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Chi è Mustafa Sanallah, il “gestore” del petrolio libico

Mustafa Sanallah è il presidente della Noc, la società che in Libia si occupa dell’estrazione, produzione ed esportazione del petrolio. Per questo il suo, e quello dell’azienda di Stato che dirige, è un ruolo molto delicato. Forse il più importante sotto il profilo economico e politico. Ad oggi la Noc è l’unico ente libico risparmiato della divisioni del Paese. Gran parte del merito va ascritto proprio a Mustafa Sanallah.

Il profilo del numero uno della Noc è perfettamente ascrivibile al classico uomo di azienda. Mustafa Sanallah si è infatti laureato nel 1985 in ingegneria chimica presso l’università di Tripoli. Da allora la sua carriera è stata incentrata sempre nell’ambito petrolchimico. Non a caso il suo primo incarico è stato all’interno della Ras Lanuf Oil e Gas Processing Company.

Si tratta dell’azienda che ha in gestione l’impianto di Ras Lanuf, uno dei più importanti della Libia. Da qui già allora veniva estratta una grande quantità di greggio, con percentuali significative a livello di mercato interno libico. Il giacimento si trova anche in una posizione geografica strategica, essendo situato lungo la costa dell’estremità occidentale della Cirenaica, non lontano da Sirte.

La Ras Lanug Oil e Gas Preocessing Company fa parte della galassia di società gestite dalla Noc. Sanallah progressivamente si è spostato da questa azienda partecipata fino alla casa madre.

Durante l’era Gheddafi la Noc ha assunto un’importanza vitale. Buona parte dell’economia libica e dunque dei vasti introiti che hanno permesso al rais copiosi investimenti interni e all’estero, proveniva proprio dalle attività della Noc.

Quest’ultima ha sempre agito soprattutto con società joint venture partecipate con altre compagnie straniere. In tal modo si è inaugurato uno stile gestionale mantenutosi poi negli anni, anche dopo la fine dell’era Gheddafi.

Dal canto suo, Mustafa Sanallah ha iniziato ad essere stabilmente considerato tra i ranghi dirigenziali della Noc. Nel corso degli anni è diventato uno degli elementi di maggior esperienza all’interno della sede principale di Tripoli dell’azienda.

La consacrazione come “uomo della Noc” per Mustafa Sanallah è arrivata nel 2014, con la sua nomina al vertice della società. In quel momento la Libia è già scossa dall’instabilità successiva alla caduta di Muammar Gheddafi. Il Paese è frammentato e controllato da più fazioni e più gruppi e fatica a trovare una vera conformazione istituzionale.

Il 2014 è stato anche il lancio della cosiddetta “Operazione Dignità” da parte del generale Khalifa Haftar, con la quale ha conquistato buona parte della Cirenaica. La divisione tra est ed ovest della Libia è quindi diventata più marcata. A Tripoli ha continuato ad operare il parlamento eletto nel 2012, che nel 2016 ha assunto il titolo di Consiglio di Stato, a Tobruck invece si è insediata la Camera dei rappresentanti eletta nel 2014. Anche sul fronte governativo la spaccatura si è fatta netta: nel marzo 2016 si è insediato il governo di Fayez Al Sarraj, in Cirenaica è rimasto in carica l’esecutivo guidato da Al Thani.

In questo contesto, la Noc di Sanallah ha rappresentato l’unica entità libica rimasta unita e non scorporata tra est e ovest. La società peraltro ha potuto continuare con le sue attività in tutte le parti del Paese, assieme ai partner internazionali. Molti analisti hanno attribuito il merito proprio al Ceo Mustafa Sanallah. Negli ultimi anni, eccezion fatta per il blocco dei giacimenti operato da Haftar per diversi mesi durante il 2020, la quantità di petrolio esportata dalla Libia ha raggiunto livelli prossimi a quelli dell’era pre bellica.

La Noc non vive di luce propria. I suoi bilanci non sono il frutto delle attività dell’azienda, al contrario i proventi vengono versati nelle casse della banca centrale di Tripoli, successivamente è il governo ad erogare alla società il denaro necessario per garantire l’operatività. Questo, in un Paese estremamente frammentato, ha generato molte tensioni. Dalla Cirenaica più volte è stata chiesta una diversa e più equa ripartizione dei proventi del petrolio.

Il blocco dei pozzi da parte di Haftar nel gennaio 2020 è andato in questa direzione. La situazione si è sbloccata soltanto con l’individuazione di un fondo bloccato verso cui far confluire i soldi provenienti dalla vendita del greggio, in attesa poi di risolvere definitivamente la controversia. Un ruolo importante nella mediazione è stato giocato dallo stesso Sanallah. L’episodio ha dimostrato come, nel corso degli anni, il numero uno della Noc è riuscito a ritagliarsi l’immagine di figura super partes, salvando la società da una scissione in grado di dare il colpo di grazia definitivo alle velleità di stabilizzazione della Libia.

Proprio per questo suo ruolo terzo, più volte si è parlato di Sanallah come possibile candidato a un ruolo politico di primaria importanza. Tuttavia da Tripoli è sempre emersa la volontà del manager di rimanere all’interno della Noc ed operare unicamente in seno alla società.