Non solo sfide verso la modernità, investimenti e voglia di crescere nell’ambito africano ed arabo: il Marocco in alcune sue parti presenta ancora della sacche importanti di malessere e disagio sociale. Oujda è la città dove ha sede una delle più importanti frontiere con l’Algeria, paese con il quale il Marocco è in una sostanziale “guerra fredda” tutta interna al mondo arabo per via dello status del Sarawi. Qui è il regno della prostituzione e dei trafficanti di droga: una sorta di zona franca, dove lo Stato appare poco presente e, in compenso, le organizzazioni criminali sembrano prosperare sempre di più.
A presentarci questa parte più difficile del Marocco è Filippo Rossi che, nel suo reportage del febbraio 2017, visita quei punti del paese dove la criminalità ha gioco facile ed è difficile estirparla. Un Marocco che appare lontano anni luce dalla modernità di Casablanca o dal dinamismo di Rabat. Una delle tante sfide per il paese africano, è rappresentata proprio dalla demolizione del traffico di droga e prostitute, piaghe terribile e non più accettabili per un Marocco che prova ad affacciarsi al mondo.

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