Gli incursori dell’Aeronautica: il 17esimo Stormo

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Con la designazione di 17esimo stormo viene indicato il raggruppamento incursori dell’Aeronautica Militare Italiana. La sua sede è presso l’aeroporto militare di Furbara (Roma) ed è inquadrato nella prima Brigata Aerea Operazioni Speciali. Dal 2017 è comandato dal colonnello Gino Bartoli. Anche il 17esimo stormo, come tutte le Forze Speciali italiane, dipende dal Cofs (il Comando interforze per le Operazioni delle forze speciali) istituito il primo dicembre 2004 con sede presso l’aeroporto di Roma-Centocelle e comandato oggi dal generale di divisione aerea Nicola Lanza de Cristoforis.

Il Cofs è la struttura di comando che regola l’impiego delle forze speciali delle quattro Forze Armate che sono, oltre agli incursori dell’Aeronautica, il Goi per la Marina militare, il Nono reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin, il Quarto reggimento alpini paracadutisti “Monte Cervino” e il 185esimo reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi “Folgore” per l’Esercito infine il Gis (Gruppo Intervento Speciale) dei Carabinieri.

Gli incursori del 17esimo stormo discendono direttamente dal Servizio Supporto Operazioni Speciali (Ssos) dell’Aeronautica Militare che ha preso forma all’inizio del 2000, per nascere ufficialmente il primo marzo 2003 ed assumere la nomenclatura di Reparto Incursori Aeronautica Militare (Riam). L’attuale denominazione e inquadramento risale al 2 aprile del 2008.

La storia degli incursori dell’Aeronautica è però più antica, e deriva dagli Arditi Distruttori della Regia Aeronautica (Adra) che sono stati di stanza a Cameri (No) sino al 1944 e che furono impiegati, con successo, sul fronte africano durante la Seconda Guerra Mondiale nel 1942, anno della loro fondazione presso Tarquinia. Compito del battaglione Adra, inquadrato nel primo reggimento d’assalto “Amedeo d’Aosta”, era quello di “agire su determinati campi d’aviazione nemici, in concomitanza con le truppe terrestri, per l’occupazione dei campi stessi e per il loro riattamento, necessario per l’atterraggio dei reparti aerei destinati al trasporto delle truppe aviotrasportabili”.

Diverse sono state le operazioni degli Arditi Distruttori, tutte effettuate dietro le linee nemiche: tra di esse si ricordano la distruzione del ponte di Beni Mansur (Algeria) e l’assalto al vicino aeroporto alleato nel novembre del 1942, la distruzione di 25 bombardieri B-24 “Liberator” sull’aeroporto di Bengasi il 18 giugno 1943 e le operazioni in Sicilia, dopo lo sbarco angloamericano, per compiere missioni di sabotaggio, fra il 21 e il 26 luglio 1943.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre gli incursori dell’Adra proseguirono la loro attività nella Repubblica Sociale Italiana, con spostamento della sede a Tradate. Inquadrati inizialmente nel Raggruppamento Arditi Paracadutisti Aeronautica Repubblicana (Apar), confluirono successivamente (febbraio 1944), insieme ad altri reparti di paracadutisti, nel Raggruppamento Paracadutisti “Nembo”. Un suo distaccamento, denominato Battaglione Autonomo Paracadutisti “Nembo”, fu impegnato in combattimento nella zona di Anzio a partire da fine gennaio 1944 per contrastare lo sbarco alleato, subendo gravissime perdite (oltre il 70% degli effettivi). A giugno del 1944 il reparto fu impiegato, insieme agli arditi della “Folgore”, lungo il litorale romano nella zona di Cisterna di Latina, Aprilia e Pomezia, rientrando poi a nord a fine luglio del 1944.

Dopo il conflitto la specialità si perse sino al 1970, quando ci fu un tentativo di costituire un gruppo di formazione reggimento Am, che doveva incorporare un battaglione di specialisti in missioni di sabotaggio. Nacque così il “Battaglione Azzurro” – stesso nome utilizzato dagli arditi dell’Aeronautica Repubblicana della Rsi – i cui primi volontari iniziarono l’addestramento presso l’aeroporto di Guidonia. L’iniziativa però non ebbe seguito ed il personale brevettato fu assegnato, sempre a Guidonia, alla nuova “Sezione Paracadutisti dell’Aeronautica Militare”, dove diede vita alla pattuglia dei “Falchi Blu”, un team dimostrativo di paracadutismo acrobatico.

Nel 2006, gli incursori di quello che allora si chiamava Riam (come abbiamo visto) furono schierati in Iraq nell’operazione Antica Babilonia ma prima di questo rischieramento sono stati impiegati in missioni speciali in Ciad e in Sudan. Il 17esimo stormo è stato anche impiegato in Afghanistan, in seno all’Isaf, dove un distaccamento operativo è stato impiegato per anni (circa dal 2007) inquadrato nella Task Force 45 per le operazioni Sarissa e Aspis, insieme agli altri reparti delle nostre Forze Speciali, con compiti di assistenza alle truppe afghane. Nel 2011 elementi del reparto sono stati impiegati in Libia con l’operazione Unified Protector, probabilmente con compiti Jtac (Joint Tactical Air Controller) e Gltd (Ground Laser Target Designator), ma le caratteristiche e finalità della missione sono coperte dal massimo riserbo.

Il 17esimo stormo incursori si ritiene sia composto da un numero compreso tra i 100 ed i 200 operatori, ma la cifra esatta è coperta da segreto, così come l’identità dei suoi componenti, allo stesso modo di quanto accade per il personale delle altre Forze Speciali.

L’addestramento

La selezione e l’addestramento degli incursori del 17esimo stormo avviene tramite il corso Biam (Basico Incursori Aeronautica Militare): un iter particolarmente duro e impegnativo (il 90% degli aspiranti abbandona) della durata di 12-14 mesi.

Il corso è l’ultimo passaggio dopo che gli allievi si sono sottoposti ad un tirocinio che mira ad accertare le caratteristiche psico-attitudinali e fisiche ed è diviso in sei moduli: topografico (orientamento e navigazione terrestre), combattimento (addestramento individuale e di squadra), modulo Sefri (Sopravvivenza, Evasione, Fuga e Resistenza all’Interrogatorio) che dura tre settimane, esplosivi (maneggio, sabotaggio, demolizione), modulo Cqb (Close Quarter Combat e combattimento a mani nude), supporto operazioni aeree.

Terminato il corso Biam l’allievo ottiene il brevetto di incursore Am e procede con le specializzazioni di tipo collettivo (lancio in caduta libera, Haho, Halo) e quelle individuali, come il Jtac (Joint Tactical Air Controller), sniper, combat medic e breacher.

I compiti

I compiti del 17esimo stormo sono ovviamente tutti quelli delle altre Forze Speciali italiane a cui si aggiungono delle peculiarità che ne fanno un’unità in grado di effettuare missioni molto particolari. Tra di esse si ricordano le missioni Csar (Combat Search and Rescue), la designazione laser di obiettivi attraverso il sistema Gltd (Ground Laser Target Designator) e Jtac, le azioni su infrastrutture di carattere aeronautico (aeroporti, centri radar e missilistici, centri C3 ecc), il posizionamento di sistemi di comunicazione e navigazione aerea, la guida per velivoli durante operazioni di supporto aereo ravvicinato (Cas), l’approntamento di posti di rifornimento avanzati per l’estensione del raggio d’azione di velivoli, la protezione al suolo di infrastrutture e personale Am in zone di crisi, il ripristino e la sicurezza di infrastrutture aeroportuali in territorio ostile, l’acquisizione di informazioni e dati sul campo di battaglia o dietro le linee nemiche, l’allestimento di piste di atterraggio improvvisate in territorio nemico, e tutte le operazioni di Fac (Forward Air Controller) per l’aviazione. Queste ultime due rientrano nelle specialità “combat controller” e sono una caratteristica unica degli incursori del 17esimo stormo.

Come già detto il 17esimo stormo consta in 100/200 uomini articolati in due gruppi: uno operativo e uno addestrativo.

Il gruppo operativo (forte di 50 o 60 unità) è basato su squadre da 12 uomini divisibili in team da sei. Il gruppo addestrativo è composto da personale soccorritore, da personale incursore (per formazione) e da personale specializzato nel settore Eor (riconoscimento ordigni), Eod (disinnesco ordigni) e Iedd (disinnesco dispositivi esplosivi improvvisati).

Per quanto riguarda l’organizzazione logistica, oltre ai due gruppi già descritti, il 17esimo stormo è articolato anche su gruppo servizio di supporto, una compagnia protezione delle forze e una di servizio amministrativo.

Gli incursori del 17esimo stormo utilizzano velivoli ad ala rotante del Nono e 15esimo stormo per il trasporto tattico ed in particolare gli elicotteri Ab-212 che sono quasi del tutto sostituiti con gli Aw-139 e Aw-101. Ovviamente il contributo per le operazioni più “in profondità” è dato dalla 46esima brigata aerea che mette a disposizione C-130 e C-27.

La mobilità terrestre è assicurata dagli onnipresenti veicoli Lince equipaggiati con la mitragliatrice pesante da 12,7 mm Browning, oltre che dal Defender 90 e da Atv (All Terrain Vehicle) Quad della Polaris. Quella in ambiente marino è data dai classici gommoni Zodiac e dai Rhib Hurricane 733.

Per quanto riguarda gli armamenti, così come per gli operatori delle altre Forze Speciali, gli incursori del 17esimo stormo sono in grado di utilizzare tutto il panorama di armi corte, d’assalto, di squadra o da cecchinaggio. In particolare, oltre ad avere in uso la classica dotazione delle FFAA (Beretta 92, fucile d’assalto SCP 70/90, Fn Minimi e mitragliatrici pesanti Browning), gli operatori dispongono anche di fucili d’assalto Beretta Arx-160, H&K G-36K, M-4A1. Vengono anche utilizzate le pistole Glock 17, la Five-Seven belga, la Beretta PX-4 “Storm”. Per quanto riguarda le pistole mitragliatrici troviamo, anche tra di loro, le onnipresenti MP-5 nella versione standard, silenziata (Sd) e compatta (K). Per le armi a tiro lungo troviamo l’Sr-25 Mk11, l’H&K Msg-90 e Psg1 oltre il ben noto Sako TRG-22 e TRG-42 ed infine il classico Barrett M-82.

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