Il missile russo Iskander, la spada di Damocle sulla Nato

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Il sistema Iskander M , o 9K720 (SS-26 “Stone” in codice Nato), è un missile balistico mobile a corto raggio – chiamati anche Srbm o di teatro – che nasce dall’esigenza russa di sostituire gli obsoleti Otr-21 Tochka (SS-21 “Scarab”) ed è il diretto successore del missile Otr-23 Oka (SS-23 “Spider”) ritirato dal servizio in osservanza del trattato Inf sui missili a raggio medio e intermedio in Europa.

Il missile ha la finalità di colpire bersagli terrestri di alto valore fissi o in movimento, come centri di comando e controllo, aeroporti o colonne di mezzi.

Il progetto risale alla fine degli anni ’70 e la costruzione è cominciata nel 1988 sotto la direzione della KB Mashinostroyeniya ma, a causa della dissoluzione dell’Unione Sovietica, i ritardi accumulati portarono ad effettuare il primo test coronato da successo solo nel 1996.

L’Iskander M è entrato in servizio nel 2006 e al 2017 si contavano 112 esemplari schierati nelle Forze Armate russe. Una brigata è composta da circa 12 veicoli di lancio, 12 di ricarica, 11 posti comando, 14 di supporto, uno di analisi dati e uno di servizio per un totale di 51.

Una batteria di Iskander è composta da un veicolo Tel (Transporter Erector Launcher) basato sullo chassis 8×8 Mzkt-7930 Astrolog in grado di trasportare e lanciare due missili. Il veicolo è dotato di sistemi di protezione Nbc (Nucleare Biological Chemical) ed è propulso da un motore diesel da 500 hp della Yaroslav Motor Plant (o Yamz). Il Tel può essere trasportato da un aereo Antonov An-124 Ruslan.

Oltre al veicolo di lancio il sistema Iskander vede anche un veicolo da trasporto/ricarica basato sullo stesso mezzo Mzkt-7930, un veicolo di comando e controllo, una stazione mobile di raccolta informazioni e preparazione per la missione, un veicolo officina per la manutenzione ed uno per il supporto vitale tutti basati sullo chassis 6×6 Kamaz 43101.

I veicoli sono anfibi ed il Tel, in particolare, è in grado di viaggiare ad una velocità massima di 70 km/h su strada con un’autonomia di 1100 chilometri.

Il sistema Iskander si configura come un lanciatore modulare in grado di operare con diverse tipologie di missili. Pertanto ad ogni missile corrisponde una denominazione diversa del sistema.

Il missile 9M723-1 va a equipaggiare il sistema Iskander M. Il vettore ha una portata massima compresa tra i 400 ed i 500 chilometri ed è propulso da un motore a combustibile solido a stadio singolo. Il peso al lancio è di circa 4600 chilogrammi per una lunghezza complessiva di 7,3 metri ed un diametro massimo di 920 millimetri.

Monta una testata bellica singola da 720/800 chilogrammi del tipo ad alto potenziale, termobarica tipo Fae (Fuel Air Explosive), con submunizioni e nucleare (potenza tra i 5 ed i 50 kton).

La velocità sul bersaglio è stimata intorno ai 700/800 m/s.

La versione E è quella per l’esportazione del sistema Iskander ed è dotata di missile tipo 9M723 con caratteristiche diverse rispetto al precedente.

La sua portata è ridotta ad un massimo di 280/300 chilometri e sebbene abbia le stesse dimensioni del modello 723-1 ha un peso massimo di circa 3800 chilogrammi con una testata bellica singola da 480 chilogrammi con le stesse opzioni di munizionamento del precedente.

Questa è la versione del sistema Iskander – dove la K sta per krylataya (alato) – che è dotata di due (o quattro a seconda del tipo di Tel) missili da crociera R-500 (SSC-7) tipo 9M728, testati per la prima volta nel 2007 che risultano essere un’evoluzione del missile Rk-55 Granat.

La sua portata – stimata – è di 500 chilometri ma alcune fonti asseriscono che sia di 1500. La quota di tangenza massima si aggira intorno ai 6mila metri ma quella di crociera è di cento. Alcune fonti lo farebbero rientrare nella famiglia dei missili Kalibr e se fosse confermato sarebbe una violazione del trattato Inf.

La sua lunghezza è di circa 6,5 metri e possiede un carico bellico di circa 500 chilogrammi composto da una testata singola del tipo ad altro potenziale o nucleare.

La velocità finale sul bersaglio di questa versione del missile si aggira intorno a Mach 3, ma la sua velocità di crociera è di 900 km/h ed è garantita da un motore tipo a turboventola che si accende dopo la spinta iniziale generata da un razzo booster a combustibile solido.

Il sistema di guida del complesso Iskander è misto e pertanto varia anche la precisione. Con sistema di guida inerziale il Cep (Circular Error Probable) è stimato intorno ai 200 metri, mentre quando si associa la guida satellitare (con sistema di riferimento Glonass/Gps) questo scende a 50 metri che si riducono ulteriormente a 10/30 quando si unisce la guida terminale tramite sensori elettro-ottici.

Secondo alcune fonti il sistema di guida dell’Iskander K, grazie a quest’ultima combinazione, fornisce un’elevata precisione con un Cep di cinque metri.

Una peculiarità dell’Iskander è di poter variare la propria rotta durante il volo grazie ad un collegamento costante con diversi asset tipo Awacs, con Uav da ricognizione, con satelliti e perfino con osservatori avanzati sul campo di battaglia: dopo aver ricevuto le modifiche di traiettoria la guida terminale ottica punta il bersaglio ed il missile vi si dirige autonomamente. Questa caratteristica mette l’Iskander in grado di colpire bersagli in movimento.

L’Iskander, oltre a questa possibilità, è accreditato di un’alta capacità di sopravvivenza essendo dotato di falsi bersagli e soprattutto di una elevatissima manovrabilità data da superfici di controllo aerodinamico e da getti di gas che, secondo fonti russe, sarebbero in grado di fargli effettuare manovre evasive ad altissimo numero di g (dai 20 ai 30).

Il trattato Inf (Intermediate-range Nuclear Forces) è entrato in vigore nel 1988 e proibisce in Europa il dispiegamento di sistemi missilistici con una gittata compresa tra i 500 ed i 5500 chilometri basati a terra e di sistemi per il loro lancio (quindi compresi Tel e sistemi Vls – Vertical Launch System – basati a terra).

Secondo fonti americane il missile da crociera 9M728 ma ancora più il recente 9M729 (designato SSC-X-8) Novator, evoluzione del precedente, avrebbe una gittata massima superiore ai 500 chilometri (alcune fonti riportano 5mila) e quindi violerebbe le clausole del trattato Inf.

L’Iskander è stato esportato in Armenia e Algeria e altri Paesi come Iran, Siria e Eau hanno dimostrato interesse verso il sistema ma non ne è mai stato confermato l’acquisto.

L’Iskander M, insieme ai sistemi S-300, 400 e Bastion fa parte delle “bolle difensive” della Russia. Mosca ha schierato in via definitiva l’Iskander nell’enclave sul Baltico di Kalinigrad a ottobre del 2016 e ha dispiegato almeno due Tel in Siria a gennaio del 2017.