Storm Shadow, i missili che possono cambiare la guerra in Ucraina

Dopo un rimpallo di annunci, il Regno Unito ha confermato il trasferimento dei missili Storm Shadow all’Ucraina. L’invio di tali sistemi d’arma rappresenta una netta cesura con la politica dei partner occidentali dell’Ucraina di evitare il trasferimento di sistemi missilistici a lungo raggio di fronte al timore di una escalation da parte della Federazione russa. Le autorità ucraine hanno costantemente richiesto tali armamenti ai ploro alleati in vista delle prevista controffensiva e in virtù del loro elevatissimo valore strategico. La decisione di Londra potrebbe pertanto avere un impatto decisivo per determinare il prosieguo del conflitto.

Il progetto dei missili Storm Shadow prese forma a metà degli anni Novanta. Sviluppato congiuntamente dalla conglomerata francese Mantra e dalla britannica British Aerospace, il processo di produzione iniziò nel 1997 e i missili entrarono in servizio nel 2002.

Il missile è stato già impiegato in diversi conflitti armati prevalentemente con funzioni di Sead/Dead (Suppression and Destruction of Enemy Air Defenses). Il battesimo del fuoco di tale arma si ebbe durante l’invasione dell’Iraq del 2003, quando venne utilizzato dalle forze dello squadrone 617 della Raf. In seguito le forze aeree Nato si sono avvalse del missile nel 2011 durante l’intervento militare in Libia al fine di colpire sistemi anti aerei, bunker militari e la base aerea di Al Jufra. Lo Storm Shadow si è rivelato estremamente accurato, registrando un tasso di successo operativo del 97%. Esso è stato successivamente impiegato anche durante alcuni raid aerei in Siria, nonché durante i conflitti in Yemen e Siria.

I sistemi Storm Shadow sono missili da crociera di tipo fire and forget, i quali pertanto non richiedono un supporto tramite direzionamento esterno, ma la cui traiettoria non può essere mutata. Essi sono equipaggiati con una turbina Tr60-30 che garantisce un raggio operativo di ben 400 km, ridotti a circa 250 per le versioni da export e una velocità di 1000 km orari. Il missile è armato con una possente testata Broach a due stadi da oltre 400 kg e presenta un primo stadio a carica cava atto a creare una profonda penetrazione nell’obbiettivo tramite l’effetto Munroe, consentendo poi al secondo stadio di generare una possente esplosione nell’incavo e garantendo un elevatissimo potere penetrativo in precedenza detenuto solo da bombe a guida laser.

Lo Storm Shadow impiega un triplo sistema di navigazione per la fase iniziale del volo composto da sistemi di volo inerziali, Gps e Terprom (terrain profile matching). La precisione del missile è ulteriormente incrementata da un sistema Tercom (terrain contour matching) installato per la fase finale di raggiungimento dell’obbiettivo. Tale strumento combina una mappatura del terreno con misurazioni effettuate in tempo reale da un altimetro radar. Lo Storm Shadow è inoltre in grado di eseguire manovre evasive nelle fasi finali del volo, al fine di ridurre le possibilità di intercettazione.

Questa arma è lanciabile da quattro piattaforme aeree differenti, nello specifico: il Panavia Tornado, il Mirage 2000, il Dassault Rafale e dall’Eurofighter Typhoon. Attualmente fa parte dell’inventario di nove nazioni differenti. A partire dal 2006 la Francia ha avviato lo sviluppo di una controparte navale di missile denominata Mdcn (Missile de Croisière Naval), la quale è stata installata su fregate Fremm e su sottomarini classe Barracuda e Scorpène. In virtù del trasferimento all’Ucraina, è probabile che tali sistemi siano stati installati su aeromobili Mig 29 opportunamente modificati o su Sukhoi Su 24, di cui diversi esemplari appartenenti all’aeronautica ucraina erano stati inviati in Polonia per eseguire alcuni aggiornamenti pensati per renderli idonei all’installazione degli Storm Shadow.

Un missile Storm Shadow. Foto: David Monniaux/Wikicommons/Cc By 3.0.

La fornitura di tali sistemi missilistici all’Ucraina costituisce un vero e proprio game changer, in grado di avere un grande impatto sul prosieguo del conflitto. L’ottenimento da parte dei militari ucraini di nuove capacità operative nel corso del conflitto ha costituito una grave difficoltà per i russi, spesso incapaci di adattarsi a queste ultime in tempi brevi. L’arrivo degli Himars la scorsa estate ha infatti determinato l’inizio della sistematica distruzione da parte delle forze di Kiev delle retrovie e dei nodi logistici russi, risultando nella liberazione dell’Oblast di Kharkhiv e della città di Kherson.

Tuttavia negli ultimi mesi le forze russe sono riuscite a ridurre l’efficacia degli Himars, spostando fuori dalla portata di questi ultimi i depositi di munizioni e impiegando contromisure elettroniche per disturbarne i sistemi di puntamento. L’arrivo degli Storm Shadow consentirà di colpire obiettivi strategici quali depositi di munizioni, gangli logistici e basi aeree in profondità dei territori occupati. Ciò ridurrà significativamente le capacità offensive delle forze di Mosca, le quali saranno nuovamente costrette a modulare la loro logistica sulla base delle nuove capacità ucraine e preparerà il terreno per l’attesa controffensiva delle forze di Kiev.