Lo sfruttamento felice
I minatori di zolfo della Giava Orientale
Text and Photographs by Edward Crawford

Lo sfruttamento felice

Quando gli chiedo perché ha scelto questo tipo di lavoro, Opit mi risponde: “Non ci sono lavori che pagano bene. Prima lavoravo come taglialegna, ma non guadagnavo abbastanza”. Ero arrivato a Ijen aspettandomi di vedere sfruttamento e difficoltà, ma ciò che non avevo previsto era il gioioso entusiasmo degli operai.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Del gas tossico copre Opit mentre lavora nella miniera di zolfo nelle viscere del vulcano Ijen

In Occidente questo tipo di lavoro sarebbe considerato quasi impossibile. Solamente il peso dei carichi trasportati dai minatori è abbastanza per sconvolgere la nostra mente: uomini di circa 60 kg trasportano abitualmente pesi da 70-100 kg sul cratere del vulcano, per cinque volte al giorno.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Bima,un minatore indonesiano, usa un piede di porco per estrarre lo zolfo da sotto una tubatura di ceramica che attraversa la miniera dentro il vulcano Ijen

“Di solito quando lavoro come bracciante guadagno solamente 35-40.000 rupie”, continua Opit, “Qui facciamo dei bei soldi. Porto a casa minimo 80.000 rupie (circa 6 dollari)i. Con lo stipendio che guadagno come minatore compro il cibo, mantengo la mia famiglia e permetto ai miei figli di studiare”.

Giava orientale, Indonesia, 8 Dicembre 2019. Tra i gas tossici dello zolfo, un minatore indonesiano spruzza dell'acqua sulle tubature di ceramica per raffreddarle sul vulcano Ijen. L'acqua raffredda le tubature bollenti e permette che lo zolfo rimasto solido si liquefaccia e scorra nelle tubature

Durante la settimana che ho passato con i minatori dello Ijen ho sentito dire la stessa cosa più e più volte. Questi uomini sono contenti di guadagnare un salario dignitoso e sono scesi a patti con il fatto che i benefici finanziari del lavoro superano di gran lunga i pericoli.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019.Un minatore indonesiano cammina lungo il lago tossico trasportando lo zolfo in una sacca nelle viscere del vulcano Ijen

La domanda che sorge in luoghi come lo Ijen è se questi uomini vengono sfruttati oppure se, tutto sommato, gli viene data la possibilità di guadagnare uno stipendio decoroso. Ovviamente il direttore dell’azienda esporta lo zolfo a livello internazionale e ottiene un grande profitto, però centinaia di minatori sono felici di lavorare e possono provvedere alle loro famiglie. Potrebbe trattarsi di uno “sfruttamento felice”? Esiste una cosa del genere?

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. I minatori usano delle pietre per scalfire le rocce contenenti zolfo nel tentativo di separare lo zolfo grezzo da altri minerali naturali indesiderati

Lo zolfo viene estratto nello Ijen da oltre due decenni e i metodi sono sempre rimasti gli stessi: quando lo zolfo viene rilasciato dalla terra sotto forma di gas viene catturato all’interno di una tubazione che lo trasforma in un liquido. Questo liquido scorre nelle tubazioni e, una volta raggiunta la superficie, si solidifica diventando lo zolfo grezzo, dorato e ceroso che i minatori raccolgono per l’azienda.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Nubi di gas tossici dello zolfo si sollevano dal camino del vulcano Ijen

La compagnia vuole massimizzare la produzione, quindi paga per la regolare sostituzione delle grandi tubazioni in ceramica che scorrono attraverso lo sfiato naturale all’interno del cratere.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. In piedi di fianco ai fumi tossici, un minatore fa una breve pausa dopo un attacco di tosse sul vulcano Ijen

“È questo il lavoro davvero pericoloso”, dice Opit mentre indica lo sfiato circondato da fumo e tubi, “Solo i ragazzi più esperti possono farlo, un errore può essere fatale. Una volta un uomo è scivolato ed è caduto sulle tubature bollenti, il suo stomaco si è gonfiato all’istante come un’enorme bolla ed è morto in pochi secondi”.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Sulla cresta del vulcano Ijen un minatore distribuisce lo zolfo in dei sacchi per poi caricarli sul suo carretto e ridiscendere la montagna

Avevo sentito dire che erano stati incidenti come questo, oltre ad altri casi di minatori che erano scivolati mentre salivano sul cratere, a spingere l’azienda a fornire calzature adeguate: ai minatori sono stati proposti robusti stivali Wellington a un prezzo scontato e la maggior parte di loro ha colto al volo l’occasione.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Dei minatori percorrono la strada sulla parete scoscesa del cratere dopo una lunga giornata di lavoro sul vulcano Ijen

Usando uno straccio per proteggersi dai fumi tossici, Bima picchietta lo zolfo solidificato che si raccoglie sotto i tubi. Quando i fumi diventano insopportabili e rendono impossibile respirare e vedere, Bima esce con calma dai gas e inspira affannosamente un po’ d’aria fresca.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Un minatore trasporta il suo primo carico di zolfo verso la capanna mentre il sole spunta oltre il cratere del vulcano Ijen

“Faccio questo lavoro affinché mio figlio non sia costretto a farlo”, dice Bima tra un respiro affannoso e l’altro, “Sta andando a scuola e dopo andrà all’università. Prima o poi avrà un lavoro ben pagato, lontano da posti come questo”.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Dei minatori indonesiani ridono e scherzano mentre mostrano le spalle danneggiate. tutti i minatori del vulcano Ijen hanno le spalle deformate dal continuo trasporto di carichi di zolfo che superano il loro stesso peso. In età avanzata, la maggior parte dei minatori di zolfo soffre di problemi di salute legati a malattie respiratorie e problemi motori

Sul fondo del cratere, di fronte alla miniera di zolfo, c’è una traballante capanna in legno che viene utilizzata per conservare la miscela di calcestruzzo e altre attrezzature minerarie, questa capanna funge anche da sala per il personale. La sua fatiscente struttura dà un gradito riparo dal caldo torrido, ma le ondate di fumo tossico si diffondono attraverso le pareti e sotto il soffitto di tela catramata. Un sottile strato di polvere di zolfo copre ogni superficie e una nuvola di zolfo esce da un materasso steso in un angolo quando qualcuno si siede.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Opit trasporta lentamente più di 70kg di zolfo grezzo su per il cratere del vulcano Ijen

La capanna è un rifugio dalle difficoltà esterne, un luogo dove i minatori si rilassano e stanno insieme. Ho notato molto cameratismo tra di loro: ridono e scherzano costantemente e sono felici di essere in compagnia. Mentre i lavoratori si scambiano cibo e sigarette, chiedo perché non vogliono che la miniera venga modernizzata: “Perché non fate venire un’azienda per insegnarvi a usare i macchinari moderni?”.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Dei minatori vicino alla miniera a cielo aperto del vulcano Ijen

Un minatore mi risponde: “Non siamo anti-tecnologia ma sappiamo cosa succederà dopo: i macchinari vengono utilizzati per accelerare il processo produttivo e significano sempre posti di lavoro in meno. Ci sono centinaia di minatori che lavorano qui, guadagniamo bene e le cose vanno bene come sono adesso”.

Giava orientale, Indonesia, 8 Dicembre 2019. Dei minatori risalgono la ripida parete del cratere dopo una faticosa giornata di lavoro sul vulcano Ijen

Un altro minatore, dopo aver finito un boccone di riso freddo preparato da sua moglie, aggiunge: “Ho visto su YouTube le grandi macchine che usano in altre miniere. Una grande macchina si prende cinquanta posti di lavoro, quindi cinquanta famiglie perdono soldi”. Clic, clic, si accende una sigaretta prima di continuare: “Tutti eravamo contrari ai carrelli, anche se poi ci hanno facilitato il lavoro in qualche modo, però sappiamo che le macchine quassù non sono una cosa positiva per i lavoratori o la popolazione locale”.

Giava orientale, Indonesia, 11 Dicembre 2019. Uno dei minatori più anziani del vulcanoa Ijen arranca in mezzo a una nube di gas tossico, protetto solo da una mascherina malconcia e uno straccio

Avevo sentito parlare dell’introduzione dei carrelli e di come fosse stata una scelta controversa, raggiunta dopo una dura battaglia combattuta tra i lavoratori e i grandi capi dell’azienda; alla fine la compagnia aveva vinto e i carrelli erano arrivati. Prima lo zolfo veniva trasportato giù per la montagna in ceste portate dai minatori; ora la nuova procedura prevede la raccolta sulla cresta del vulcano di cinque carichi che poi vengono trasportati tramite carrello fino alla stazione di pesatura alla base della montagna.

Giava orientale, Indonesia, 11 dicembre 2019. Anche alcuni giovani ragazzi lavorano come minatori sul vulcano Ijen volcano. Questo ragazzo usa il suo carretto sia per trasportare lo zolfo grezzo già per la montagna, sia come ‘servizio taxi’ per i turisti stanchi

I minatori hanno ancora il difficile compito di portare oltre 70 kg di zolfo grezzo sul ripido pendio ma, grazie ai carrelli, guadagnano qualcosa in più e l’azienda durante l’anno ha una maggiore produzione.

Giava orientale, Indonesia, 11 dicembre 2019. Un minatore di zolfo indonesiano sistema i suoi cestini per il lavoro sul vulcano Ijen

La riluttanza ad accettare i carrelli è presto svanita e i minatori della Giava Orientale hanno iniziato ad abbracciare il loro talento imprenditoriale. I turisti visitano tutto l’anno il vulcano Ijen per vedere il fenomeno naturale noto come “fiamma blu”.

Giava orientale, Indonesia, 11 dicembre 2019. Bima, un minatore indonesiano, esamina la purezza di alcuni pezzi di zolfo sul cratere del vulcano Ijen

Alcuni minatori hanno monetizzato i loro carrelli gridando con grandi sorrisi “Taxi, taxi” a turisti stanchi e affaticati dalla salita, che preferiscono essere comodamente trasportati giù per la montagna fino al campo base. Sono un sacco di soldi per i minatori, che possono far pagare da 30 a 50 dollari per scendere o salire dalla montagna; per contestualizzare queste cifre, si tratta del doppio del loro stipendio settimanale come minatori e sei volte di più rispetto a quanto altri lavoratori locali guadagnano in una settimana.

Giava orientale, Indonesia, 11 dicembre 2019. Un minatore di zolfo indonesiano mostra del materiale che ha estratto dalla roccia del vulcano Ijen

“Vi piacciono i turisti che vengono qui?”, un coro di consensi riempie la stanza e tutti iniziano a sorridere e annuire.

Giava orientale, Indonesia, 11 dicembre 2019. Trasportando un carico di zolfo pari al suo stesso peso corporeo, un minatore rislae il vulcano immerso in una nube di fumo velenoso

“I turisti ci piacciono perché sono gentili con noi e i loro regali ci aiutano davvero. Il servizio taxi ci dà dei vantaggi, ma le sigarette, i piccoli doni e le conversazioni sono ciò che apprezziamo di più. I turisti qui sono un’industria a sé stante e in qualche modo aiutano tutti, soprattutto quelli di noi che parlano inglese e quindi possono lavorare come guide turistiche”.

Giava orientale, 11 dicembre 2019. Dopo una lunga giornata di lavoro trascors a raccogliere zolfo, Opit si riposa sulla cresta del vulcano Ijen

Mentre in Occidente continuiamo a muoverci verso la modernizzazione, una scelta che ci è costata numerosi posti di lavoro e ha creato una generazione che dipende dal lavoro occasionale, la gente della Giava Orientale ci guarda: attraverso i loro smartphone, hanno visto che il modo in cui la società sta progredendo non è sempre vantaggioso per tutti.

Giava orientale, Indonesia, 11 dicembre 2019. Un minatore indonesiano raccoglie lo zolfo sulla riva di un lago altamente tossico sul vulcano Ijen

Per gli uomini con cui ho parlato, resistere alla modernizzazione della loro industria è imperativo se vogliono prosperare come società. Anche se possiamo pensare che le loro condizioni di lavoro siano barbariche, i minatori della Giava Orientale affermano di essere orgogliosi del proprio lavoro e sono felici di avere l’opportunità di guadagnare uno stipendio decoroso.

Text and Photographs by Edward Crawford