Non appena atterri a Casablanca capisci che per i marocchini la sicurezza è al primo posto. I controlli sono meticolosi ma non invasivi. Il Paese è stato ferito dagli islamisti nel 2003. Il Paese ha reagito con forza, aumentando non solo i controlli, ma creando anche il Bureau central d’investigation judiciaire, servizio di sicurezza basato a Salé.

La lotta al terrorismo in Marocco nasce innanzitutto da un islam consapevole delle proprie tradizioni e allo stesso tempo tollerante nei confronti delle minoranze: quella cattolica e quella ebraica.Nel cuore di Dakhla sorge la chiesa cattolica costruita dagli spagnoli negli anni ’50. Ogni domenica le porte di questo luogo di culto si aprono per accogliere i fedeli. Le croci sono esposte su ogni lato della chiesa e i marocchini non hanno mai pensato di eliminarle in qualche modo: “Fanno parte della nostra storia e della nostra tradizione. Perché dovremmo abbatterle?”. Ed è questo il primo modo attraverso cui il Marocco combatte le forze islamiste: presentando un volto tollerante e aperto dell’islam.

Il secondo modo è legato alla sicurezza. Da poco meno di un anno è stato aperto il Bureau central d’investigation judiciaire, servizio di sicurezza modellato su quello dell’Fbi. È uno dei più sofisticati sistemi antiterroristici del Nord Africa e, forse, quello che collabora maggiormente con i servizi europei. Proprio gli 007 marocchini avevano avvisato i colleghi francesi della pericolosità di  Abdelhamid Abaaoud, una delle menti, se non la mente, degli attacchi a Parigi del 13 novembre scorso. Sono proprio i servizi marocchini a suggerire a quelli francesi la pista di Abaaoud e, soprattutto, quella di Molenbeek, il covo prediletto dai jihadisti che transitano dall’Europa. Non solo: sono sempre i servizi marocchini a segnalare il percorso di Salah Abdeslam dalla Francia al Belgio.

Non solo. Proprio in questi giorni – più precisamente il 18 febbraio – grazie all’intervento del Bureau central d’investigation judiciaire è stata smantellata una cellula terroristica basata in Marocco. Durante le perquisizioni sono stati trovati diversi tipi di armi: mitragliatrici, pistole, munizioni e materiale esplosivo.

L’obiettivo dei terroristi era quello compiere diversi attentati per colpire i gangli vitali dell’economia. Non solo: nel mirino dei terroristi c’erano anche alcune personalità pubbliche e i turisti occidentali.

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