È il 24 marzo 2016: due giorni prima Bruxelles subisce il più devastante attentato terroristico della sua storia moderna, che colpisce l’aeroporto ed una stazione della metropolitana. In quel giorno sbarca nella capitale belga la troupe de Gli Occhi della Guerra guidata da Fausto Biloslavo e Giovanni Masini, i quali coadiuvati dai colleghi di una troupe inglese vanno in giro per Bruxelles per raccontare come la città reagisce a quei drammatici giorni. La tristezza, il senso di impotenza, ma anche la sensazione di totale assenza di sicurezza prende corpo in seno all’opinione pubblica di Bruxelles e dell’intero Belgio.
Manifestazioni in ricordo, ma anche di protesta da parte di alcuni gruppi più nazionalisti, vengono organizzate a pochi giorni dall’attentato. Un clima surreale, ben descritto nei reportage che hanno permesso anche agli italiani di comprendere cosa è accaduto in quelle drammatiche ore. È l’11 settembre belga, una data che tutti nel paese europeo e non solo non dimenticheranno. Una data che ha visto l’Isis colpire direttamente il cuore dell’Europa.

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