Rincon
Resistere ai narcos
Inferno in Messico PARTE 2
Testo, fotografie e video di Alfredo Bosco

I bambini soldato che lottano contro i narcos

Nel cuore delle montagne di Guerrero, il villaggio di Rincon De Chautla – poche case abitate da nativi nahuatl – è sotto la minaccia del gruppo criminale dei Los Ardillos.
I Los Ardillos, dopo aver tentato di allearsi con la polizia comunitaria, hanno deciso che il tempo delle trattative fosse finito, e il 28 gennaio del 2019 – questo è quello che raccontano i testimoni – duecento uomini armati hanno attaccato la comunità. Secondo il rapporto della polizia ci sono stati 10 morti.

Per tutto l’anno ci sono stati altri attacchi. E la polizia comunitaria del CRAC-PF vive in costante allarme. Il presidente Andres Manuel Obrador, durante la sua campagna elettorale, ha avuto un grande sostegno da parte di tutte le popolazioni native messicane: ma i nahuatl di Guerrero sentono che il presidente non fa abbastanza e che non si differenzia dai suoi predecessori.

“Non torneremo a votarlo, ci aveva promesso che saremmo stati trattati come gli altri cittadini, invece siamo dimenticati” dice il portavoce della polizia comunitaria. Quindi la decisione drastica di protestare: non scendendo per le strade ma arruolando donne e bambini. Il 23 gennaio del 2020 i media internazionali sono rimasti colpiti dall’immagine di decine di bambini armati fino ai denti. Il Messico, che da anni affronta una feroce guerra contro la criminalità, adesso ha anche bambini soldato. E questo, per il governo, è inaccettabile.

Messico, Guerrero, Rincon Chautla, 2019. Ritratto di una madre che ha deciso di unirsi alla polizia comunitaria della città. Dall'inizio del 2019, numerosi attacchi da parte del cartello di Los Ardillos hanno colpito la città di Rincon Chautla, costringendo i suoi residenti a difendersi

Prima dei bambini, anche alcune donne – mogli e sorelle che hanno perso i loro cari scomparsi o uccisi per colpa dei Los Ardillos – hanno deciso di armarsi destando la preoccupazione del governo di Guerrero, che non sa come affrontare questo dramma. La risposta è un check-point vicino il villaggio, ma sono troppi pochi i soldati in caso di un’incursione dei criminali ben equipaggiati.
A Guerrero le polizie comunitarie vengono tollerate dal governo anche se illegali. Ma chi abita i villaggi più remoti non accetta di essere senza alcuna protezione contro i gruppi criminali come i Los Ardillos nell’area di Chilapa, i Los Rojos di Chilpancingo, i Guerrero Unidos, i Tequileros, per non parlare dei cartelli potenti come quello di Sinaloa e la Familia Michoacan.

Messico, Guerrero, Rincon Chautla, 2019

La guerra intestina che rende Guerrero uno dei territori più pericolosi di tutto il Messico è dovuta al mercato del papavero da oppio. Nelle regioni del Centro, Tierra Caliente e la Montaña viene prodotta la droga che ricopre di denaro i cartelli messicani. Solamente nel 2018 l’esercito ha eradicato ben 84mila metri quatradati di terreni coltivati, nonostante il mercato fosse in stallo. Altra nota dolente è rappresentata dalle miniere d’oro, sempre nella aree montane, che diventano immediatamente obiettivo della criminalità. Controllare le strade occupando i villaggi significa per i gruppi criminali consolidare il loro potere, per questo minacciano gli abitanti. Se non decidono di arrendersi o scappare, allora scoppia la guerra e la violenza diventa cronaca quotidiana.

Messico, Guerrero, Rincon Chautla, 2019

Secondo il vescovo di Chilpancingo, Salvador Rangel Mendoza, “in questo Stato ogni opportunità diventa un dramma” riferendosi ai rifugiati di Chichihualco, dove le polizie comunitarie si combattono per il controllo di una strada che porta a una miniera d’oro. La conseguenza più evidente è il numero sempre più alto dei “Pueblo Fantasma”, villaggi abbandonati perché le persone scappano oppure in maniera inquietante scompaiono e non si sa più del loro destino. Caso emblematico è il villaggio di San Felipe a due ore di macchina da Apaxtla, dove la polizia non osa neanche andare più perché la Familia Michoacan è troppo forte e ha fatto scappare i suoi abitanti che ora vivono come desplazados. Gli abitanti di Rincon De Chautla, Tula e Ayahualtempa non vogliono fare la stessa fine, e la paura di perdere la propria casa o di vedere scomparire i propri cari rimane tanta.
Il futuro dei nativi nahuatl è una grossa incognita: chi vuole imbracciare il fucile e combattere, chi tenta ancora di dialogare con il governo rivolgendosi al governatore Flores per ottenere garanzie.

Testo, fotografie e video di Alfredo Bosco