Caduto lo Stato islamico, la domanda che in molti si pongono è come sistemare la situazione che riguarda i figli e le mogli degli ex combattenti dell’Isis. Centinaia, tra donne e bambini, rimangono in un vero e proprio “limbo”: non volute indietro dai paesi di origine, non processabili sia in Siria che in Iraq. Fausto Biloslavo, in questo reportage realizzato nel giugno del 2018, intervista le cosiddette “Lady Jihad”. Sono in tante e molto arrivano anche dall’Europa, alcune dall’Italia. Biloslavo raccoglie le loro storie, le loro illusioni quando si sono arruolate per il califfato, le loro speranze di una vita diversa.

Tra queste donne, spazio anche all’italiana Meriem Rehaily, che racconta del suo desiderio di voler tornare in Italia anche se questo significherà andare in carcere. Assieme a queste donne, i loro figli che pagano colpe non proprie: si tratta di bambini e bambine il cui futuro appare fortemente in dubbio per via della vita scelta dai loro padri, nel frattempo caduti in battaglia o fatti prigionieri durante il conflitto contro l’Isis. 

Ma tra le lady jihad emergono anche allarmi per l’Europa: alcune di queste donne infatti, denunciano a Fausto Biloslavo come molti dei terroristi che per anni combattono tra Siria ed Iraq adesso sarebbero già pronti per colpire nel vecchio continente. 

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