Eroina elettronica
I mille volti della Cina PARTE 1
Foto, testo e video Antonio Faccilongo

Eroina elettronica

Nel 1997, sul territorio cinese erano presenti 300mila computer e 620mila persone erano in grado di navigare su internet. Due decenni dopo, quel numero è esploso. Secondo l’agenzia governativa China Internet Network Information Center, 802 milioni di persone accedono oggi a Internet, dando alla Cina il primato della più grande comunità online del mondo. Negli ultimi anni, però, anche un altro dato è aumentato in maniera esponenziale: quello dei dipendenti da internet e gaming online. Nel 2019 infatti i giovani affetti da questa dipendenza ammontavano a ben 24 milioni.

Come affermano le nostre fonti in Cina – con la diffusione globale del Coronavirus, iniziata nella città di Wuhan e con il conseguente isolamento delle persone – tutte le forme di dipendenza sono aumentate. Lo stress emotivo a cui sono sottoposti i cittadini amplifica le vecchie dipendenze, in particolare proprio quella da internet e gaming online.

Un gruppo di ragazzi condivide una postazione in un game point di Pechino

In tutto il mondo, ci sono circa 198 milioni di fan degli E-Sports e di questi 75 milioni si trovano in Cina. Gli interessi economici in gioco sono altissimi e si stima che l’industria cinese dei videogiochi valga da sola 30 miliardi di dollari di entrate all’anno, coinvolgendo oltre mezzo miliardo di persone. E c’è anche chi ha cercato di far includere gli E-Sports alle olimpiadi, non trovando però alcun riscontro.

Un ragazzo passa intere giornate in un internet point di Pechino. Gioca contemporaneamente a 4 giochi, due sul computer e due sul telefono. Per non lasciare la sua postazione si porta il cibo precotto da casa

Le competizioni professionali di videogiochi esistono ormai da molti anni, ma la loro crescita negli ultimi cinque è stata esponenziale. Queste competizioni, iniziate come eventi di nicchia dedicati a giocatori che volevano testare le loro abilità, si sono trasformate in veri e propri tornei che si svolgono all’interno di arene ultramoderne che ospitano migliaia di tifosi urlanti e offrono montepremi da capogiro in grado di raggiungere anche svariati milioni di euro.

Le riprese per una diretta televisiva di una competizione nazionale di e-sports tenutasi a Shanghai

I giocatori professionisti si allenano fino a 14 ore al giorno per sette giorni alla settimana, sono seguiti da team di professionisti che ne guidano le carriere e li spingono a dare il massimo per il bene della squadra (e del profitto). Normalmente, ogni squadra è composta da 15 giocatori, un allenatore, un fisioterapista, un medico e vari manager. Il piatto in gioco è altissimo, chi sbaglia viene immediatamente sostituito e difficilmente avrà un’altra occasione.

Un membro del team Hero all’entrata nell’arena mentre saluta i suoi fan a Shanghai

La carriera di questi atleti inizia molto presto, intorno ai 15 anni, ma finisce anche in un lampo, intorno ai 23 anni. E questo accade per due motivi: perché lo stile di vita e i ritmi stressanti conducono i giocatori a voler cambiare stile di vita e poi perché, superati i vent’anni, i riflessi cognitivi cominciano a calare e le prestazioni a risentirne.

Un ragazzo mentre usa il suo smartphone all’interno di una sala giochi a Pechino

La posta in gioco e il livello di professionalità in questo settore sono così alti che alcune università hanno lanciato un corso specifico per gli E-Sports in modo tale da addestrare i futuri campioni. Qui gli studenti imparano soprattutto tecniche di gioco avanzate e, dopo il primo anno, vengono divisi in diverse classi. I migliori si concentrano sul diventare giocatori professionisti mentre agli altri viene insegnata la parte amministrativa, finanziaria, promozionale e progettuale del settore.

Giovani fan in attesa dell’arrivo del team Hero, professionisti rinomati di e-sports, a Shanghai

Sempre più giovani in Cina sognano di diventare atleti professionisti di E-Sports. Ma solo un piccolo numero lo diventerà realmente. Molti invece, cercando di inseguire questo sogno, potrebbero incorrere in gravi problemi. Nel 2008, il primo Paese a dichiarare la dipendenza da internet come un disturbo clinico è stata la Cina, di fatto riconoscendone la pericolosità sia per la persona sia per la società.

Il palco di una competizioni di e-sports tenutasi a Shanghai. In palio in questi tornei ci sono montepremi da svariati milioni di euro e la fama tra centinaia di milioni di giovani

Molti giovani passano la quasi totalità della loro esistenza all’interno di internet caffè, dove possono navigare o giocare online, perdendo completamente il senso del tempo e dello spazio, hanno difficoltà a smettere di giocare e a “riconettersi” con la realtà. Trascorrono intere giornate o notti giocando online a League of Legends o Counter- Strike, giochi leader in questo settore. Decessi per infarto e ictus sono oramai molto comuni e il loro numero è in aumento. Queste morti sono principalmente dovute a una dipendenza sempre più forte e a tornei molto stressanti per il fisico e la mente, che possono arrivare a durare anche 40 ore consecutive. Talvolta i ragazzi, per evitare di abbandonare i loro schermi, possono arrivare ad indossare dei pannolini.

Genitori distratti dai loro smartphone in una sala giochi di Tayuan

Questa dipendenza, che spesso è stata accumunata a quella per l’eroina, sta colpendo un’intera generazione di giovani cinesi. Il governo di Pechino ha adottato alcune misure per cercare di limitarne gli effetti. Ad esempio, è stata emanata una legge che regolamenta il tempo che un singolo utente può utilizzare un gioco. Per questo tra i ragazzi è diventato comuni fare “zapping”, raggirando così il limite temporale del videogaming saltando da un gioco ad un altro utilizzando il massimo dei minuti consentiti ma su un numero pressoché illimitato di giochi, mandando di fatto in frantumi le disposizioni della legge.

Utenti della metro di Pechino mentre utilizzano i loro cellulari per navigare

A fine anni Novanta, quando il problema praticamente non esisteva, sono nati i primi campi di rieducazione. Oggi sono diffusi in tutta la Cina e ospitano migliaia di ragazzi, inviati dalle loro famiglie, in cerca di guarigione. Questi campi assomigliano a centri di addestramento militare dove i ragazzi indossano tute mimetiche, marciano per ore come soldati e ricevono un addestramento incline a fargli superare ostacoli e avversità.

Giovani ragazzi si addestrano all’arte del Tai Chi nel campo di recupero da dipendenze da internet e videogaming della città di Weifang

Rigore e disciplina sono al primo posto e chi non rispetta le regole viene mandato in isolamento. In molte occasioni questi centri sono stati criticati per durezza dei loro trattamenti. Uno di questi centri ha acquisito notorietà dopo che si è venuto a sapere che, per trattare alcune forme molto intense di dipendenza, si è ricorso all’uso della terapia elettro-convulsiva. Nel tempo, il rincorrersi di notizie di abusi sui ragazzi ha spinto il governo cinese a controllare con maggiore attenzione questi centri. Il centro Zheng Xin di Weifang è uno dei più importanti in Cina per diagnosticare e curare la dipendenza da Internet.

La rigida dottrina militare imposta ai ragazzi è mantenuta in ogni circostanza anche duranti i pasti. Chi non si è impegnato abbastanza durante le attività o si è comportato in modo non rispettoso deve rimanere al suo posto in piedi tutto il tempo e guardare gli altri mentre mangiano

La struttura è composta da diversi edifici – aule per le lezioni, palestra, uffici, mensa, dormitori, una sala per gli spettacoli, il cinema e un cortile dove vengono fatti gli esercizi atletici – e nel campo non sono ammessi dispositivi elettronici di nessun tipo. In questo centro il trattamento consiste in una combinazione di terapia farmacologica, consulenza psicologica, esercizio fisico e attività con le famiglie che possono incontrare una volta al mese. La durata del percorso di recupero è imprevedibile ma generalmente dura almeno sei mesi, anche se ci sono stati casi di ragazzi che sono stati ospitati anche due anni.

Il campo di recupero da dipendenze da internet e videogaming della città di Weifang

I ragazzi del camp iniziano la loro giornata alle sei del mattino. Dopo le pulizie di rito e l’appello sugli attenti in stile Marines, inizia l’allenamento. Prima i ragazzi marciano a ritmo impeccabile e dopo fanno esercizi ginnici per attivare il corpo e la mente. Al termine di questa prima fase, tutti corrono alla mensa dove avranno la loro meritata colazione.

Razzi marciano nel giardino del campo di recupero da dipendenze da internet e videogaming della città di Weifang

Nel resto della giornata i ragazzi si esercitano in attività fisiche, come Tai Chi, ginnastica, corsa, marcia, yoga, e in attività artistiche come il canto, la recitazione, il disegno e in altre piccole attività. I dormitori sono spartani e funzionali, con letti a castello con materassi sottili e stuoie di paglia in ogni camera. Dopo la cena i ragazzi si occupano di lavare le loro uniforme e poi vanno a dormire.

Le enormi conseguenze pagate da questa giovane generazione sembrano non interessare all’industria degli E-Sports, troppo concentrata a massimizzare i suoi profitti. Ma soprattutto oggi, vista la situazione di crisi sanitaria globale, sembra davvero importante rimettere al primo posto dei programmi la salute e il benessere di questi ragazzi.

 

Foto, testo e video Antonio Faccilongo