I nomadi digitali
Lavorare girando il mondo
Testo e fotografie di Daniele Cagnazzo

I nomadi digitali

Il vento soffia forte nella piccola baia di playa honda, dove la bassa marea ha allontanato la furia dell’oceano oltre la banchina e le stradine ormai deserte sanciscono la fine della giornata per i piccoli ristoratori e commercianti. La serata è piacevole, mite, immersa nel silenzio di un semplice paese di una provincia qualsiasi, mentre nel piccolo aeroporto a picco sul mare un altro aereo pieno di passeggeri si appresta ad atterrare.

Lanzarote, la perla delle isole canarie, ospita ogni giorno centinaia di turisti provenienti da tutta Europa, negli ultimi anni è diventata una delle destinazioni preferite dei “nomadi digitali”, lavoratori viaggiatori che vivono il lavoro in modo flessibile e smart, grazie alla forte trasformazione digitale degli ultimi anni.

Secondo Intuit, società americana di sviluppo software, negli Stati Uniti si stimano circa 7,5 milioni di nomadi digitali nel 2020. Estendendo il radar a livello globale, si stima che nel 2035 questo universo arrivi a contare quasi un miliardo di individui.

Un trend in forte crescita tra le nuove generazioni, stanche di collocarsi all’interno di schemi prestabiliti e gerarchici, e che decidono di scappare dai ritmi frenetici della città e dai suoi alti costi, prediligendo una migliore qualità della vita in luoghi dalle condizioni meteorologiche ottimali, con un accesso a internet veloce e senza intoppi.

Osservando la tranquillità e al tempo stesso la moltitudine di servizi offerti dall’isola, Lanzarote è diventata “the place to be” per il nomadismo digitale.

Fabrizio, 31 anni, da tre a Lanzarote. Si occupa di Web marketing design, lavorando da remoto per un’azienda spagnola che opera nel campo del turismo. Laureato in Comunicazione, ha deciso di intraprendere questa strada in seguito alle (poche) opportunità di lavoro in Italia.

Dallo studio di casa sua, Fabrizio lavora in piena autonomia, rispondendo alle varie richieste del team spagnolo: “Non hai altre distrazioni, ma sei concentrato nel lavorare e a completare tutte le tasks che ti vengono affidate nei tempi prestabiliti. È come essere in ufficio, ma da casa tua. Rispetto alla città e al lavoro tradizionale, hai la possibilità di ritagliarti molto più tempo per le tue passioni. Io ad esempio suono la chitarra e mi esibisco con un gruppo di amici tra i diversi locali della zona”.

Katia, 35 anni, trascorre parte del tempo a Playa Honda. A differenza di Fabrizio, non vive in pianta stabile a Lanzarote, ma viaggia molto spesso durante l’anno, sfruttando a pieno la potenzialità della rete per lavorare da remoto, ovunque essa sia. Si occupa di Customer Service, lavorando con diversi clienti sparsi in tutto il mondo. Laureata in Lingue a Roma e con un Mba negli Stati Uniti, la vita da nomade digitale è stata una necessità.

 

“Mi occupavo di Procurement per una grande multinazionale americana a Dubai. Dopo diversi anni spesi all’estero, tra New York e Dubai appunto, ho deciso di fare ritorno in Italia. Ho fatto diversi colloqui a Milano ma le condizioni contrattuali erano davvero ridicole. Ho sfruttato la mia esperienza all’estero per reinventarmi in questo nuovo mondo. Lanzarote è la mia isola felice, tranquilla e lontano dal caos. Mi piace perdermi tra i vari mercatini che affollano i piccoli centri e ritagliarmi del tempo libero per le mie passioni”.

Il lavoro da nomade digitale ti permette di ridisegnare la tua routine giornaliera, cambiando location, progetto, interlocutori. Ed è quello che mi racconta anche Valentina, 31 anni, copywriter. Originaria della provincia di Milano e laureata in psicologia, ha intrapreso questo percorso per evadere dalla quotidianità e dedicarsi a esperienza uniche in giro per il mondo.

La incontro in una caffetteria ad Arrecife, il luogo da dove lavora abitualmente: “Il lavoro da remoto, sebbene libero da ogni vincolo, può però limitare la sfera delle relazioni interpersonali. Così, lavorando in una caffetteria o in uno spazio coworking, si ha la possibilità di incontrare e conoscere persone nuove, per scambiarsi opinioni e punti di vista. Devi essere sempre attivo su tutti i fronti, darti da fare per costruirti la tua rete, non solo virtuale, ma soprattutto fatta di contatti reali. Per questo, oltre al lavoro, è importante trovare del tempo libero da dedicare ai propri hobby, per condividere passioni e interessi, per trovare un punto di incontro con il mondo reale”.

E il Magma Innovation Hub nel pieno centro di Arrecife, a pochi passi dallo splendido El Charco de San Ginés, rappresenta sicuramente una buona opportunità di networking e coworking sull’isola.

Fortemente voluto dal gruppo Martinez, uno dei gruppi storici spagnoli, Magma è un centro pionieristico delle Isole Canarie in termini di innovazione, formazione, imprenditorialità e lavoro. Lo spazio nasce con l’idea di costruire un centro dal quale attingere risorse per i progetti acquisiti dal gruppo a livello internazionale. Un modo per veicolare l’economica locale attraverso l’offerta di servizi specializzati, soprattutto nel campo IT, design e Turismo.

E in Italia? Il nomadismo digitale potrebbe rappresentare sicuramente un’occasione per attrarre nuovi professionisti anche nei piccoli borghi del meridione. Il lavoro da remoto potrebbe limitare infatti lo spopolamento di alcune aree, e permettere a un freelancer di vivere in modo più sereno e felice, con dei ritmi meno frenetici, immersi nella natura e godendo di un clima bello e accogliente.

Testo e fotografie di Daniele Cagnazzo