Chi sono e cosa fanno gli uomini del Gis dei Carabinieri

Guerra /

Gis è l’acronimo di Gruppo di Intervento Speciale, il reparto di Forze Speciali dei Carabinieri di stanza a Livorno dipendente per l’impiego dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ed inquadrato nella Seconda Brigata Mobile. Nel 2004 il Comando dell’Arma dei Carabinieri, ha promosso il Gruppo d’ Intervento Speciale, da unità controterrorismo a vera e propria forza speciale, che è stata inquadrata nel neonato Cofs (il Comando interforze per le Operazioni delle forze speciali) istituito il primo dicembre dello stesso anno con sede presso l’aeroporto di Roma-Centocelle e comandato oggi dal generale di divisione aerea Nicola Lanza de Cristoforis. Il reparto è comandato attualmente dal colonnello Marco Carletti.

Il Gis provvede a fornire personale ed equipaggiamenti per le missioni speciali stabilite del Cofs che, a livello istituzionale, è la struttura di comando che regola l’impiego delle forze speciali delle quattro forze armate che sono, oltre agli incursori di Marina del Goi, il Nono reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, il Quarto reggimento alpini paracadutisti “Monte Cervino” e il 185esimo reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi “Folgore” per l’Esercito, il 17esimo stormo incursori per l’Aeronautica.

Il Gruppo di Intervento Speciale è stato istituito il 6 febbraio 1978, in piena emergenza terrorismo, per idea, impulso e direttiva dell’allora ministro dell’Interno, Francesco Cossiga. Come si legge sul sito ufficiale “l’evolversi, in quel periodo, di fenomeni terroristici e di forme di disturbo dell’ordine pubblico richiese la costituzione di un’apposita unità per l’impiego in operazioni speciali antiterrorismo e antiguerriglia, con carabinieri tratti dall’allora Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” perché particolarmente addestrati ad intervenire nelle situazioni più rischiose anche in presenza d’ostaggi”. Per l’addestramento dei primi operatori, si fece affidamento all’esperienza del Goi del Comsubin, dello Special Air Service (Sas) britannico e del Grenzschutzgruppe 9 (GSG9) dell’allora Germania Occidentale. Numerose le operazioni del gruppo, a partire da quelle antiterrorismo avvenuto durante gli “Anni di piombo” a quelle in ambito internazionale durante le varie missioni a cui ha partecipato l’Italia. Tra di esse si ricordano quella d’esordio, il 29 dicembre 1980, all’interno del supercarcere di Trani (Bari) per domare una rivolta con liberazione di ostaggi, molte catture di esponenti di spicco della criminalità organizzata tra cui Geraldino Messina (numero due di “Cosa Nostra”) nel 2010 e Domenico Cutrì, boss della ‘Ndrangheta, nel 2014. Molte anche le liberazioni di ostaggi, sia in mano a organizzazioni mafiose sia in mano a singoli criminali oltre a svariate operazioni antiterrorismo tra cui si ricorda quella del gennaio 1982, nel viterbese, alla ricerca di terroristi di Prima Linea che avevano ucciso due carabinieri nel corso di una rapina avvenuta il 21 gennaio dello stesso anno. Si ricorda anche l’operazione effettuata in piazza San Marco a Venezia il 9 maggio del 1997 contro uno sparuto gruppetto di sedicenti separatisti della “Serenissima Repubblica Veneta” che avevano occupato il campanile dell’omonima basilica e allestito un mezzo blindato improvvisato. Sempre nel 1997 avviene la prima missione “fuori area” con il dispiegamento in Albania per l’operazione “Alba” per compiti di contrasto a possibili attentati terroristici durante l’intervento italiano per contrastare il fenomeno migratorio nato dalle sommosse sociali avvenute in quel Paese. Dall’aprile del 2002, cinquanta operatori del Gis sono dispiegati nell’area di Kabul al fine di garantire la sicurezza dell’ex re afghano Zahir Sha , di ritorno dall’esilio che lo aveva costretto a soggiornare in Italia per circa un trentennio (operazione “Corona”) e sempre in Afghanistan personale del Gruppo ha fatto parte della “Task Force 45” insieme a “Col Moschin”. Goi e incursori del 17esimo Stormo. Elementi del Gis, inquadrati nel reggimento Msu (Multinational Specialized Unit), sono anche stati impiegati, insieme a quelli di altre Forze Speciali come il Goi, nella missione “Antica Babilonia” (dal 2003 al 2006), in Iraq. Nel 2004, come già anticipato, il Gis entra a far parte ufficialmente dei corpi di Forze Speciali delle Forze Armate, accentuando contestualmente la preparazione per le missioni all’estero.

Gli uomini facenti parte del Gis rappresentano l’élite dell’Arma dei Carabinieri e uno dei migliori reparti di Forze Speciali specializzato nell’antiterrorismo al mondo. La componente operativa, reclutata tra gli uomini del Primo Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, è forte di un un numero compreso tra le 100 e le 200 unità le cui identità sono coperte dal più assoluto riserbo.

L’addestramento

La durissima selezione avviene tra gli appartenenti all’Arma che non hanno ancora compiuto i 33 anni d’età. La prima fase di selezione per il Gis prevede un colloquio con un alto ufficiale del reparto che ne verifica le motivazioni per poi effettuare esami psicologici e medici accurati. Coloro che superano questa prima fase (all’incirca il 40% dei candidati), devono seguire un corso denominato“Operatore Gis – con brevetto militare d’incursore” presso il Primo Reggimento Tuscania. Questo corso è della durata di 9 mesi ed è volto a dare una prima base generale delle tattiche e delle capacità per poter effettuare operazioni speciali. In particolare l’addestramento in questa fase prevede: un corso di paracadutismo militare (lancio con fune di vincolo), addestramento all’impiego operativo di funi, corso di primo soccorso operativo (Cls), tecniche di orientamento e di navigazione terrestre, corso difesa personale, corso Nbcr (Nucleare Batteriologico Chimico Radiologico) sulle operazioni in ambienti contaminati, tecniche di mascheramento/mimetizzazione e movimento tattico con particolare attenzione alla capacità di operare in sicurezza in ambienti montani e climi rigidi, corso per operatore elitrasportato, addestramento di pattuglia e di plotone con tecniche antiguerriglia, tecniche sopravvivenza, evasione, resistenza agli interrogatori e fuga, addestramento all’impiego di armi e materiali speciali, tecniche di combattimento e pattugliamento in ambiente urbano, tecniche di Polizia Militare, Counter-Ied, Humint e all’impiego in unità e comandi multinazionali.

Solo il 30% degli aspiranti riesce a superare con successo questa prima fase e accedere alla preparazione vera e propria per entrare nel Gis che prevede due ulteriori fasi: una prima con un corso base di 18 settimane, e una seconda con un corso specialistico di 27 settimane.

Durante il corso base i candidati apprendono le arti marziali per disarmare, immobilizzare e, in generale, poter fronteggiare combattimenti corpo a corpo senza l’impiego di armi da fuoco. Inoltre imparano a costruire e disinnescare ordigni esplosivi, ad utilizzare ogni tipo di arma da fuoco, oltre agli apparati elettronici di sorveglianza. Infine vengono insegnate tecniche di irruzione, di arrampicata e discesa, tecniche di arresto e di primo soccorso.

Durante il corso di specializzazione vengono impartite svariate tecniche che abbracciano le diverse tipologie di intervento che gli operatori potrebbero trovarsi ad effettuare. Pertanto all’allievo viene insegnata la tecnica di tiro avanzato (contro obiettivi in movimento ed in presenza di ostaggi, tiro da posizioni difficili e con entrambe le mani sia da soli che in squadra), tecniche avanzate per l’utilizzo di esplosivi (in presenza di ostaggi, caratteristiche e scelta degli esplosivi e della quantità e modalità di impiego per minimizzare i danni collaterali, uso di gas e loro impiego), corso di sci ed arrampicata, corso di guida veloce (difensiva ed offensiva), corso di nuoto e assalto anfibio frequentato presso il Centro Sub dei Carabinieri di Genova-Voltri, quindi presso il Comsubin per apprendere tecniche di ricognizione, avvicinamento, assalto e combattimento anfibio, corso sulle infrastrutture, tattiche di guerriglia e contro-guerriglia, corso di assalto ad aeromobili.

Tutti gli allievi che hanno superato queste due fasi sono in seguito ammessi ai seguenti ulteriori corsi di specializzazione, i quali durano all’incirca dieci mesi: paracadutista Tcl (Tecnica Caduta Libera), istruttore di tiro, tiratore scelto, istruttore di arrampicata, esperto di esplosivi (Eod e Iedd), sciatore, subacqueo, istruttore di difesa personale, controllore aereo avanzato (Fac).Tutti gli operatori frequentano inoltre corsi di storia dell’ideologia terroristica, archiviando e studiando la risoluzione di crisi da parte delle unità di forze speciali di tutto il mondo.

I Compiti del Gis

Il Gruppo Intervento Speciale (Gis) è un reparto d’élite dell’Arma dei Carabinieri, oltre ad essere qualificato come Forza Speciale predisposta per ogni tipo di azione militare ad alto rischio nei teatri internazionali. A differenza delle altre Forze Speciali italiane, il Gis, oltre a conferire al suo personale la qualifica di incursore, dà anche quella di agente di Pubblica Sicurezza, dato che è inquadrato nella Seconda Brigata Mobile dei Carabinieri.

Per quanto riguarda i compiti quello principale è la liberazione di ostaggi, la protezione di obiettivi sensibili da attacchi terroristici o criminali e garantire la sorveglianza e la sicurezza in occasione di eventi ad alto rischio. Inoltre il Gis è adoperato per garantire la sicurezza di personalità minacciate o per coadiuvare le unità territoriali in situazioni di crisi come rapimenti e cattura di criminali, latitanti o evasi pericolosi. Inoltre, essendo un reparto speciale dell’Arma dei Carabinieri, il personale in servizio nel G.I.S. viene chiamato in occasione di interventi internazionali di peace-keeping/peace-enforcing per condurre operazioni di antiterrorismo e per la riacquisizione di obiettivi in mano a terroristi o per la protezione di cittadini o interessi italiani.

Il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri è organizzato come segue:

– Un nucleo comando

– Una sezione di esplorazione, ricognizione e acquisizione obiettivi

– Una sezione di combattimento

– Una sezione di tiratori scelti

– Un’unità di negoziazione

– Una sezione tecnica

– Una sezione addestrativa

– Una sezione amministrativa

La sezione di combattimento è la più numerosa ed è a sua volta suddivisa in tre distaccamenti costituiti da squadre di quattro uomini: un comandante, uno specialista in esplosivi, uno specialista in arrampicata e uno specialista di equipaggiamenti, mentre la sezione di esplorazione, ricognizione e quella di tiratori scelti è costituita da squadre di tre uomini: due tiratori armati ed un esploratore equipaggiato.

Un operatore del Gis è addestrato all’utilizzo di svariate tipologie di armi personali, dall’Sc 70/90 sino al russo Ak-47 passando per l’Arx. Nell’inventario non mancano le pistole mitragliatrici Heckler & Koch Mp-5 in configurazione standard (A5) e silenziata (SD) nonché corta (K) che hanno praticamente sostituito le vecchie Beretta Pm-12. A partire dal 2003, il Gis ha inoltre adottato le Hk-51, versione in 5.56×45 millimetri delle Mp-5. Tra i fucili d’ assalto maggiormente in uso troviamo l’H&K G36 e G53 oltre allo Steyr AUG, il Colt M4A1 Sopmod e gli H&K Hk416 e 417. Com’è facile immaginare il reparto pone molta attenzione all’armamento per il tiro di precisione. Vengono utilizzati i fucili: Accuracy International AWP ed AWS, l’Heckler & Koch PSG-1, il Sako TRG-42, il Mauser SP86 e il Barret M-82 A1. Come arma individuale a canna corta il Gis si affida ancora alla Beretta M92 FS ma fa largo uso anche delle Glock 17 e 23.

I mezzi che il corpo utilizza sono principalmente quelli dei carabinieri, come l’elicottero Ab-412, oppure, per le operazioni a lungo raggio, quelli dell’Aeronautica Militare ed in particolare quelli della 46esima Aerobrigata (C-130 Hercules). Al Gis è anche presente tutta la tipologia di mezzi marittimi gonfiabili o a scafo semirigido già utilizzati dalle altre forze speciali (gommoni tipo Zodiac o Rhib).

È un momento difficile
STIAMO INSIEME