Chi è Janet Yellen

Nata a New York da una famiglia di origini ebraiche nel 1946, Janet Yellen è stata proposta dall’entrate presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden alla guida del dicastero dell’Economia. In chiara risposta alla decisione dell’uscente presidente Donald Trump (il quale, nel 2018, non la riconfermò alla guida della Federal Reserve), Yellen incarna tutti i valori democratici sui quali Biden ha puntato per raggiungere l’obiettivo della Casa bianca: risposta monetaria espansiva, aiuti diretti all’economia e un occhio di riguardo soprattutto alla fascia di popolazione più svantaggiata. E oltre a ciò, con la sua nomina il nuovo presidente è intenzionato a portare esperienza e conoscenza del settore all’interno del proprio esecutivo, completando un’altra casella del prossimo governo federale americano.

Cresciuta in una famiglia benestante di New York, Yellen si laurea in scienze economiche all’università di Yale. Proseguendo dunque da quel momento in avanti la carriera accademica, arriva a coprire la cattedra di macroeconomia alla Berkeley University di San Francisco, in California. Ma è soltanto negli anni novanta che ottiene il primo incarico politico di rilievo sotto la presidenza di Bill Clinton, venendo nominata alla presidenza del Consiglio dei consulenti economici (succedendo ad un altro importante economista contemporaneo, Joseph Stiglitz). Nel 2010, sotto la presidenza di Barack Obama, viene nominata invece alla vicepresidenza della Fed, ruolo che ricoprirà sino al 2014 quando diventerà invece presidente della Banca centrale americana.

Contraddistintasi nei quattro anni di reggenza della Fed per il modo in cui è stata in grado di portare il paese fuori dalla crisi economica – in modo particolare, procedendo ad una graduale normalizzazione dei tassi d’interesse ed in opposizione alle volontà dei “rigoristi” – Yellen si è dimostrata sin da subito vicina alle classi più disagiate della popolazione. Nonostante ciò, però, nel 2018 non venne confermata, con il suo incarico che venne invece assegnato dal presidente Donald Trump all’avvocato americano Jerome Powell.

Prima che la nomina della Yellen venisse confermata, all’interno del mondo democratico si era fatta avanti la possibilità che il dicastero dell’economia venisse assegnato a Elizabeth Warren, attuale senatrice della forza guidata da Joe Biden. Tuttavia, il suo abbandono del Senato avrebbe assegnato momentaneamente il seggio al partito repubblicano, complicando la bilancia parlamentare e mettendo potenzialmente il nuovo presidente nella posizione di non poter operare a pieni poteri. E in questo scenario, dunque, la nomina della Yellen è parsa sostanzialmente obbligata, considerando anche come la sua figura sia particolarmente apprezzata da quella sinistra democratica che sin dalle prime ore dopo il primo spoglio si era sentita essere stata messa eccessivamente da parte.

Conosciuta ed apprezzata nel mondo progressista per la sua avversione alle logiche di Wall Street e per la sua vicinanza alle fasce più deboli della popolazione, Yellen può essere considerata il “lungo braccio” all’Economia di Biden. Keynesiana della prima ora, è inoltre convinta che soltanto lo stimolo pubblico posa in questo momento aiutare il Paese ad uscire dalla crisi, sebbene per mettere in campo questo progetto dovrà fare i conti con una già annunciata forte resistenza da parte del partito repubblicano. Tuttavia, tutto ciò potrà essere bilanciato dalla carica propositiva derivante dal primo successo ottenuto “semplicemente” con la propria nomina: Yellen sarà la prima donna in 231 anni di storia americana a sedere ai vertici del dicastero dell’Economia.

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