Viaggio negli psicofarmaci
Tra giovani, spaccio e dipendenze

Viaggio negli psicofarmaci tra giovani, spaccio e dipendenze

Psicofarmaci. Sono la droga del momento tra i ragazzi. Nati come medicinali per curare i disturbi mentali, per lo più tra le persone anziane, sono diventati un passatempo di tanti giovani in Italia: basta mescolarli con l’alcol per ottenere effetti simili a quelli delle altre droghe in circolazione. Negli ultimi anni sempre più giovani si sono avvicinati a questi farmaci: chi per seri problemi legati ad altre patologie, chi per cercare un nuovo modo di sballarsi.

Secondo uno studio del CNR di Pisa, nel 2022 il 10% dei ragazzi tra i 15 e 19 anni ne ha fatto uso. Quasi tutti con un solo, triste epilogo: la dipendenza. “Ho provato il Prozac – dice Danny, 24 anni – ti fai dei viaggi della madonna. L’anno scorso ero molto stressato e prendevo il Valium, sulle 40 gocce al giorno: poi una volta ne ho fatte 50, mi sono sentito morire, mi sono svegliato urlando”. Come con le altre sostanze più conosciute, chi prende gli psicofarmaci spesso entra in un vortice dal quale è difficile uscire. “Io non mi fermo, voglio sperimentare sempre di più”. Conoscendone i possibili effetti (riduzione dell’attenzione, ansia e, se abusati, tachicardia ed ipotermia) ci si aspetterebbe che l’accesso a questi medicinali fosse molto rigido, soprattutto per i più giovani. È davvero così?

Al contrario di altre droghe sintetiche, gli psicofarmaci sono disponibili nel mercato legale: vengono venduti in farmacia, dietro presentazione di una prescrizione medica. Ma (troppo) spesso basta un sorriso al venditore di turno, passare carta o banconota e il gioco è fatto, senza i documenti richiesti.

Da un’indagine de ilGiornale.it risulta che dieci farmacisti su trenta in media chiudano un occhio e consegnino ugualmente il prodotto. “Sono andato dal farmacista – continua Danny – dicendogli “ho bisogno del Valium, senza ricetta””. La risposta. “Va bene, te lo do comunque perché ci conosciamo”.
Non solo farmacie. Le “pasticche della felicità” – così oggi sono ribattezzati gli psicofarmaci – si trovano anche nel mercato illegale.

Non deve stupire se nelle stazioni delle grandi città italiane, tra degrado e spaccio, si possono trovare sostanze pericolose. Tra queste il Rivotril, fino a 20 volte più impattante del comune Xanax. Comprarle non è difficile: è sufficiente fingersi un consumatore e gli spacciatori sono ben contenti di fornirle. Anche alla luce del sole, a due passi dalle postazioni delle forze dell’ordine.

Non è finita. C’è un luogo fisico dove questi medicinali vengono usati legalmente e poi entrano nel mercato nero: il Sert, servizio per le tossicodipendenze. Ai pazienti vengono somministrate delle dosi per disincentivare il consumo di droghe pesanti (anche se a volte sviluppano una dipendenza proprio verso gli psicofarmaci).

Appena fuori dalle mura di questi centri nasce lo spaccio. Proprio lì dove i controlli dovrebbero aumentare, con tante persone in difficoltà, avviene uno scambio illecito di medicinali. Fuori dal Sert di Verona ad un’inviata de ilGiornale.it è stato proposto del Rivotril, senza nemmeno chiedere.

Infine il web. Come per altri prodotti, anche gli psicofarmaci sono entrati nel virtuale e oggi sono acquistabili su siti specializzati. Va detto che i prezzi sono anche dieci volte più alti delle confezioni che si acquistano in farmacia (forse proprio perché il venditore scavalca i controlli, ufficiali e telematici), ma chiunque abbia una connessione riuscirebbe a mettere nel carrello questi prodotti. Non sarebbe del tutto lecito, ma reperirli è fin troppo facile.

Ed è ancora più grave se ad accedervi, con così pochi ostacoli, sono i più giovani. Che poi soffrono di disturbi psichici, ne prendono ancora e ci ricascano.