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Società

Il diritto ad avere figli, l'esempio della SPagna

Differenti opportunità in Spagna e Italia per le donne che vogliono accedere alla Procreazione Medicalmente assistita

Questo reportage è tra i vincitori del corso di reportage della Newsroom Academy tenuto da Daniele Bellocchio

Valencia, Spagna, la terza città del Paese, non distante dalla ricca e multiculturale Barcellona e dalla Capitale Madrid. In comune hanno uno spirito progressista, fermento giovanile e temi sociali freschi e sulla cresta dell’onda. Il clima di chiusura di un recente passato dittatoriale risulta essere pienamente oltrepassato quanto si toccano temi di rilievo, come la PMA (Procreazione medicalmente assistita).

Introdotta in Spagna più di quarant’anni fa, la PMA ha permesso a migliaia di persone di coronare il sogno di diventare genitore. La Spagna è stata fin dal 1977 il primo paese europeo a permettere di accedere alla PMA a tutte le donne. L’esperienza avanguardista di un Paese in evoluzione democratica ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, della scienza e delle persone comuni di tutta Europa e del mondo, che iniziano a porsi questioni di etica e di morale attorno un tema estremamente sensibile e controverso. Nell’Unione europea, tuttavia, la regolamentazione della PMA differisce molto tra uno Stato e l’altro. L’Italia è stato uno dei Paesi a colmare il vuoto giuridico nel settore specifico nel 2004, adottando una legislazione considerata tra la più severe d’Europa. Ciò ha provocato una vera e propria migrazione di medici e pazienti verso la Spagna.

Lo studio del dott. Forgiarini a Valencia, si trova in una clinica che ha tutta l’aria di essere un ambiente internazionale. Nella sala di attesa le lingue principali, insieme allo Spagnolo, sono l’Italiano e l’Inglese. Il dottore mostra una disponibilità all’incontro che qualsiasi giornalista vorrebbe ricevere, mettendoti a proprio agio e valorizzando il compito della comunicazione. La sua serietà da professionista nel settore della PMA si esplicita nella generosità del tempo trascorso a conversare per sottolineare che l’informazione è il principale aiuto nel suo settore specifico. Afferma che ci sono dei tabù da abbattere e delle mentalità da coinvolgere.

“Sono Antonio Forgiarini, ginecolo della clinica Next Fertility di Valencia, mi sono laureato a Roma a Torvergata, succesivamente sono venuto in Spagna e mi sono innamorato di questo Paese e sono rimasto qui a lavorare oramai da 16 anni. La mia professione potevo esercitarla ovunque, è stata una coincidenza che venendo in Spagna abbia fatto una scoperta che mi avvicinasse alla PMA, pensavo di dedicarmi ad altre branche della ginecologia. Il fatto che qui le leggi siano abbastanza permissive, consente di fare molte esperienza; le tecniche sono molto avanzate, esiste una certa cultura che non si trova in molti altri paesi d’Europa, che mi ha permesso di conoscere questo tipo di tecniche e innamorarmi di questo lavoro. La possibilità di sperimentare è ciò che mi ha spinto a rimanere qui, come le possibilità che ci sono in questo ambito. La legislazione italiana fino a cinque-sei anni fa era molto restrittiva. Le leggi sull’analisi degli embrioni .per esempio – erano molto strette, ultimamente questa legge si è ammorbidita, è diventata più permissiva”.

La legge sulle tecniche di riproduzione umana assistita di riferimento in Spagna è la 14/2006 del 26 maggio. Importante notare la manifestazione dell’anonimato dei gameti. Tale anonimato induce a interpretare la donazione come un’azione altruista, per cui ne scaturisce una rinuncia in maniera categorica a qualsiasi diritto di paternità.

Il figlio è a tutti gli effetti legali figlio della coppia che si è sottoposta al trattamento (donazione di sperma, ovociti e di embrioni). La legge spagnola prevede la possibilità di accedere al trattamento alle madri single, la donazione del seme, la donazione degli ovociti, l’anonimato del donante e l’adozione di embrioni, mentre ancora c’è ambiguità sulla fecondazione post-mortem. La legge italiana 40/2004 sulla PMA prevede delle tecniche meno invasive. Il divieto della fecondazione eterologa è decaduto a partire dal 2014. Tuttavia, ad oggi, resta in Italia il divieto per le donne single, l’adozione di embrioni e la fecondazione post-mortem.

Graziana Bruno è una mamma single italiana, che vive a Valencia da più di 20 anni. Ascoltare la sua esperienza infonde forza e coraggio a chi desidera avere un bambino, pur non avendo un partner. “Ho 40 anni, ho fatto l’inseminazione quando ne avevo 37. Ho precedentemente deciso di congelare gli ovociti. Quando decisi di diventare mamma abbiamo programmato l’inseminazione. Non mi era stata riscontrata infertilità, ma non avendo un partner non volevo aspettare che arrivasse quando sarebbe stato troppo tardi”.

Graziana è rimasta incita di due gemelli. Il suo viso è illuminato da una luce raggiante quando parla della sua nuova famiglia. La voce le trema quando ripercorre le tappe del suo percorso. Dice di essere stata incoraggiata dai suoi genitori, emigrati in Spagna da più di vent’anni e che gestiscono un’attività di ristorazione a Valencia. Graziana è molto orgogliosa della possibilità che ha colto di poter essere madre. La sua vita è cambiata. Ha amore da vendere e tantissimo da ricevere quotidianamente dai suoi gemellini. La commozione e la fierezza fanno tutt’uno sul suo volto. Ammette di aver avuto coraggio, però confessa anche che il ruolo della sua famiglia di origine è stato determinante dall’inizio alla fine del percorso. “siamo una famiglia proveniente dalla provincia di Bari. Ci siamo trasferiti a Valencia e ringrazio i miei genitori che mi hanno fatto conoscere quest’altra realtà nella quale ho incominciato ad intravedere altre forme del pensiero. Ho incominciato a lavorare alla clinica Next Fertility come assistente e a poco a poco ho fatto entrare nuove idee nella mia quotidianità. Ascoltando le esperienze delle pazienti e gli incoraggiamenti dei miei familiari, ho capito che il percorso di madre single era una mia realtà concreta, se fossi rimasta nel mio paesino, non l’avrei mai saputo. Non c’è comunicazione su questi temi, le informazioni non sono accessibili a tutti”.

Graziana racconta con disinvoltura che la sua esperienza di madre single non è per nulla ostacolata dal contesto sociale che la circonda. Al contrario, le maestre dei bimbi – che vanno all’asilo da quando hanno 5 mesi – si mostrano comprensive su eventuali ritardi a scuola. Graziana si è inserita al lavoro pochi mesi dopo il parto, riceve una riduzione sulle bollette della luce e un sussidio di 3.800 per il fatto di essere madre single con più di un bambino. La nuova famiglia vive serenamente in una casa tutta per loro. Graziana è molto rassicurante e determinata quando descrive il suo “modello di famiglia” e quello che lei chiama “processo di normalizzazione in casa”.“ I miei bambini sono bambini felici, non sentono la mancanza di un padre. Facciamo spesso disegni con vari modelli di famiglia; disegniamo le famiglie con un padre ed una madre, famiglie con due madri e con una e loro sanno perfettamente riconoscere la loro in tutta normalità e spensieratezza”. “Il nostro è un modello di famiglia integrato e al passo con i tempi”.

Claudia Vergara aveva 50 anni quando è diventata madre. E’ felice di condividere la sua esperienza perché vuole dare coraggio a tutte le donne, in particolare a quelle che hanno un’età avanzata. Claudia ha adottato un embrione, è riuscita a rimanere incinta al secondo tentativo. Inizialmente aveva programmato di andare negli Stati Uniti, idea che ha bocciato per motivi economici, e ha poi effettuato il trattamento a Barcellona.

“Uscivo da una relazione di 13 anni con un partner che non voleva avere figli. Avevo paura di diventare madre da sola per motivi culturali ed economici. Sono Cilena e nel mio Paese la PMA è vista come peccato nell’ambiente sociale. Tuttavia il mio ex partner spesso si trovava senza lavoro ed ero io a mandare avanti la nostra relazione da un punto di vista economico. Poi capitò che per lavoro mi trasferii in Spagna ed incominciai ad assaporare la normalità dell’essere madre single a livello di comunità. Questo mi cambiò la vita, oggi sono madre single anch’io perché mi trovavo nel luogo giusto nel mio momento giusto!”.

Claudia è andata a vivere a Tenerife, dove tutto il percorso di assistenza sanitaria è offerto dalla comunità autonoma di Tenerife. Successivamente si è trasferita in Lussemburgo per motivi di lavoro e vive felicemente con suo figlio Fabrizio, che oggi ha 5 anni. E’ emozionata e generosa nel condividere i dettagli del suo parto, ha voglia di dare un sostanziale contributo al cambio di una mentalità che lei considera troppo ristretta ma soprattutto penalizzante per le donne. “La mia vita con Fabrizio ha colore e un senso forte adesso. Non vivo più quel sentimento di solitudine ed incomunicabilità affettiva che mi invadeva l’anima prima di questa esperienza. E’ giusto che tutte le donne che lo desiderino possano avere un’opportunità. Non è semplice, ci vuole molto sacrificio e non poche risorse economiche, ma posso affermare con certezza che adesso ho la gioia di vivere, grazie alla presenza di mio figlio Fabrizio.” Non sembra avere alcuna paura di dover, nel futuro, spiegare a suo figlio con più dettagli il percorso della sua nascita e con uno sguardo innamorato e voce commossa ripete che il suo gesto è stato l’atto di amore più grande e quando sarà il momento di affrontare certe conversazioni, è certa che suo figlio non dubiterà della genuinità che risiede nel ricevere il dono della vita. Poi Claudia sdrammatizza dicendo: “ ho più difficoltà adesso a spiegare a dei conoscenti in Cile il mio percorso, piuttosto che a mio figlio che mi adora e che amo”.

La PMA è un tema di interesse sociale e scientifico che continua a suscitare molto fermento da parte dell’opinione pubblica. Le legislazioni, quelle più permissive e quelle più restrittive, sono costantemente a confronto. L’Italia e la Spagna sono molto collaborative in questo campo da un punto di vista medico. Afferma il dott. Forgiarini: “collaboriamo attivamente con i colleghi in Italia, spesso sono loro che ci inviano pazienti che in Italia non potrebbero essere seguiti per restrizioni giuridiche. Ma i nostri stessi pazienti sono seguiti anche da medici in Italia per agevolare il paziente ed evitare di fare troppi viaggi. Il divario con l’Italia si sta attenuando, le legislazioni si stanno ammorbidendo”

Il confronto sul piano giurisprudenziale tra l’ordinamento italiano e quello spagnolo è stato agevolato, nel corso degli anni, dalle comuni radici culturali. Italia e Spagna hanno reciprocamente beneficiato delle proprie esperienze, giungendo alla riproduzione di modelli di legge sempre più vicini ed affini. Gli organi legislativi hanno fatto tesoro di un costante dialogo sul tema della riproduzione umana, lasciando emergere una forte compenetrazione delle norme su questa tematica. L’esperienza avanguardista della Spagna è servita da timone per l’avvicinamento di due realtà che hanno storicamente condiviso esperienze comuni sul piano politico, religioso e sociale.

La voce seria del dottore Forgiarini ci lascia un messaggio di serenità e positività: “Le società evolvono più rapidamente di quanto evolvano le leggi. Prima cambia la mentalità delle persone poi cambiano le leggi. Dobbiamo diffondere informazione per poter sostenere la libertà, la libertà di accettare le scelte di tutti e di accettare noi stessi”.

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