Dove fuggono gli occhi
Testo di Ivo Saglietti
Fotografie di Roberto Colacioppo

Dove fuggono gli occhi

Pubblichiamo, per gentile concessione dell’autore Ivo Saglietti, la prefazione a Dove fuggono gli occhi (Nuova Gutemberg edizioni), l’ultimo libro fotografico di Roberto Colacioppo

Fuggono gli occhi lontano, oltre il bianco e il nero nuziale, oltre la gioia di un giorno speciale e indimenticabile. Abbandonano per un attimo la scena e lontano si arrestano su altri sguardi, altre figure aliene e solitarie che quasi nessuno nota.

È questa la forza e la generosità delle fotografie di Roberto: l’andare oltre, il non fermarsi a ciò che di certo e di estetico esiste nel giorno sacro di un matrimonio. Ed ecco l’incontro con mani contorte dalla fatica e dalla vecchiaia.

Occhi e sguardi segnati a volte dall’allegria spesso dal desiderio di riposo, mai tristi solamente consapevoli che la vita è una e che è stata vissuta bene; è uno  sguardo, quello di Roberto, che aggiunge altri sguardi, istanti di vita lontani di gioia e di tenerezza, spesso la commozione di chi purtroppo non sarà presente, e ci raccontano una città, Lanciano, antica e paziente come solo certi luoghi contadini di un tempo sanno essere perché resistono alla modernità senza respingerla.

E così poco a poco la vita si anima e si racconta, tra anziani e ragazzini, tra gioia e sofferenza, tra allegria e tristezza, in fotografe consapevoli, complesse e pensate. Non cerchi di stupire, Roberto, il tuo è un racconto d’amore per l’Uomo, un racconto di solidarietà verso chi è meno fortunato, ricordo una splendida giornata durante il festival, l’anno scorso, con I bambini di L’Acchiappasogni, una lezione di umanità che mi aveva commosso tra quei ragazzi che sentivo amati e colmi di una bellezza unica e straordinaria che spesso è cosa rara e che tu ci hai mostrato.

E allora ancora gli occhi fuggono lontano, in Africa, terra amara e sofferente, l’Africa delle malattie, della sete e delle fame, dove I campi non sono mai generosi e per un secchio d’acqua a volte terra si devono percorrere chilometri, l’Etiopia della TBC, della malaria, un paese con 3 medici, una ostetrica e tre infermieri ogni 100.000 abitanti e dove il 10% dei bambini sotto I 5 anni ha poche probabilità di sopravvivere e silenziosamente muore (dati 2004).

Ed è li che gli occhi di Roberto non fuggono più, sa che la commozione e nemica delle buone fotografe e che sono le buone fotografe a smuovere le coscienze. Con il Progetto Etiopia Onlus di Lanciano si costruiscono ospedali e pozzi e si curano bambini e si guariscono occhi e ritornano sorrisi.