN/APG-81 dell’F-35.

La linea del velivolo esprime comunque una certa, se pur marginale, attenzione alla Rcs ma questa non è paragonabile a quelle dell’F-22 o dell’F-35 anche considerando l’ampio ricorso a pannelli radarassorbenti di questi ultimi, con i relativi problemi di manutenzione che ne derivano.

Questo però non è affatto un handicap ma una ben precisa scelta dei progettisti che hanno tenuto conto del mix tra autonomia, manovrabilità e caratteristiche stealth in base alla dottrina di impiego dei caccia da parte della Russia.

Bisogna infatti tenere presente che puntare molto sulle caratteristiche stealth può facilmente essere un’arma a doppio taglio in quanto la ricerca di nuovi sistemi radar molto facilmente potrebbe rendere inefficaci le misure di invisibilità adottate nella costruzione di un velivolo.

Pertanto il bureau Sukhoi, al pari dei cinesi della Chengdu con il loro J-20, hanno considerato il fattore stealth come non principale nel bilancio finale del Su-57 pur cercando di garantirgli, tramite l’integrazione di diversi sistemi elettronici, le maggiori chances di sopravvivenza in combattimento.

Combattimento che, qualora dovesse, per un qualsiasi errore da parte di un pilota di F-35 o F-22, avvenire nel corto e cortissimo raggio e quindi impiegando le tattiche Acm (Air Combat Manoeuvring) vedrebbe la maggiore manovrabilità del Su-57 dare un vantaggio forse decisivo per le sorti dello stesso.

Eventualità però, che in uno scenario di guerra ci appare quantomeno poco probabile se non del tutto impossibile: il combattimento aereo moderno avviene a grande distanza, ben oltre la capacità visiva del pilota, tramite l’ausilio di tutta l’elettronica possibile.

Per questo la capacità stealth, e di contro quella di montare radar altamente performanti, rappresentano un vantaggio tattico non indifferente sul campo di battaglia, dove lo scontro avviene in pochi secondi senza che ci siano evoluzioni da salone aeronautico.