Mio fratello è figlio unico
I mille volti della Cina PARTE 2
Foto, testo e video Antonio Faccilongo

Mio fratello è figlio unico

La Cina sta invecchiando alla stessa velocità con cui la sua economia cresce. Il tasso di crescita della popolazione sta registrando una notevole riduzione a causa di un calo delle nascite, gettando le basi per potenziali crisi demografiche, economiche e persino politiche nel prossimo futuro. Oltretutto la crisi globale legata alla pandemia del Coronavirus, partita proprio da Wuhan, ha costretto milioni di cinesi al distanziamento sociale, provocando una considerevole diminuzione del numero di gravidanze nei primi mesi del 2020. Inoltre le previsioni degli esperti indicano purtroppo che questo dato negativo è destinato a crescere nel 2020, e probabilmente anche nel corso del prossimo anno.

Per anni la Cina ha operato una serie di politiche intese a rallentare la crescita della nazione più popolosa del mondo, tra cui la famosa legge sul figlio unico. L’effetto a lungo termine di tale politica ha fatto si che la crescita demografica cinese oggi sia negativa. Nel 2019 il numero di nuovi nati è il più basso degli ultimi 60 anni e il tasso di natalità si è fermato all’1,04%. Un calo così vistoso del tasso di natalità e un aumento dell’aspettativa di vita hanno come risultato che presto la forza lavoro non sarà in grado di sostenere una così grande e vecchia popolazione.

Un bambino dorme su una panchina nel giardino della città proibita a Pechino

Entro il 2050, la percentuale di persone di età superiore ai 60 anni salirà al 34%, mentre la percentuale di persone in età lavorativa scenderà al 51%. Ciò rende solo 1,5 lavoratori per pensionato. Questo tipo di inversione rapida ha ripercussioni potenzialmente disastrose per l’economia e per la stabilità sociale. Dal 2016 il governo cinese, nel tentativo di trovare una soluzione a questo trend, ha modificato e allentato la legge del figlio unico, ma i dati mostrano comunque un calo delle nascite.

Un’anziana donna dorme su una sedia. La Cina invecchia ogni giorno di più, la crisi delle nascite influenza e influenzerà significativamente la società e l’economia del Paese

Questa iniziativa era stata introdotta nel 1978 con l’obiettivo di evitare un’eccessiva crescita della popolazione. Dal 2016 il governo di Pechino ha avviato la politica dei “due figli” concedendo tale possibilità alle coppie in cui uno dei due coniugi sia a sua volta figlio unico. Se negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso la bassa natalità era stata determinata dal divieto ad avere più di un figlio, oggi le cause del fenomeno sono da ricercarsi in dinamiche di natura sociale. Le famiglie cinesi scelgono liberamente di ridimensionare il proprio nucleo familiare e tra le ragioni principali incidono i costi dei servizi per l’infanzia, il crescente inurbamento, la maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro e l’elevato costo dell’istruzione.

Una giovane coppia con il loro bambino di pochi mesi a Taiyuan

I costi che le neo-coppie devono affrontare per costituire un nucleo familiare sono elevati. Secondo la Chinese Academy of Social Sciences il costo medio del crescere un bambino dalla nascita a 16 anni in Cina è di 490mila yuan. Questo dato è confermato da Tao Zhang che ci racconta che la loro spesa annuale ammonta a circa 5mila euro all’anno. La stragrande maggioranza dei lavoratori cinesi non arriva a guadagnare abbastanza per poter avere un figlio, né tanto meno per farne un secondo.

Un neonato viene visitato all’ospedale pediatrico di Taiyuan. Una delle ragioni per cui anche le giovani coppie di sposi non vogliono figli è la difficoltà ad affrontare i costi per allevare un figlio e la mancanza di tempo a causa del lavoro

Nonostante il giro d’affari che ruota attorno al matrimonio sia in aumento, i prezzi lievitano di circa il 25% ogni anno e si registra un calo del numero di coppie sposate. Secondo i dati del Ministero degli Affari Civili, il numero totale di matrimoni nel 2019 è di circa 9,47 milioni, in diminuzione rispetto ai 10,1 milioni dell’anno precedente.

Un’agenzia fotografica di Taiyuan realizza servizio matrimoniali una settimana prima delle nozze. I costi per i ricevimenti sono altissimi, così come il numero di invitati: in Cina è tradizione invitare non sono i parenti e gli amici ma anche i conoscenti e amici dei conoscenti. Questo è uno dei motivi che rende sempre più difficile alle giovani coppie intraprendere il grande passo

Anche in questo caso, il trend negativo del numero dei matrimoni è da attribuirsi principalmente a ragioni di natura economica e sociale. I giovani cinesi, si sono allontanati dalle tradizioni delle generazioni precedenti. La loro scala di priorità è differente sia per necessità che per scelta. Per alcuni di loro rimanere single significa avere maggiori prospettive di carriera, mentre il matrimonio non rappresenta più una necessità come era per i loro genitori. Si sono spostati nelle grandi città cercando prospettive future migliori, puntando tutto, o quasi, sulla carriera.

La mensa di un’agenzia fotografica di Taiyuan realizza servizi matrimoniali una settimana prima delle nozze. Il servizio matrimoniale può arrivare a durare anche tre giorni, per questo all’interno degli studi sono presenti anche punti per la ristorazione o per il pernottamento

Tuttavia il mercato del lavoro nelle grandi metropoli è molto competitivo e gli estenuanti orari di lavoro ed i costi elevati della vita, nonché un sistema di welfare poco efficiente, fanno sì che sempre più giovani siano disincentivati a costruire una famiglia. Trovare un partner e mantenere una relazione richiede tempo ed energie da investire che questa generazione sembra non avere. Ne consegue che anche l’età media del matrimonio è aumentata, se nel 2000 era di 23 anni già nel 2017 il dato è salito a 26 anni.

 

Una ragazza prova un abito da sposa tradizionale in un negozio di Taiyuan

Un altro problema che colpisce i giovani è la grande pressione esercitata dalle famiglie verso i loro figli. La cultura popolare cinese prevede che i giovani si sposino molto presto, le persone vengono considerate vecchie se non si sono sposate entro i 25 o 26 anni. Questo crea grandi aspettative ed esercita una forte pressione sui giovani. A Pechino, ma anche in tutta la Cina, nel parco della città proibita due volte a settimana si radunano genitori, ma anche agenti professionisti, per provare a concordare dei matrimoni per i loro figli ormai considerati troppo vecchi per farlo da soli.

Una vetrina di un negozio di abiti da sposa a Taiyuan

Qui le persone si scambiano foto, curriculum vitae e cercano di capire se la condizione sociale ed economica può essere soddisfacente per entrare le parti. Un vero e proprio mercato di sposi e spose. La ricerca di un compagno, inoltre, non è facilitata anche dal numero di maschi notevolmente superiore a quello delle donne. Questo è dovuto alla politica del figlio unico, dove nelle campagne le famiglie dei contadini per far fronte alla vita rurale mantenevano i figli maschi “scartando” le femmine considerate meno produttive. Oggi questo numero elevato di uomini appartenenti ad un estradizione economica umile trova con difficoltà delle donne del ceto superiore disposte a sposarsi con loro.

Un’anziana donna mostra un’antica foto della sua famiglia, nella quale sono presenti numerosi bambini, risalente a prima della legge sul figlio unico

Un altro aspetto da tenere in considerazione è la difficoltà con cui i giovani cinesi comunicano con il sesso opposto ed instaurano relazioni affettive. Il cambiamento dello stile di vita dei giovani è sempre più caratterizzato da un uso ossessivo, se non in alcuni casi maniacale, della tecnologia e dei social media. Le conseguenze di questo uso spropositato sono evidenti sulla nuova generazione, ormai incapace di avere rapporti sociali e di comunicare con il prossimo nel mondo reale.

Bambine sui rollerblade. Un altro fattore che disincentiva i giovani a relazionarsi con l’altro sesso e a fare bambini è l’alto stress competitivo del sistema lavorativo e sociale cinese

Il 45% dei giovani maschi cinesi tra i 13 e i 19 anni oggi si dichiara disinteressato al sesso e all’amore. Vivere quasi esclusivamente attraverso degli apparecchi elettronici può suscitare un senso di alienazione e distaccamento dalla realtà che come conseguenza sta cambiando le relazioni sociali e, in particolare, il modo in cui i giovani si approcciano tra loro. Il contatto nella vita reale diventa più raro e per questo più difficile.

Una coppia su una barca in un laghetto di Pechino. La ragazza ha “affittato” un fidanzato per qualche ora utilizzando una app che aiuta i giovani che non hanno confidenza con l’altro sesso a imparare cose semplice come passeggiare mano nella mano o mangiare un gelato in compagnia

Ad oggi le operazione compiute dal governo di Pechino per arginare questo problema sono state troppo timide e non hanno portato ai risultati sperati. Nel tentativo di rispondere a questa situazione di rieducazione sentimentale sono nati alcuni servizi privati che usufruiscono dell’appoggio dello stato.

Una giovane coppia di sposi chiacchiera seduti sul letto nella loro villa a Huaxi

Ad esempio grazie ad un’app è possibile “affittare” ad ore un fidanzato o una fidanzata, non con finalità sessuali, ma per imparare a comportarsi con l’altro genere facendo cose semplici come una passeggiata mano nella mano o riscoprire come comportarsi in una dinamica di coppia.

Foto, testo e video Antonio Faccilongo