
“Uno dei limiti del nostro studio è che naturalmente non tutti gli incontri degli infetti possono essere ricostruiti”, scrivevano in un articolo pubblicato lo scorso 15 maggio sulla rivista scientifica The Lancet, gli specialisti dell’Autorità bavarese per la Salute e la Sicurezza Alimentare, dell’Istituto Robert Koch, dell’ospedale universitario della Charité di Berlino e di altre istituzioni sanitarie tedesche. Gli stessi che hanno seguito gli sviluppi del cluster in Baviera. Finora, il primo esempio di trasmissione da uomo a uomo in Europa. Durante il “periodo di esposizione”, quello seguito all’arrivo da Shangai a Stockdorf il 19 gennaio, per una serie di riunioni, di una dipendente della filiale cinese della società, che già presentava i primi sintomi del Sars-Cov-2, “l’azienda ha tenuto riunioni ed eventi estesi”. “È possibile – continuano gli infettivologi su Lancet – che un caso infetto abbia incontrato un caso successivo talmente velocemente che nessuno dei due si ricordi dell’incontro”.

Per questo chi come Massimo Galli, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, crede che il virus sia arrivato in Lombardia a fine gennaio passando proprio dal cluster di Stockdorf, preferisce affidarsi alla “pista genetica” più che a quella del tracciamento. Stando alle conclusioni dei colleghi tedeschi il focolaio sarebbe stato isolato nel giro di qualche settimana con un totale di 16 infettati, tra cui 10 dipendenti dell’azienda. Secondo l’infettivologo del Sacco, invece, il virus potrebbe essere andato oltre, viaggiando fino al Lodigiano, una delle prime zone rosse d’Italia. “I dati evidenziano che il Sars-Cov-2 che ha infettato i pazienti italiani coinvolti nella prima epidemia nel Nord Italia e quello isolato negli altri pazienti europei e latino americani che hanno riferito di contatti con l’Italia, è strettamente collegato alla specie del virus isolato in uno dei primi cluster europei osservati in Baviera alla fine di gennaio 2020”, si legge in uno studio intitolato Genomic characterization and phylogenetic analysis of SARS‐COV‐2 in Italy, pubblicato da Galli sul Journal of Medical Virology il 24 marzo scorso.



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