Da Chiang Mai (Thailandia) – “Il 13?”, “non c’è più”. “E il 38?”, “neanche”. “Il 23?”, provo ad insistere, ma niente. Anche questo, come tutti i numeri relativi alla vicenda di Tham Luang, sono esauriti. Sto parlando dei biglietti della lotteria nazionale, che qua chiamano Huay, una vera e propria istituzione in Thailandia, dove è l’unica forma di gioco d’azzardo legale. Tutto il resto, nel Paese dei sorrisi, infatti, è ufficialmente vietato.

I numeri che sono finiti per primi sono stati proprio il 13, in riferimento alle persone intrappolate nella caverna e successivamente liberate dai soccorritori martedì. Poi il 38, gli anni dell’eroe Saman Gunan, l’ex incursore dei Navy Seals thailandesi morto nella notte tra giovedì e venerdì scorso, mentre prestava servizio come volontario per il recupero dei ragazzi. E, ancora, il 23, il giorno in cui i baby calciatori e il vice allenatore sono entrati nella grotta.

La lotteria nazionale è particolarmente vissuta nel Paese asiatico, un appuntamento con la fortuna irrinunciabile. Il popolo thai, infatti, è molto superstizioso e la numerologia è parte integrante e importante della loro cultura. Talmente tanto da pervadere praticamente ogni aspetto della vita quotidiana.

L’estrazione, solitamente, se non cade in un giorno festivo, avviene l’uno e il sedici di ogni mese. Chiunque abbia visitato la Thailandia, avrà certamente fatto caso a piccole bancarelle, talvolta appoggiate su motorini o vecchie biciclette. I venditori sono ovunque, soprattutto nei giorni che si avvicinano all’estrazione. Davanti ai negozi, ai centri commerciali, nei mercati e per strada.

La prima lotteria nel Paese è stata avviata sotto il regno di Rama V (1868-1910), ed era stata organizzata in occasione del suo compleanno. Quella volta sono stati stampati 20mila biglietti, una quantità che ora si venderebbe in un paio d’ore. Ogni tagliando costava 4 baht, una cifra impossibile da convertire in euro. Da quel momento in poi è stata organizzata ad intermittenza. Nel 1932, è stata fatta per riuscire a raccogliere fondi da destinare alle attività della Croce Rossa. Poi, dal 1934, è diventata continuativa. I biglietti, adesso, costano 80 baht, poco più di due euro, e ne vengono stampati diversi milioni.

Qui sono tutti sicuri che i numeri riguardanti Tham Luang faranno vincere. Ma per saperlo bisognerà aspettare ancora qualche altro giorno. Il sedici di questo mese è prevista l’estrazione e vedremo se questi biglietti andati a ruba, faranno sorridere di gioia qualche thailandese, proprio come quei giovani che hanno sorriso quando il loro incubo era ormai giunto al termine. Comunque andrà, una cosa è certa: la storia di questi tagliandi considerati fortunati , ci fa capire che qui è già tornato tutto alla normalità. Il popolo thai, infatti, guarda sempre avanti.